24 Dic Malattie cronico-degenerative ed anziani: fattori di rischio e prevenzione
di Laura Leoncini*


Tra i Fattori di rischio per le MCNT (malattie croniche non trasmissibili), quello più noto e rilevante a livello mondiale è il fumo di tabacco, con circa un miliardo di fumatori.
Di questi circa l’80% vive in paesi a basso e medio reddito; il 70% dei consumatori inizia a fumare prima dei 18 anni e il 94% prima dei 25. Il problema, dunque , anche se le MCNT si manifestano in età adulta o nelle età più avanzate, riguarda di fatto le fasce giovanili delle popolazioni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che a livello mondiale il consumo di tabacco uccida attualmente quasi 6 milioni di persone ogni anno e che il fumo passivo provochi 603.000 morti premature; in Italia sono attribuibili al fumo di tabacco dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno, con oltre il 25% di questi decessi compreso tra i 35 ed i 65 anni di età. L’abitudine al fumo spesso inizia in età adolescenziale, ma sembra che ben poche rivendite tengano conto del divieto di vendita dei derivati del tabacco ai minorenni, e ancor meno sembrano “funzionare” i distributori automatici. Tuttavia, ben poche misure efficaci (sono in atto campagne informative che sembrano però avere un effetto dissuasivo assai limitato sui consumatori, e vi sono leggi contro il fumo la cui applicazione puntuale richiederebbe però una disponibilità di risorse rilevanti che non sono purtroppo sufficienti) vengono assunte contro il fumo di tabacco, tanto che risulta spesso difficile vietare ed impedire l’ uso delle sigarette addirittura tra i Pazienti degli Ospedali.
Subito dopo, seguono come fattori di rischio per le MCNT le cattive abitudini alimentari, il sovrappeso e l’ obesità con percentuali più alte nelle Regioni italiane del sud e del centro. Qui il problema sorge addirittura già in età infantile (in uno studio recente il 21% dei bambini è risultato in sovrappeso e il 9,3% in condizioni di obesità). Questo fenomeno è legato spesso ad abitudini alimentari “sbilanciate” favorite dalla famiglia, con il consumo di merende e spuntini “abbondanti” in tutti i momenti della giornata, con scarso consumo di frutta e/o verdura e con l’assunzione quotidiana di bevande zuccherate e/o gassate. La disponibilità, ormai praticamente ubiquitaria, di distributori automatici di alimenti e bevande del tipo junk food (cibo spazzatura, ricco di sale, zucchero e spesso superprocessato) , rende questo tipo di alimenti accessibile facilmente soprattutto ai bambini ed adolescenti, favorendo l’ acquisizione delle cattive abitudini alimentari. Il sovrappeso e l’ obesità si associano, sia nei bambini che negli adulti, ad una scarsa percezione della propria condizione , ed il problema è maggiore fra le persone con difficoltà economiche e fra le persone con un basso livello di istruzione. In alcuni casi può osservare addirittura il binge eating, disturbo alimentare caratterizzato da vere e proprie abbuffate che possono avere gravissimi effetti sull’equilibrio metabolico. Evitare le patologie MCNT derivanti dal sovrappeso e dall’ obesità è fondamentale per avere una vita lunga e “in salute”; è preferibile il consumo di frutta e verdura ( l’ideale sarebbe consumarne almeno 5 porzioni al giorno) rispetto a quello di tanti snacks dolci o salati.
Un altro problema correlato alle cattive abitudini alimentari è il consumo eccessivo di sale, correlato all’insorgenza di molte patologie (infarto del miocardio, ictus cerebrale, ipertensione arteriosa, Malattia Renale Cronica, osteoporosi, ecc.). Evitare il consumo eccessivo di sale può proteggere da queste malattie, oltre che far recuperare il gusto degli alimenti consumati, spesso sovrastato da un’eccessiva sapidità.
