Medicina Quantistica e Corpo Quantico

Medicina Quantistica e Corpo Quantico

 

Terza Parte

di Andrea Tartaglione*

Riprendiamo questa terza parte dal confronto materia-antimateria, accennato a proposito della PET, ricordando che dopo l’ipotesi di Paul Dirac, premio Nobel nel 1933 ed oggi ritenuto un Genio secondo soltanto ad Einstein, fu Carl David Anderson ad essere insignito del premio Nobel nel 1936 per aver dimostrato sperimentalmente l’esistenza del positrone, come particella antimateria dell’elettrone.

Ed allora, se ad ogni particella di materia ne corrispondesse una di antimateria che, annichilendosi tra di loro si annullano, la materia non dovrebbe esistere e con essa non dovrebbe esistere né l’Universo nè Noi e dovrebbe esistere soltanto il vuoto quantico in cui pullulano annichilendosi in continuazione particelle di materia ed antimateria.

La spiegazione della esistenza dell’Universo e di Noi è riferita ad una asimmetria esistente tra particelle di materia e particelle di antimateria per cui la materia ha prevalso sull’antimateria per quantità infinitesimali nell’estremamente piccolo che rapportate a livello universale si si sono concretizzate in quantità estremamente grandi ed è a questa ipotesi che gli scienziati stanno ancora cercando di dare risposta.

Attualmente i Fisici ritengono che l’asimmetria tra materia ed antimateria è proporzionale all’area di un triangolo, chiamato triangolo di unitarietà, i cui angoli e lati si possono misurare con gli acceleratori di particelle, come quello del CERN di Ginevra con il quale è stato scoperto il bosone di Higgs.

L’argomento è troppo complesso per essere approfondito da chi non è “un addetto ai lavori” ed esula dalla tematica riguardante la medicina quantistica alla quale, dopo questa ulteriore divagazione di Fisica, ho il piacere di fare ritorno.

Se il mondo quantico funziona perfettamente grazie a fotoni, bosoni, elettroni, leptoni. neutrini, quark. protoni, neutroni, atomi e molecole questi, dando origine alla materia rappresentano la fonte infinita ed invisibile della realtà quotidiana che influenza il l’universo, la natura e la vita.

E noi, come espressione di corpi quantici nei quali sono presenti campi quantici di natura elettromagnetica siamo attraversati da interrelazioni biologiche di natura biofisica e biochimica in grado di determinare e controllare le funzioni dell’intero organismo, degli apparati, degli organi e delle cellule. A causa di alterazioni dell’attività genica, che si verificano nelle cellule come evento quantico derivanti da influssi interni e di provenienza esterna si origina lo stato di malattia ancor prima della sua manifestazione clinica.

Nella seconda parte si è accennato alle metodologie diagnostiche di pertinenza della medicina quantistica impiegate già da tempo su larga scala.

In questa terza ed ultima parte si darà spazio alle metodologie terapeutiche della medicina quantistica alcune delle quali hanno la capacità di interagire con i campi elettromagnetici del nostro corpo quantico. Metodologie terapeutiche queste che hanno derivazione dalla forza o interazione o radiazione elettromagnetica il cui spettro include le onde radio, le microonde, i raggi infrarossi, la luce visibile, i raggi ultravioletti, i raggi X ed i raggi gamma.

Ogni tipo di radiazione di tale spettro ha caratteristiche specifiche, come energia, frequenza e lunghezza d’onda, che ne determinano le diverse applicazioni nel campo delle comunicazioni, della medicina e della scienza: Fisica e Biofisica, Chimica e Biochimica, Biologia, Farmacologia, Genetica etc; etc.

Ciò detto, iniziamo ad analizzare quelle terapie della medicina quantistica che hanno attinenza con l’elettromagnetismo come la radiofrequenza, la laserterapia e la biorisonanza magnetica per poi proseguire con quelle che, pur agendo sul corpo quantico, non hanno rapporti con l’elettromagnetismo come i farmaci epigenetici e la ossigeno ozono terapia, la quale sarà oggetto di prossime letture al caminetto di facilissima comprensione e pertanto di piacevole coinvolgimento.

