09 Ago Come opera il Pronto Soccorso e come accedervi
di Laura Leoncini*


di Laura Leoncini*
L’accesso al P.S. non avviene sulla base dell’ordine di arrivo delle persone , ma sulla base della gravità delle loro condizioni valutata con IL “TRIAGE “. Arrivare in ambulanza al Pronto Soccorso non significa avere il diritto di essere visitati in tempi più rapidi. Il triage avviene al momento dell’ accoglienza nel Pronto Soccorso ed è una attività svolta da un Professionista, un Infermiere formato e addestrato specificamente e avente esperienza di area dell’ emergenza. L’infermiere, mediante una metodologia basata su criteri scientifici, identifica la priorità assistenziale dei pazienti attraverso una valutazione clinica e dell’eventuale rischio di evoluzione del quadro clinico del Paziente basata su metodi standardizzati, e attribuisce ad ogni paziente un codice di priorità attualmente codificato (come definito dalle Linee Guida emesse dalla conferenza Stato-Regioni dell’Agosto 2019) in 5 livelli espressi in numeri : Cod 1-Rosso – EMERGENZA: interruzione o compromissione di una o più funzioni vitali; Cod 2 – Arancione – URGENZA: rischio compromissione funzioni vitali con rischio evolutivo o dolore severo(I codici Rosso e Arancione sono detti “Codici Maggiori” ed hanno la precedenza su tutti gli altri); Cod 3 – Azzurro – URGENZA DIFFERIBILE: condizioni stabili, senza rischio evolutivo con sofferenza e ricaduta sullo stato generale che presuppone solitamente prestazioni complesse; Cod 4 –Verde- URGENZA MINORE: stabile, senza rischio evolutivo, richiede solitamente prestazioni diagnostico-terapeutiche semplici, monospecialistiche; Cod 5 –Bianco – NON URGENZA: problema non urgente, di minima rilevanza clinica (in pratica, un problema che non giustifica l’ accesso in Ospedale, ma dovrebbe essere trattato dal Medico di Base o da Strutture territoriali, e che è soggetto al pagamento di un Ticket. In alcune Regioni , proprio per evitare che i Pronto Soccorso possano essere “intasati” da persone che vi accedono impropriamente, i Pazienti con “codice bianco” oltre al ticket devono pagare la tariffa prevista per ogni prestazione usufruita, comprese le visite specialistiche- e la visita effettuata dal Medico di Pronto Soccorso è già, di per sé, una visita specialistica) . I codici numerici per maggiore facilità di comprensione da parte dell’ Utenza sono stati associati a codici colore, diversi comunque rispetto alla precedente metodica a 4 colori ( che erano rosso,giallo, verde, bianco).
Il triage attua la presa in carico del paziente e determina l’ordine di accesso alla visita medica. Fino alla visita medica il paziente sarà sotto la responsabilità dell’infermiere formato che potrà in casi specifici rivalutare la codifica attribuita allo stato iniziale. Il triage quindi non riduce i tempi di attesa, ma li distribuisce dando priorità di accesso alle cure a chi è in condizioni più gravi ed ha necessità maggiore. Il servizio è garantito H24, tutti i giorni dell’anno, da infermieri dedicati coadiuvati da personale di supporto, che dovrebbe essere proporzionato ai carichi operativi del Pronto Soccorso di riferimento.
Da un punto di vista operativo il triage indicato dalle Linee Guida nazionali è un “triage globale” che prevede 4 fasi: Fase 1: valutazione immediata (sulla porta) rapida osservazione per la rilevazione di problemi assistenziali che richiedono un intervento immediato; Fase 2: valutazione soggettiva ed oggettiva con intervista sui motivi dell’accesso e rilevazione di segni, sintomi, parametri vitali, la valutazione della eventuale documentazione clinica del paziente compresa la terapia domiciliare; Fase 3: indicazione del codice di priorità con assegnazione del codice, attuazione degli interventi assistenziali necessari nell’immediato ed eventuale attivazione di percorso clinico (alta-media-bassa intensità), compresi il fast-track ed eventuale see and treat (percorsi “veloci” attuabili da Medici non specialisti in emergenza- urgenza, o anche da Personale Infermieristico addestrato ed abilitato a ciò) ; Fase 4: rivalutazione, con la conferma o la modifica del codice precedentemente assegnato.