Altro rilevante fattore di rischio per le MCNT è il consumo di Alcol; attualmente nella popolazione italiana si evidenzia una nuova tipologia di consumo: si è ridotto il consumo di vino durante i pasti, ma si registra un progressivo aumento del consumo di bevande alcoliche e superalcoliche occasionale e in alcuni casi abituale, al di fuori dei pasti. l cambiamenti nelle abitudini sono diffusi in tutte le fasce d’età. I comportamenti a rischio sul consumo di alcol nei giovani sono maggiormente diffusi nella fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Il fenomeno è differenziato per genere, tra i ragazzi è circa il doppio rispetto alle ragazze. In molti contesti sociali il consumo eccessivo di alcool si focalizza in alcuni giorni della settimana , soprattutto nel fine settimana , con bevute smodate (binge drinking)concentrate in un breve periodo di tempo, non di rado associate all’ assunzione di sostanze attive sul sistema nervoso ( assunzione di droghe e fenomeno dello sballo), fino a causare veri e propri fenomeni di intossicazione che a loro volta possono determinare danni cronici al sistema nervoso centrale , e addirittura di morte improvvisa. L’alcool inoltre suscita assuefazione e dipendenza, e l’ alcoolismo è considerato a tutti gli effetti una forma di tossicomania maggiore. Anche se bere in modo molto moderato produce danni minimi, evitare un consumo di alcoolici eccessivo è di fondamentale importanza, considerati gli effetti tossici che questi hanno sul fegato, sull’ apparato gastrointestinale sull’apparato cardiovascolare , sul sistema nervoso centrale, oltre all’ incremento del rischio di tumori. Va infine sempre ricordato lo stretto rapporto esistente tra il consumo di alcool e droghe e gli incidenti stradali
Altro rilevante fattore di rischio per le MCNT è l’Inattività fisica (sedentarietà). Anche in questo caso, le abitudini alla sedentarietà iniziano in età infantile e giovanile, con il ridursi dell’ abitudine al gioco all’ aperto ed il crescere dell’uso dei videogiochi e del tempo dedicato all’utilizzo di smartphone e tablet, La proporzione di adulti sedentari si incrementa con l’età, ed è più alta fra le donne, fra i più svantaggiati economicamente, fra i meno istruiti. Il movimento fisico può aiutare a prevenire numerose malattie dell’ apparato muscolo-scheletrico, ridurre il rischio di fratture causate dall’ osteoporosi, ed evitare il rischio sempre più frequente di limitazione della funzione motoria e di immobilizzazione dei più anziani , che può arrivare fino all’ allettamento. Qualsiasi tipo di movimento può essere utile, dalle lunghe passeggiate alla corsa, dalla ginnastica soft a quella fatta in palestra con strumenti ed il supporto di istruttori, al ballo
Va poi menzionata l’Ipertensione arteriosa: questa è un fattore di rischio per l’ictus cerebrale, per l’infarto del miocardio, per l’insufficienza cardiaca, per gli aneurismi delle arterie, per la malattia arteriosa periferica ed è una causa della malattia renale cronica. L’Ipertensione è correlata a numerosi fattori comportamentali : i cambiamenti nella dieta e nello stile di vita possono migliorare molto il controllo della pressione sanguigna di ridurre il rischio di complicazioni per la salute. Per le dislipidemie, spesso associate all’ ipertensione, bisogna sapere che le anomalie dei livelli di lipidi (grassi) nel sangue predispongono all’aterosclerosi, alle malattie del cuore e dei grossi vasi e sono presenti nei soggetti in sovrappeso/obesi. L’ipertrigliceridemia è spesso associata con l’obesità, il diabete e l’insulinoresistenza. L’abbassamento del colesterolo nel sangue e il controllo della pressione arteriosa anche attraverso l’adozione di uno stile di vita sano riducono il rischio di ictus cerebrale , di infarto del miocardio, arteriopatie periferiche, aneurismi, insufficienza renale cronica e retinopatia, e il rischio di malattie correlate all’invecchiamento (disturbi della memoria, disabilità).
Va l’infine ricordato l’ Inquinamento atmosferico, sia ambientale che domestico, che nel mondo causa 7 milioni di morti all’anno (va ricordato che più esposti ai fattori di rischio ambientale sono i bambini al di sotto dei cinque anni e gli adulti al di sopra dei 50 anni). Questo dovrebbe essere tenuto presente in ogni nostra azione, per evitare o limitare il più possibile l’inquinamento da noi stessi causato , i cui effetti si ripercuotono sul nostro ambiente e su noi stessi. E’ necessario iniziare a pensare in termini di Urban Health, per evitare danni e catastrofi di cui noi stessi in definitiva siamo vittime.
Anche l’invecchiamento della popolazione è un significativo elemento di rischio, anche perché è proprio nell’ età avanzata che si assiste all’ estrinsecazione degli effetti di tutti i fattori di rischio precedentemente menzionati, se questi non sono stati correttamente gestiti prevenendone i danni.
Un evidente effetto dell’invecchiamento della popolazione è l’incremento del numero delle persone affette da demenza. Il maggiore fattore di rischio che si associa all’insorgenza delle demenze è l’età e, in una società in cui la percentuale degli anziani si incrementa, queste malattie potrebbero divenire, in poco tempo , una delle problematiche più rilevanti per la Sanità Pubblica. Il sesso femminile, inoltre, è un altro importante fattore di rischio per l’insorgenza della malattia di Alzheimer, la forma più frequente (circa il 60% ) di tutte le demenze. Attualmente la demenza colpisce circa l’ 8% degli ultrasessantacinquenni e oltre il 20% degli ultraottantenni nei paesi industrializzati. La tendenza attuale non si modificasse, nei paesi occidentali i casi di demenza si triplicherebbero nei prossimi 30 anni. Attualmente in Italia si stima che vi siano circa un milione di casi di demenza. Di questi il 54% circa dei casi di demenza sarebbero attribuibili al morbo di Alzheimer, ed 16% circa alla demenza vascolare (aterosclerosi dei vasi cerebrali).
