09 Ott La prima Università pubblica e laica in Italia: la fondazione della Federico II
di Gennaro Mazza*

L’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, fondata nel 1224 dall’imperatore Federico II di Svevia, rappresenta un unicum nella storia delle istituzioni accademiche italiane ed europee. Non fu infatti la prima università sorta in Italia: a Bologna, già nel secolo XI, si era sviluppata spontaneamente una universitas scholarium, centro di eccellenza per lo studio del diritto, a cui fecero seguito altre esperienze importanti come quelle di Padova o di Siena.
Ciò che distingue la nascita dell’ateneo napoletano non è dunque la cronologia, bensì la sua natura profondamente laica e statale.
Mentre Bologna si era affermata come università sorta dal basso, organizzata dagli studenti e dai maestri e fortemente intrecciata con l’autorità papale, Napoli fu invece il frutto di un atto sovrano.
Federico II volle creare un’istituzione di insegnamento superiore direttamente controllata dal potere imperiale, sottraendo così la formazione culturale e professionale dei sudditi all’influenza della Chiesa e ai centri di sapere stranieri. A differenza dell’Università di Parigi, cuore della teologia cristiana, o di Bologna, che risentiva dell’egemonia ecclesiastica, l’ateneo napoletano nacque come strumento politico e amministrativo.
La sua laicità si concretizzava in vari aspetti: i docenti erano nominati e stipendiati dal sovrano, e non da istituzioni religiose; gli studenti del Regno erano invitati – e in parte obbligati – a frequentarvi i corsi, così da formarsi in un contesto fedele al potere centrale; l’insegnamento privilegiava discipline utili alla vita civile, come il diritto e la medicina, piuttosto che la speculazione teologica. In questo senso, la Federico II può essere considerata la prima università pubblica e laica d’Italia, nata per formare giuristi, amministratori e funzionari al servizio dello Stato.
Con questa fondazione, Federico II anticipò un modello di università moderna, in cui il sapere non era finalizzato principalmente alla salvezza dell’anima o alla disputa teologica, ma alla gestione razionale della società e del potere.
L’Università di Napoli si pone quindi come tappa fondamentale nel processo di secolarizzazione della cultura, segnando una netta differenza rispetto agli altri grandi centri di studio medievali e inaugurando una nuova stagione nella storia dell’istruzione superiore europea.
*Prof. Avv.-Direttore Scuola di Grafologia Forense di Napoli
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