L’impatto sulla salute della Popolazione delle Malattie cronico-degenerative e le azioni sugli “stili di vita” per la loro Prevenzione

L’impatto sulla salute della Popolazione delle Malattie cronico-degenerative e le azioni sugli “stili di vita” per la loro Prevenzione

 

di Laura Leoncini*

 

 

 

 

Nonostante l’effetto ancora presente delle malattie infettive (si rammenti la recente pandemia da COVID 19, e le ancora più recenti criticità legate alla “riemersione” di alcune malattie infettive come la Tubercolosi), le malattie croniche non trasmissibili (MCNT, che comprendono tra l’altro le malattie cardiovascolari, i tumori, le malattie respiratorie croniche ed il  diabete) rimangono  le principali cause di morte e causano  quasi il 70% dei decessi  a livello mondiale, con una relazione evidente con le condizioni socio-economiche e avendo il maggiore impatto soprattutto nei Paesi la cui popolazione è a  basso o medio reddito.

Nel mondo (secondo i dati ufficiali validati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS), ogni anno circa  40 milioni circa di persone muoiono a causa di queste patologie , mentre il numero complessivo di decessi per le malattie infettive (compresi quelli dovuti all’ evento pandemico SARS CoV 2 ) si attesta a meno di un decimo di questa cifra  . In più del   40% dei  casi ( circa 15 milioni) le  morti sono premature, cioè muoiono di MCNT   persone che  hanno meno di  70 anni di età.

La maggior parte di questi  decessi è causata  da malattie cardiovascolari, che comprendono gli infarti cardiaci, le trombosi, gli ictus e i decessi provocati da insufficienza della funzione cardiaca e  scompenso cardiocircolatorio ( circa 17,7 milioni di persone), e dai tumori (circa 8,8 milioni), seguiti dalle malattie respiratorie (cica 3,9 milioni) e dal diabete (1,6 milioni). Secondo il trend di crescita attuale il numero di decessi annuali dovuti a queste malattie  potrebbe aumentare raggiungendo o superando i 52 milioni entro la fine del decennio corrente (entro il 2030) su scala mondiale .

Alcuni fattori di rischio (sono definiti tali i fattori che incrementano il rischio di ammalarsi e morire di una malattia cronico – degenerativa) sono immodificabili: età, sesso, fattori genetici. Vi sono tuttavia numerosi fattori di rischio modificabili  nei cui confronti è possibile mettere in atto strategie di prevenzione efficaci. I principali fattori di rischio modificabili (cioè quelli che potrebbero essere corretti evitando un numero enorme di malattie e di decessi che da queste derivano) ai quali si può ricondurre il 60% del carico di queste malattie (il cosiddetto Burden of Disease) in Europa e in Italia, sono il  consumo di tabacco, le cattive  abitudini alimentari, l’  insufficiente attività fisica (sedentarietà) , consumo rischioso e dannoso di alcol, insieme alle caratteristiche dell’ambiente e del contesto sociale, economico e culturale.

Anche in Italia le malattie del sistema circolatorio ed i tumori sono le due cause prevalenti  di morte  (il 66,5% circa del totale  dei decessi ) per patologie croniche non trasmissibili.  Al carico epidemiologico, economico e sociale delle MCNT, già attualmente elevatissimo (l’80% della spesa sanitaria in Italia, subito prima del COVID 19 e al di fuori di questo, veniva  utilizzata per le cure dei Pazienti con  patologie croniche non trasmissibili), deve essere aggiunto   quello di  un aumento dei casi di MCNT e dei decessi nei prossimi anni legato all’incremento della popolazione mondiale e all’aumento, anche in Italia, dell’età media della popolazione, che si associa ad un decremento delle nascite, con un effetto drammatico sulla demografia (caratteristiche della Popolazione valutate in base alla distribuzione delle diverse “fasce di età”) del Paese, sugli aspetti socioeconomici ed assistenziali e sulle problematiche di Salute legate alla senilizzazione della Nazione , che comporta una enorme amplificazione delle criticità del sistema assistenziale e sanitario, con evidenti problemi di sostenibilità economica ed organizzativa..

