23 Set Case green

III Parte
di Maurizio Mazzotti*
Dunque, sulla scorta di quello che ci siamo detti nelle prime due puntate, possiamo certamente dire che tra casa green, casa biologica e casa ecologica non c’è alcuna differenza. E tutte le suesposte definizioni hanno un denominatore comune: l’impiego dei materiali naturali. Che spesso non sono neppure i più performanti ed economici, ma sono sicuramente di origine naturale, riciclabili, originari del luogo, salubri, non emittenti gas o polveri, non inquinanti l’acqua. Come individuarli? Consultando la scheda tecnica, la DOP, la marcatura CE, i CAM.
Questi ultimi, i CAM, Criteri Ambientali Minimi, Decreti di adesione alle Direttive europee, sono addirittura obbligatori per gli appalti di opere pubbliche, e tutte le nazioni europee si sono dovute adeguare. Ad oggi, sono stati emanati dal Ministero dell’Ambiente CAM per 20 categorie di prodotti, tra cui i prodotti per le costruzioni.
E ora analizziamo una costruzione tipo per singole parti.
LE FONDAZIONI
Diciamo subito che le fondazioni in cemento armato sono quanto di peggio si possa pensare: il cemento, il ferro, la sabbia, la ghiaia, sono prodotti tutti derivati da estrazione.
Possono provenire anche da molto lontano, facendo aumentare i costi di trasporto. Dunque non sono il massimo, ma difficilmente se ne può fare a meno.
I LOCALI INTERRATI
L’unica soluzione per evitare infiltrazioni di umidità è quella di impermeabilizzare le parti strutturali contro terra. Se poi i locali interrati saranno anche riscaldati, si dovrà anche isolare la struttura o con pannelli di vetro cellulare incollati alle strutture, o con ghiaia di vetro cellulare.
IL PRIMO SOLAIO.
Ne abbiamo due tipologie, a seconda che il progetto preveda o meno il piano interrato. Nel secondo caso, il primo solaio poggia sul suolo sottostante solitamente attraverso un vespaio di ghiaia drenante, per cui vi segnalo i problemi più comuni, come la dispersione termica verso il suolo e una maggiore probabilità di umidità risalente. Diciamo che se si può scegliere, e’ meglio evitare, diversamente risulta praticamente indispensabile un isolamento con lastre di vetro cellulare. Supponiamo invece che vi sia la possibilità di avere a disposizione un piano interrato non riscaldato e aerato, come avviene nella maggior parte dei casi. Allora sarà possibile applicare l’isolamento termico sull’intradosso del solaio che separa l’interrato dal piano terra.
Passiamo ora alle altre strutture verticali.
Dalle nostre parti, la maggior parte degli edifici è costituito da strutture a telaio antisismiche. Il calcestruzzo di cemento armato non è considerato, purtroppo, una soluzione green, anche se per la verità non se ne può fare a meno per le sue notevolissime caratteristiche statiche, grazie alle quali è in grado di risolvere problemi impossibili per altre tipologie. Purtroppo il cemento è un materiale non sostenibile perché non è rinnovabile, in quanto proviene da processi estrattivi modificando l’aspetto del territorio.
Saluti e alla prossima puntata.
*Già Ing. Capo Comune di S. Maria Capua Vetere
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