29 Ago Origine degli Ospedali
di Laura Leoncini*


L’origine degli Ospedali si colloca molto lontano nel tempo, anche se non dobbiamo immaginarli come strutture simili a quelle che attualmente hanno questo nome. Alcuni studi archeologici fanno ritenere che Alcuni ospedali fossero stati edificati e funzionassero in India ed in Sri Lanka in epoche molto antiche. Le prime istituzioni documentate per fornire cure furono gli antichi templi degli egizi (che videro il “genio” egiziano Imhotep come “padre” della Medicina ed “inventore” della formazione in campo medico) , che raggiunse livelli di notevole raffinatezza . Nella storia antica, vennero documentati ospedali anche in Grecia (ove la figura egiziana di Imhotep è possibile che si sia fusa o abbia addirittura ispirato quella di Asclepio o Esculapio) ma anche , a Roma, nel subcontinente indiano e in Persia. Nelle antiche culture, per lo più vi era un collegamento stretto tra la religione e la medicina, e venivano attribuiti poteri sacri o soprannaturali a chi la esercitava.
Un’ antica cronaca della famiglia reale dello Sri Lanka scritta nel VI secolo d.C.,fornisce la prima prova documentale che esiste su istituzioni dedicate specificamente alla cura dei malati in una qualsiasi parte del mondo, registrando che il re Pandukabhaya dello Sri Lanka, regnante dal 437 a.C. al 367 a.C., fece costruire case e ospedali (Sivikasotthi-Sala) in varie aree del Paese: L’ospedale a Mihintale (ancora funzionante attualmente) è considerato da alcuni studiosi il più antico del mondo. La prima enciclopedia medica, scritta in in sanscrito , il Charaka Samhita (“Compendio di Caraka”, datato al periodo compreso tra il 100 a.C. e il 150 d.C.) descrive la costruzione di un ospedale. Questa descrizione è uno dei primi resoconti di un sistema ospedaliero civile di qualsiasi parte del mondo: questa evidenza documentale, con la descrizione di una clinica ben equipaggiata, suggerisce che l’India potrebbe essere stata la prima area del mondo ad aver sviluppato un sistema organizzato per l’ erogazione istituzionale delle prestazioni mediche.
Nell’antica Grecia, , esistevano gli Asclepieia (in greco antico: Ἀσκληπιεῖα, singolare Asclepieion, Ἀσκληπιεῖον), i templi dedicati al dio guaritore Asclepio ed aperti agli infermi che funzionavano come centri per le consulenze medica, di prognosi e di cura e guarigione. Gli Asclepieia pur non essendo nemmeno remotamente simili agli ospedali attuali fornivano spazi ben controllati favorevoli alla guarigione e soddisfacevano molti dei requisiti istituzionali per la cura, riferiti all’ epoca . In questi templi, i pazienti venivano posti in uno stato di sonno indotto noto come enkoimesis (antenato dell’ ‘anestesia), durante il quale i pazienti stessi ricevevano in sogno la guida della divinità. C’erano anche sistemi di registrazione e per i reclami: dell’Asclepieion di Epidauro, sono state trovate tre grandi lastre di marmo datate 350 a.C. che documentano i nomi, i casi clinici, i reclami e le cure di circa 70 pazienti che si erano recati al tempio con un problema medico. Alcune delle cure chirurgiche elencate, come l’apertura di un ascesso addominale o la rimozione di materiale estraneo traumatico, sono abbastanza concrete e realistiche da poter aver avuto luogo, con il paziente in uno stato di enkoimesis indotto con sostanze soporifere come l’oppio.
Il culto di Asclepio fu adottato anche dai Romani. A Roma, sotto il nome latino Æsculapius, sull’isola sul Tevere, l’Isola Tiberina, fu costruito nel 291 a.C.,un tempio romano, dove venivano eseguiti riti e trattamenti simili a quelli svolti nei templi greci.
Intorno al 100 a.C. i Romani iniziarono a costruire edifici destinati alla cura di schiavi malati, gladiatori e soldati, chiamati valetudinaria : questo si protrasse anche in epoche successive. La funzione ospedaliera dei valetudinaria è ormai dimostrata, ma restano tuttora molti dubbi sulla loro reale diffusione nell’impero, che forse era più limitata di quanto si era precedentemente creduto: molti edifici infatti erano stati identificati come valetudinaria soltanto in base alla disposizione dei loro resti, e non perché vi fossero documenti che convalidavano questa funzione o perché in essi fossero stati rinvenuti reperti della strumentazione dei medici.
In realtà l’ospedale pubblico come tale non è esistito fino all’avvento del Cristianesimo. la fondazione del primo ospedale cristiano si ebbe verso la fine del IV secolo, nell’Impero Romano d’Oriente, da parte di Basilio di Cesarea: dopo il primo ospedale , nel giro di pochi decenni questo tipo di Struttura Sanitaria vera e propria si diffuse ampiamente nella società bizantina, in Oriente e in Nord Africa.
A Roma, il primo vero Ospedale fu fondato da una donna, la matrona Fabiola, e strutture simili furono poi realizzate nel resto d’Italia. L’ospedale avrebbe poi avuto un ulteriore sviluppo e diffusione non solo nella società bizantina e nella società romana , ma da essa si diffuse in tutte le società medievali europee e islamiche dal V al XV secolo. Ma questa è un’ altra storia…..
*Dirigente Medico dell’ ASL Caserta – Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Marcianise
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