Oltre che degli anni di vita persi per morte prematura (rispetto all’aspettativa  media di vita, che in Italia attualmente ha   raggiunto ben  81,4 anni per gli uomini e ben 85,5 anni per le donne), bisogna poi tenere conto  del carico sanitario e sociale correlato  agli anni di vita vissuti  da moltissimi in una condizione di  disabilità conseguente alle malattie croniche .

Questo  consente  di differenziare le diverse  malattie MCNT in base alla rispettiva  storia clinica: vi sono infatti  malattie , come le malattie cardiovascolari e le malattie tumorali, che presentano sia un elevato numero di anni di vita persi per la  mortalità prematura, che  un carico di anni di vita vissuti con disabilità dovute all’insorgenza della patologia;  mentre  altre malattie, come quelle mentali (si pensi alle demenze)  e quelle osteoarticolari, hanno minore impatto in termini di mortalità prematura, ma causano invece un elevatissimo carico sociale e sanitario  dovuto alle necessità assistenziali negli  anni di vita (molto numerosi!!!)  vissuti in condizioni di grave disabilità, con rilevanti bisogni assistenziali .

E’  noto difatti che in Italia negli ultimi decenni si è rilevato un aumento dell’aspettativa di vita, correlato al miglioramento delle condizioni sociali e alla buona qualità del Servizio Sanitario con i notevoli  progressi nella diagnosi precoce e nella cura delle malattie, che con la riduzione della natalità  ha determinato un progressivo invecchiamento della popolazione, che frequentemente  purtroppo non è accompagnato da un incremento degli anni di vita in buona salute: infatti in media  circa 20 anni sono vissuti in condizioni di salute precarie o di disabilità, ed   un’analisi degli indicatori di salute conferma un rilevante peggioramento delle condizioni di salute della popolazione anziana nella fascia di età che  va dai 65 agli 80 anni. Il  31% circa delle persone di 65-69 anni presenta  almeno una patologia cronica grave, e questa  percentuale risulta quasi raddoppiata tra gli ultraottantenni (59,0%). Più di un terzo (il  37,5% circa) delle persone tra i 65 ed 69 anni ha almeno tre patologie croniche, che sono presenti nel 64,0% degli ultraottantenni. Per le donne la maggiore durata della vita si associa frequentemente ad una grave riduzione dell’ autonomia, dovuta alla presenza di patologie cronico-degenerative e al dolore fisico che spesso le accompagna. Questi fattori  limitano in modo rilevante  le normali attività degli anziani (sia donne che uomini) causando una riduzione progressiva della loro autonomia, e determinando necessità assistenziali di importante entità.

Anche se le strategie  di prevenzione delle MCNT tengono conto di tutti i fattori di rischio e dei  determinanti che influenzano la salute delle persone, molte delle azioni messe in campo  per la  prevenzione, la diagnosi e terapia delle MCNT e delle loro complicanze sono spesso  frammentarie, già da un punto di vista concettuale che influenza fortemente le azioni messe in campo,  tanto che  “prevenzione” e “cura” sono state a lungo (e spesso lo sono anche adesso)  considerate attività distinte, con competenza delle Autorità della sanità pubblica e della prevenzione per gli aspetti preventivi (azioni di educazione alla salute, campagne preventive, screenings ecc.) e dei Clinici per i trattamenti delle patologie e per le attività riabilitative (ove queste sono applicabili) . Invece il  controllo delle MCNT richiederebbe un approccio multidisciplinare, con un’ ampia gamma di interventi coordinati a diversi livelli  per prevenirne l’insorgenza, per assicurare la presa in carico rapida e precoce dei soggetti a rischio o ancora allo stadio iniziale delle MCNT, per rallentarne la progressione anche con interventi comportamentali  e  con interventi educativi (in cui gli Operatori della Salute devono interfacciarsi con i Docenti e con i Professionisti dell’ Informazione) finalizzati ad aumentare la consapevolezza del problema nella popolazione, e la conseguente adozione di stili di vita più sani, e in un contesto più ampio e vasto l’implementazione di una Policy Sanitaria che ne favorisca la prevenzione a tutti i livelli in un’ ottica detta di One Health (in cui si intrecciano azioni efficaci orientate alla tutela sostenibile  della Salute della  popolazione, degli animali , e dell’ ecosistema).

*  Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Marcianise dell’ ASL Caserta