17 Nov La prevenzione è meglio della cura: parliamo dello screening del tumore del colon retto-Seconda parte
di Erminia Bottiglieri*

La prevenzione secondaria si attua attraverso i programmi di screening per diagnosticare la malattia in fase precoce, prima dell’insorgenza dei sintomi, su una popolazione di una determinata fascia di età che per il tumore del colon è 50-70 anni non compiuti
La Regione Campania con un decreto del 2014 ha definito l’inizio dei programmi di screening, incluso quello per la prevenzione del colon-retto. Negli anni successivi sono stati, poi, definiti la ROC (Rete Oncologica Campana) ed il PDTA (Percorso Diagnostico Assistenziale) relativi ai tumori del colon retto.
Per divulgare gli screening e sensibilizzare la popolazione sono state realizzate numerose iniziative sia regionali che provinciali ma, purtroppo, ancora oggi, l’adesione è bassa.
La ASL Caserta è stata l’azienda che prima di tutte ha concretizzato iniziative di divulgazione che hanno portato gli screening nelle scuole, nelle fabbriche, nelle piazze di tutti i 104 comuni della provincia di Caserta con un Truck che offre ai cittadini la possibilità di sottoporsi anche ad altri controlli, oltre che partecipare allo screening. A fronte di questo impegno profuso e costante, però, ancora molti non hanno aderito e non hanno eseguito la ricerca del sangue occulto.
Il percorso per partecipare è molto semplice e chiaramente visionabile anche sul sito della ASL.
Il I livello dello screening consiste nell’eseguire la ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF). Il Kit si può ritirare in tutte le farmacie aderenti e c/o i distretti e può essere riconsegnato, dopo il prelievo, nelle stesse sedi
Molti Medici di Medicina Generale hanno aderito all’iniziativa ospitando presso i propri ambulatori delegati della ASL che raccolgono le adesioni e distribuiscono KIT
Il risultato del test è consultabile sul sito dallo stesso paziente, che lo riceve anche per posta, ed il MMG (Medico di Medicina Generale) può leggerlo sulla piattaforma SANIARP.
Se il test è negativo si dovrà ripetere dopo 2 anni.
Se il test è positivo il paziente riceve una lettera dove sono indicati i centri presso i quali è possibile effettuare l’esame di II livello: la colonscopia. L’esame endoscopico rappresenta un altro problema nel percorso di screening del tumore del colon – retto ed infatti molti pazienti, nel timore che il SOF dia un risultato positivo e che, quindi, debbano poi procedere con la colonscopia, evitano di eseguirlo. Eliminiamo questo timore perché la colonscopia oggi viene eseguita con tecniche avanzate e sempre con una sedazione che rende meno fastidioso l’esame stesso. D’altronde è fondamentale sottoporsi alla colonscopia se il test è positivo perché si potrebbe ignorare la presenza di lesioni piccole che, una volta asportate, ci rendono tranquilli ma che, se non asportate, nel corso degli anni, potrebbero diventare tumori maligni, non operabili. Inoltre oggi, con la colonscopia, possiamo anche asportare lesioni più grandi che un tempo richiedevano necessariamente l’intervento chirurgico. Se il SOF è positivo bisogna eseguire la colonscopia e non ripetere il sangue occulto in altre sedi nella speranza che il risultato sia negativo: questa negatività non ci deve rassicurare perché non esclude la presenza di lesioni (tumori benigni-polipi o tumori maligni).
Nella speranza di essere stata convincente e chiara su questo aspetto dello screening del tumore del colon retto, illustro il percorso che deve seguire il paziente con SOF positivo. Si deve recare c/o uno dei centri di endoscopia segnalati sulla lettera e lì riceverà, da personale dedicato, tutte le informazioni relative all’esame, sarà raccolta l’anamnesi per valutare eventuali altre patologie o farmaci assunti. Gli saranno richiesti esami (gratuiti) e gli sarà spiegata e consegnata la preparazione intestinale (gratuita). Gli sarà, infine, comunicata la data di esecuzione della colonscopia che, come da linee guida, deve essere garantita entro i 30 giorni.
Il paziente nel giorno indicato si sottoporrà all’esame e, in relazione all’esito dello stesso, gli sarà consigliato il successivo percorso (SOF di controllo, colonscopia di controllo, intervento chirurgico, consulenza oncologica)
Da quanto scritto si nota che il paziente viene preso in carico dalla ASL nel momento in cui decide di partecipare, viene accompagnato in tutto il percorso e non pagherà nessuna delle prestazioni diagnostiche o terapeutiche a cui sarà sottoposto.
Se vogliamo realmente contribuire a ridurre la mortalità e l’incidenza del tumore del colon retto, ritengo che tutti dobbiamo farci promotori di queste iniziative e convincere i nostri familiari ed amici a partecipare. Da oltre 10 anni siamo impegnati, con la ASL Caserta, su questa problematica ma non riusciamo ancora a raggiungere i livelli delle regioni del Nord Italia nonostante abbiamo professionisti che non hanno nulla da invidiare ai bravissimi colleghi del Nord. Lavorando insieme, operatori del settore e comuni cittadini, possiamo raggiungere grandi obiettivi ma soprattutto possiamo migliorare la SALUTE di tutti e dare il nostro contributo alla lotta contro il cancro!
*Responsabile UOSD Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva PO “A. Guerriero ” Marcianise ASL Caserta e Referente Screening cancro del colon retto
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