Per velocizzare le operazioni di registrazione quando si accede al Pronto Soccorso è necessario ricordarsi di avere con sé i documenti identificativi ( Carta d’Identità, Passaporto, patente di guida) ed il tesserino sanitario o almeno il tesserino del Codice Fiscale, ed eventuali attestazioni di esenzione da Ticket sanitario; tra l’altro, la mancanza di documenti non consentendo di identificare con certezza la persona a cui vengono prestate le cure, può creare problemi medico-legali per la corretta attribuzione ed il rilascio o gli utilizzi consentiti della documentazione sanitaria da parte del Paziente .
Quando si accede al Pronto Soccorso, se possibile,è importante anche avere con sé la propria documentazione sanitaria relativa ad eventuali problematiche precedenti (ricoveri in ospedale o clinica, accertamenti di laboratorio, radiografie, esiti di altri accertamenti strumentali etc.) e conoscere sia il nome dei farmaci che si assumono abitualmente che lo schema di assunzione delle terapie in uso. Nel corso dell’ accesso in Pronto Soccorso è necessario riferire al Medico i sintomi o (in caso di trauma, ad esempio) la sola dinamica di un evento, evitando per quanto possibile aggiungere considerazioni soggettive che potrebbero essere fuorvianti, o elementi “narrativi” che il Medico non può riportare nella documentazione non avendone conoscenza diretta .
È opportuno rivolgersi al Pronto Soccorso nelle situazioni in cui compaiono sintomi, di solito piuttosto intensi, e che si presentano in maniera improvvisa ,che modificano la sensazione “di benessere” e che riguardano lo stato di coscienza, l’equilibrio psichico, la capacità di muoversi o la sensibilità (percepire le cose) , la respirazione ( ad es. comparsa di affanno senza aver fatto sforzi), la capacità di compiere degli sforzi, la normale funzione intestinale o urinaria (incapacità di emettere feci e gas dall’intestino, incapacità di urinare) , ogniqualvolta compaia un dolore piuttosto intenso a livello del torace, dell’ addome, del cranio o quando si è subito un trauma piuttosto importante ed in grado di provocare lesioni. In sostanza, bisogna utilizzare il Pronto Soccorso per gestire problemi acuti ed urgenti che non sono non risolvibili dal medico di famiglia, dal pediatra di libera scelta o dai medici della continuità assistenziale (ex guardia medica), o dalle Strutture territoriali (Case di Comunità, Cronic Care Centers o strutture similari) .
Non bisognerebbe invece rivolgersi al Pronto Soccorso per situazioni cliniche già note, magari presenti da molto tempo (cronicizzate), che non abbiano avuto variazioni repentine e così improvvise da far pensare ad una perdita della stabilità clinica e ad un rischio di complicanze imminenti. Bisogna evitare assolutamente l’accesso al Pronto Soccorso per problematiche di tipo sociale e/o assistenziale, che in ogni caso il Personale del Pronto Soccorso non potrebbe gestire in alcun modo (fatti salvi i casi di violenza, soprattutto nei confronti di donne o minori, per cui vengono adottate specifiche procedure).
Comunque , bisogna evitare di accedere al Pronto Soccorso se esiste una possibilità di cura alternativa da parte di altri Professionisti o Strutture idonei a risolvere, in modo più appropriato, le problematiche di Salute e Sociosanitarie che non rivestono il carattere di urgenza o di emergenza (Medico di Medicina Generale , Servizio di continuità assistenziale, Servizi Socio-Sanitari territoriali etc.) e soprattutto se il quadro clinico non appare preoccupante e non presenta aggravamenti improvvisi e rilevanti.
E’ importante essere consapevoli del fatto che ogni visita inutile al Pronto Soccorso è un ostacolo e può creare pericoli per chi ha un’ urgenza significativa, e che un corretto uso delle strutture sanitarie ( e specialmente del Pronto Soccorso) evita di causare disservizi per le stesse strutture, e per gli altri Pazienti.
Il funzionamento efficiente ed efficace del Pronto Soccorso dipende da tutti, e in gran parte proprio da ciascuno di coloro che vi accedono per riceverne cure.
*Dirigente Medico dell’ ASL Caserta – Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Marcianise
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