Una nuova arma nella lotta ai tumori

Una nuova arma nella lotta ai tumori

di Luigi Sabino*

 

 

 

 

 

     Le  patologie tumorali sono certamente tra le malattie  su cui è maggiormente concentrata  l’attenzione delle istituzioni sanitarie, sia per gli alti costi finanziari che comporta la loro cura, sia per l’impatto psicologico che hanno sulla popolazione; esse sono, infatti, percepite come estremamente pericolose tanto per le condizioni generali dei pazienti colpiti, quanto per la loro stessa sopravvivenza.

     Notevoli progressi sono stati compiuti in tema di riduzione dell’incidenza delle malattie neoplastiche: si pensi alle grandi campagne di prevenzione per i tumori al seno o per quelli colon-rettali. Anche nel campo delle terapia, le armi oggi a disposizione della classe medica si sono arricchite di presidi sempre più efficaci. Accanto allo sviluppo di nuovi farmaci chemioterapici, si sono affermati innovativi sistemi di terapia come l’utilizzo degli anticorpi monoclonali, che stimolano la naturale immunità antitumorale dell’organismo, o i modulatori della risposta biologica come l’interferone e le interleuchine. Anche nel campo della radioterapia si è registrato di recente lo sviluppo di un nuovo sistema utile a colpire la massa tumorale: l’adroterapia, messa a punto nel CNAO di Pavia, struttura dedicata unicamente al funzionamento di  tale sistema . A differenza della  terapia radiante tradizionale,  fondata sull’utilizzo di raggi X o elettroni, l’adroterapia prevede l’uso di protoni e ioni carbonio. Queste particelle atomiche (definite “adroni”, da cui deriva il nome della terapia stessa) hanno il vantaggio di essere più pesanti e dotate di maggior energia rispetto agli elettroni e di conseguenza di essere ancora più efficaci nel distruggere le masse tumorali, impedendone la replicazione cellulare. Per poter accumulare l’altissimo livello di energia necessaria per essere efficaci, tali particelle devono subire una grande accelerazione, che avviene in un “sincrotrone”, acceleratore di particelle di forma circolare della lunghezza di 80 metri, collocato nel piano interrato dell’edificio;  tali particelle vengono così portate a raggiungere una velocità di 60.000 Km al secondo prima di essere indirizzate sul paziente tramite un sistema di altissima precisione, che consente di mantenere pressochè integri i tessuti  adiacenti la massa tumorale. I vantaggi di tele sistema sono notevoli e consistono soprattutto  nella possibilità di trattare tumori radioresistenti  con altissima precisione, di rispettare i tessuti sani circostanti, di ritrattare tumori già irradiati con terapia tradizionale. I campi di applicazione sono numerosi: si va dai tumori dell’encefalo e del midollo spinale a quelli del collo, del torace, della pelvi ecc. L’accesso al trattamento, erogato dal CNAO tramite il SSN, avviene previa valutazione del caso clinico, sulla scorta della documentazione da inviare via mail.  

 

*Già Primario Ospedaliero di Cardiologia

Direttore Area Cardiologica Clinica S.Anna Caserta