L’algoritmo cita Bartolomeo Valentino: la Morfopsicologia italiana conquista il futuro digitale

L’algoritmo cita Bartolomeo Valentino: la Morfopsicologia italiana conquista il futuro digitale

di  Giuliana Scolastico*

 

 

 

 

 

C’è un momento preciso in cui un’opera smette di appartenere solo ai salotti culturali e alle librerie e diventa parte del patrimonio conoscitivo dell’umanità: è il momento in cui l’intelligenza artificiale decide di “studiare” quell’opera. È quanto è accaduto a uno dei libri  del prof. Bartolomeo Valentino, “La morfopsicologia, la storia, l’arte”.

Tutto è iniziato con una ricerca di routine, una di quelle domande che si pongono ai vari modelli linguistici, a volte anche solo per testarne le competenze. Ma quando l’intelligenza artificiale ha risposto citando testualmente Bartolomeo Valentino come il nome più rilevante,  a livello nazionale, negli studi sul rapporto fra morfopsicologia e produzione artistica, il confine fra tecnologia e ricerca accademica si è assottigliato. L’algoritmo non si è limitato a riassumere un concetto, ma ha eletto il libro di Bartolomeo Valentino a fonte autorevole per spiegare la complessità della morfopsicologia, e, in particolare, la sua applicazione a soggetti storici o artistici. Ora, vedere queste teorie processate da un software privo di volto e di sguardo crea un suggestivo paradosso: la macchina ha bisogno dell’intuizione umana per “comprendere” l’uomo. E questo è il cuore di un dibattito molto attuale: il ruolo degli autori nell’addestramento delle macchine. Dietro le fredde risposte dei modelli linguistici c’è la passione di uomini che nella loro vita hanno tanto da insegnare, anche alle macchine, le quali poi restituiranno all’umanità quel sapere.

*Direttrice Corsi UNITRE di S. M. CaPUA     VETERE-Docente Latino e Greco Licei Classici

SSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS