La Scienza quale Principio Equilibratore tra l’Uomo ed il suo vivere nella Natura

La Scienza quale Principio Equilibratore tra l’Uomo ed il suo vivere nella Natura

di Mario De Biasio*

 

 

 

 

 

 

Bisogna rendersi conto che  il tanto agognato progresso tecnologico a cui tutti ci rivolgiamo come se fosse la panacea per tutti i mali,  diventa  spaventoso se non inserito in un Codice etico che  sta a noi scegliere per intraprendere la giusta via.

E’ giusto e doveroso apprezzare l’enorme progresso scientifico in atto, ma bisogna ridimensionare l’enfasi eccessiva del Positivismo della ricerca, che non va condannata, ma che deve necessariamente interrogarsi.

Prima di parlare di progresso, dobbiamo chiederci : cos’è il progresso? La legge universale che si chiama “evoluzione” si esprime per gli animali con il progresso del corpo, per l’Uomo con il progresso della mente, del sapere…

La ricerca non deve solo vedere, ma anche conoscere, anzi riconoscere.

Non ritengo giusto nemmeno che la dimensione scientifica e quella giuridica confliggano sull’altare di un esasperato umanesimo afinalistico, come sta accadendo per la IA,

Le dottrine materialistiche ( da Kapila filosofo indiano VIII sec a.C. a Feuerbach, secolo scorso ) hanno scoperto un solo << cassetto >>, la legge di causa ed effetto e tentano di far entrare in quel cassetto tutto, anche quello che non vi entra. Se l’autocoscienza è solo un prodotto della materia , ogni qualvolta le condizioni che l’hanno formata si ripetono, l’autocoscienza deve per forza ritornare a costituirsi. Poiché, se essa fosse irripetibile, sarebbe “spirito”!  Ed è questa è la grande contraddizione dei materialisti acritici..

Se, come essi affermano, la volontà dipende da un movimento spontaneo di origine chimico o elettrico che si verifica nel cervello… tutto sarebbe predeterminato, senza responsabilità di nessuno…e noi saremmo testimoni impotenti di un universo che si muove in base alla legge di causa – effetto, con questo ragionamento si arriva all’assurdo che non si ride perché si è allegri , ma viceversa  si è allegri perché si ride.  Proprio la presenza della volontà è ciò che differenzia un corpo vivente da un meccanismo i cui atti sono predeterminati.

La scienza allora non può rimandare la cosa ad un secondo tempo…Né fare come la filosofia che ogni tanto nega che il “cassetto” esista…

La scienza deve porsi come principio equilibratore tra l’Uomo e il suo vivere nelle natura, accompagnandolo nella sua imperfezione ed esplicando ogni utile tentativo per cercare di ridurla.

Ed allora non è lecito chiedersi se l’uso della scienza e delle biotecnologie genetiche debba intendersi come bene comune o diventi appannaggio di qualche Società multinazionale.

Può diventare monopolio brevettato che si traduce in un’altra forma più subdola di potere invece di essere un effettivo progresso per tutta l’umanità’ ?

Abbiamo paura che una scienza che non si ponga la “questione morale”  diventi Tecnocentrismo: io ho, posseggo e quindi governo… Le piante senza semi sono prodotte per il miglioramento qualitativo o   perchè poi  dovrai rifornirti da me per avere i semi…?

Non voglio, né è possibile tornare indietro ma l’Uomo deve richiamarsi ad un nuovo  “punto di saggezza”.

E il punto di saggezza non può non passare per la CARITA’, quella  che S. Paolo nella I lettera ai Corinzi  invocava insieme alle fede e alla  speranza , la carità intesa come grandezza “laica”  per l’uomo, amore verso il prossimo in un cammino di verità.

Bisogna rimarcare la differenza tra “bene” e “il bene” : una cosa è ciò che è “Bene” ( bontà del prodotto) e un’altra cosa è “Il Bene” ( cioè il processo virtuoso che sia rivolto a tutti ).

Allora la Scienza, la Ricerca deve necessariamente porsi il problema di che cosa significhi “ bene comune “ e non astrarsi nella tecnica e basta.

 

Perchè il risultato positivo non è e non può essere mai l’unico fine dell’Uomo; amo chi si interroga, chi cerca di riconoscersi, chi crede che la verità sia una parola da intendere al plurale, mi piace la scienza che appartiene a tutti , quella che ha voglia di curare  e non certamente quella che ha la pretesa di  creare .

*Già Direttore Generale ASL Case