22 Gen UNITRE di S. M Capua Vetere. Relazione di Renato Perillo sull’uso della plastica
di Bartolomeo Valentino




Ha suscitato un vivo interesse la Relazione tenuta presso l’Unitre di S Maria Capua Vetere dal dott. Renato Perillo, Biologo e Presidente del WWF di Caserta, sul fallimento dell’uso della Plastica. Dopo la illustrazione del brillante Curriculum del Dr. Perillo, affidata alla Direttrice dei Corsi, Giuliana Scolastico, il Presidente Bartolomeo Valentino si è soffermato sulla necessità di rilanciare la Plastica con opportuni accorgimenti per la sua produzione, per i metodi di smaltimento dei residui e sulla esigenza di un impegno individuale maggiore e più attento per evitare ulteriori danni all’ambiente.
Il Relatore, a sua volta, ha illustrato la Storia e ruolo del WWF in tutti i Paesi, invitando ad una collaborazione concreta per evitare gravi danni all’ambiente ed alla salute. Quindi si è soffermato sui metodi di produzione delle varie plastiche e sugli effetti devastanti in tutti gli ecosistemi. Ha sottolineato che il problema va affrontato con una costante divulgazione della pericolosità dell’uso della plastica, ma contemporaneamente della sua utilità nella quotidianità.
Per decenni è stata il simbolo del progresso. Oggi la plastica rappresenta uno dei più gravi fallimenti del modello di sviluppo contemporaneo. La plastica doveva semplificare la vita dell’uomo: leggera, resistente, economica. In realtà, il suo utilizzo indiscriminato si è trasformato in una minaccia globale per l’ambiente, la salute e l’economia. Mari soffocati dai rifiuti, microplastiche nel cibo e nell’acqua, sistemi di riciclo inefficaci: il bilancio è ormai evidente e profondamente negativo.
Un’invenzione utile diventata problema globale.
Prodotta su larga scala a partire dagli anni Cinquanta, la plastica ha rapidamente invaso ogni settore: imballaggi, edilizia, medicina, tecnologia. Il problema non è la plastica in sé, ma il suo uso eccessivo e spesso superfluo, in particolare quella monouso. Sacchetti, bottiglie, posate e imballaggi vengono utilizzati per pochi minuti ma restano nell’ambiente per secoli.
Riciclo: una promessa non mantenuta
Per anni il riciclo è stato presentato come la soluzione. Tuttavia, solo una piccola percentuale della plastica prodotta viene effettivamente riciclata. I costi elevati, la complessità dei materiali e la mancanza di infrastrutture adeguate rendono il sistema inefficiente. Molti rifiuti finiscono in discarica, vengono inceneriti o esportati nei Paesi in via di sviluppo, aggravando disuguaglianze e danni ambientali.
Microplastiche e salute
Uno degli aspetti più preoccupanti è la diffusione delle microplastiche: frammenti microscopici ormai presenti nell’aria, nell’acqua e negli alimenti. Studi scientifici indicano possibili rischi per la salute umana, tra cui infiammazioni e interferenze con il sistema endocrino. Un problema invisibile, ma sempre più difficile da ignorare.
Un cambio di rotta necessario
Il fallimento dell’uso della plastica impone una riflessione profonda. Servono politiche più rigorose, investimenti in materiali alternativi e un cambiamento culturale nei consumi quotidiani. Ridurre, riutilizzare e ripensare la produzione non è più una scelta, ma una necessità. La plastica, da simbolo di modernità, è diventata emblema di un sistema insostenibile. Riconoscerne il fallimento è il primo passo per costruire un futuro più responsabile e compatibile con i limiti del pianeta.
*Direttore Responsabile