La Radiofrequenza è una tecnologia utilizzata in medicina per trattare diverse condizioni patologiche grazie al suo effetto termico sui tessuti e risulta efficace nel trattamento del dolore cronico, come mal di schiena, dolore cervicale, sciatica, e dolore neuropatico. Può essere utilizzata anche per il dolore da artrosi e per trattare neuromi e nevralgie. Utilizza onde elettromagnetiche ad alta frequenza che generano calore nei tessuti profondi. Questo calore stimola la produzione di collagene, migliora la circolazione sanguigna e favorisce il rilassamento muscolare, esercitando positivi effetti terapeutici nelle patologie menzionate.

La radiofrequenza trova ampia applicazione in ortopedia sia come Radiofrequenza lesiva (Termocoagulazione) e sia come Radiofrequenza pulsata (Neuromodulazione)  e la scelta della tecnica più adatta (lesiva o pulsata) dipende dalla specifica condizione del paziente e dalla valutazione del medico specialista.

Nel primo caso si utilizza un ago per applicare calore (circa 75-90°C) sui nervi che trasmettono il dolore, causando una lesione termica che ne blocca la funzione.

Nel secondo caso si utilizza una corrente a radiofrequenza in modo intermittente, che non danneggia il nervo ma ne modula l’attività elettrica, riducendo la trasmissione del dolore.

I principali vantaggi della radiofrequenza sono quello della mininvasività, in quanto la procedura viene eseguita con un ago, riducendo il rischio di complicanze rispetto alla chirurgia tradizionale e quello dell’effetto duraturo in quanto i benefici possono durare per lunghissimo tempo, evitando l’assunzione di farmaci antidolorifici ed antinfiammatori.

La Laserterapia (Laser è l’acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation in Italiano: Amplificazione della Luce tramite Emissione Stimolata di Radiazione) permette di trattare una vasta gamma di patologie dell’apparato muscolare-scheletrico e cutaneo. Esistono Laser ad alta ed a bassa potenza.

A differenza dei laser ad alta potenza usati in chirurgia, i laser a bassa intensità   o Low-Level Laser Therapy (LLLT) emettono una luce che penetra nei tessuti senza causare danni termici significativi, rendendola una procedura sicura e praticamente indolore. La terapia laser a bassa intensità è utilizzata per trattare una vasta gamma di condizioni, tra cui: Lesioni muscolari e articolari. Problemi dermatologici. Dolore cronico. La terapia laser a bassa intensità è considerata sicura e non invasiva, con pochi o nessun effetto collaterale. Infatti, il laser a bassa intensità agisce a livello cellulare, stimolando i processi biologici con i seguenti effetti.

Effetto fotochimico: La luce laser stimola le cellule a produrre energia, migliorando il metabolismo cellulare ed accelerando i processi enzimatici che favoriscono la rigenerazione dei tessuti.

Effetto fotomeccanico: Gli impulsi laser generano onde che stimolano i tessuti profondi, alleviando il dolore e riducendo l’infiammazione.

Miglioramento della microcircolazione: Il laser a bassa intensità favorisce la dilatazione dei vasi sanguigni, migliorando il flusso sanguigno e l’apporto di ossigeno e nutrienti alle cellule.

Riduzione del dolore: La terapia laser può aiutare a ridurre il dolore, alleviando l’infiammazione e stimolando la produzione di endorfine, sostanze naturali che agiscono come analgesici.

 

La Biorisonanza magnetica è una moderna pratica terapeutica che si basa sull’idea che ogni cellula del corpo emetta frequenze elettromagnetiche. Utilizzando dispositivi specifici, si cerca di rilevare e correggere eventuali squilibri energetici per promuovere il benessere dell’organismo. La Biorisonanza è basata sulla fisica quantistica e si collega ai principi del corpo e del campo quantico, ritenendo che la salute del corpo dipende dal libero flusso di energia. Quando questo flusso si interrompe, a causa di numerosi fattori insorge uno stato di disquilibrio e di blocchi energetici e quindi uno stato di malfunzionamento del corpo con la comparsa di malattie.