Alcuni fattori di rischio delle demenze sono certamente legati allo stile di vita ed al comportamento delle persone, e pertanto sono modificabili. Le malattie cardiovascolari e diversi fattori di rischio cardiovascolari sono correlati in modo significativo alla comparsa delle demenze e dell’Alzheimer; anche la sedentarietà è un fattore di rischio per le demenze, mentre l’attività fisica aerobica ha un ruolo protettivo e contribuisce alla riduzione del declino cognitivo. Ci sono prove che sette fattori (diabete, ipertensione arteriosa , obesità della mezza età, depressione, scarsa attività fisica, abitudine al fumo, basso livello di scolarizzazione) hanno una forte correlazione con il morbo di Alzheimer. Questi sette fattori agiscono in modo congiunto; è dunque necessaria una strategia per la prevenzione primaria (cioè da attuare prima che la malattia possa iniziare ad evolvere ed a manifestarsi) da effettuare congiuntamente per i sette fattori di rischio: questo porterebbe ad una considerevole riduzione dei casi di malattia di Alzheimer e di demenza vascolare.
Tra le malattie cardiovascolari (MCV), che sono le più frequenti tra le MCNT e comprendono le patologie a carico del cuore e dei vasi sanguigni, le più frequenti sono quelle di origine arteriosclerotica, tra cui le malattie ischemiche del cuore e del sistema nervoso centrale (infarto del miocardio e ictus cerebrale). Queste hanno cause multifattoriali di cui abbiamo precedentemente trattato e le persone con rischio maggiore sono i fumatori, dislipidemici, obesi, diabetici, ipertesi e con patologie cardiovascolari preesistenti.
Le malattie respiratorie croniche (MRC), come le Bronco Pneumopatie Croniche Ostruttive (BPCO), bronchite cronica ed enfisema, sono sempre più frequenti con l’aumentare dell’età, e soprattutto fra le persone con basso livello di istruzione, e in quelle svantaggiate economicamente. La presenza di MRC è inoltre correlata ad una peggiore qualità della vita, in termini di salute percepita, giorni di vita in cattiva salute e sintomi depressivi. Il tabagismo, l’esposizione lavorativa e la residenza in area urbana (più esposta a fenomeni di inquinamento atmosferico di molteplice origine) sono fra i più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di affezioni respiratorie.
Il diabete mellito di tipo 2, diffusissimo in tutto il mondo, è un esempio tipico di malattia cronica, in parte evitabile, e più frequente nelle classi socialmente svantaggiate. La comparsa del diabete mellito di tipo 2 è correlata a fattori ereditari, ma anche ai fattori di rischio modificabili delle MCNT. La presenza di gravi complicanze a cui le persone affette vanno incontro, si traduce in un’aspettativa di vita ridotta, qualunque sia l’età di esordio della malattia.
In Italia, il numero dei pazienti diabetici è pari a oltre 3 milioni di persone, con un trend in leggero calo negli ultimi anni, dopo un decennio di crescita costante; la percentuale cresce con l’ età , e la malattia interessa circa il 20% nelle persone con età uguale o superiore a 75 anni.
Per quanto riguarda la particolare tipologia di MCNT che sono i tumori , ciascun tipo di tumore presenta propri fattori di rischio (genetici, ormonali, legati all’ età, legati all’ alimentazione ed al fumo , derivanti dall’ esposizione a sostanze chimiche di varia tipologia nel contesto ordinario di vita, nel contesto lavorativo e nell’ ambiente in senso ampio) molti dei quali possono essere modificabili, con significativa riduzione del rischio; per alcuni tumori sono inoltre disponibili programmi di Screening (rispettivamente per i tumori della mammella, della cervice uterina e del colon-retto) offerti gratuitamente dall’ organizzazione della Sanità Pubblica italiana, che consentono una diagnosi precoce (in alcuni casi precocissima) che consente la guarigione, o in altri casi la cosiddetta “cronicizzazione” del tumore (con una durata e qualità di vita di vita sostanzialmente “normali” , seppure con la necessità di cure e controlli nel tempo). Infine, per il tumore della cervice uterina che è causato da un’ infezione dovuta a papillomavirus, tra l’altro è disponibile una vaccinazione gratuita efficace che consente di prevenire (evitare) la malattia.
In definitiva, se riusciamo a vivere con attenzione a quello che facciamo e a ciò che ci circonda, con intelligenza e consapevolezza ,e con un utilizzo sensato delle risorse che il nostro Sistema Sanitario Nazionale e Regionale ci mette a disposizione, abbiamo molte frecce al nostro arco per tutelare adeguatamente la nostra Salute, che possiamo senz’altro considerare non “un’emergenza da gestire” ma piuttosto “un patrimonio da costruire e proteggere” e sempre più “una responsabilità condivisa”.
Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Marcianise dell’ ASL Caserta