Con la Biorisonanza si rende possibile riequilibrare le funzioni energetiche del corpo per cui essa trova indicazione in una vasta gamma di disturbi.

Durante il trattamento, elettrodi applicati al paziente captano le oscillazioni energetiche, distinguendo quelle armoniche da quelle disarmoniche per cui le frequenze benefiche vengono amplificate, mentre quelle disfunzionali vengono neutralizzate. La biorisonanza magnetica trova applicazione nelle seguenti patologie:

Allergie alimentari ed ambientali. Dolori osseo-muscolari. Disturbi digestivi. Patologie respiratorie come asma e sinusiti. Disturbi ormonali e della menopausa. Emicranie.  Insonnia. Stanchezza cronica.

In conclusione la biorisonanza magnetica non cura le malattie nel senso tradizionale del termine, ma basandosi sull’analisi dei campi elettromagnetici del corpo ne individua squilibri e disfunzioni che possono essere alla base di sintomi, di disturbi e di malattie. Essa pertanto non sostituisce la medicina convenzionale, ma può essere utilizzata come una valida terapia complementare di supporto, essendo in grado di arrecare ai pazienti concreti benefici mediante il ripristino del riequilibrio energetico del corpo.

Ed adesso analizziamo le altre due applicazioni terapeutiche che sebbene non abbiano rapporto diretto con l’elettromagnetismo agiscono nell’ambito dell’infinitamente piccolo e quindi strutturalmente nel corpo quantico, vale a dire i farmaci epigenetici e la ossigeno ozono terapia.

 

Ma quale differenza c’è tra Genetica ed Epigenetica. La genetica studia il DNA, l’epigenetica studia il modo in cui si esprimono i geni.

L’epigenetica si occupa dello studio di tutte quelle modificazioni ereditabili del DNA che portano a variazioni dell’espressione genica, ma che non ne alterano la sua struttura primaria. Le mutazioni genetiche possono essere determinate da fattori ambientali intrinseci al corpo quantico, stress ossidativo, alterazioni delle interrelazioni elettromagnetiche o provenienti da interferenze esterne (inquinamento ambientale, radiazioni etc;), esse sono in grado di produrre alterazioni patologiche che possono essere trasmesse alle cellule figlie, dando così origine alla insorgenza di diverse tipologie di malattia.

 

I farmaci epigenetici sono composti che agiscono sulle alterazioni dei geni, modificandone la loro espressione genica all’interno della cellula, in particolare di quelle tumorali.  Questi farmaci, non alterano la sequenza del DNA, ma influenzano direttamente i geni, disattivando potenzialmente quelli che promuovono il cancro o attivando geni che aiutano il sistema immunitario a combattere il tumore.

Citiamo alcuni farmaci epigenetici, la Decitabina e l’Azacitidina  ad esempio agiscono bloccando l’azione di alcuni enzimi a livello genetico e trovano applicazione nella cura delle leucemie. Il Vorinostat ed il Romidepsin, invece trovano indicazione nella terapia di alcuni linfomi e del mieloma multiplo.

Sono in avanzata fase di studio altri farmaci e tra questi l’Acido Valproico, già noto come farmaco antiepilettico del quale si è scoperta una attività a livello delle modificazioni epigenetiche.

La ricerca in questo campo è in continua evoluzione ed al momento si può sicuramente affermare che i farmaci epigenetici rappresentano un’area promettente per la possibilità di rivoluzionare il trattamento di diverse malattie da quelle tumorali a quelle autoimmunitarie ed alle neurologiche.

Va tenuto presente che questi farmaci, in campo oncologico, non intervenendo sul DNA non possono essere considerati di per sé stessi risolutivi, ma contribuiscono a svolgere un’azione di supporto, anche in caso di tumori solidi come il cancro della mammella, del colon, del polmone e di altre neoplasie, riuscendo a diminuire o persino ad arrestare la somministrazione dei farmaci chemioterapici.

L’Ozonoterapia o meglio l’ossigeno ozono terapia sarà soltanto accennata in quanto costituirà oggetto di successivi articoli sul giornale Web Letture al Caminetto.

Per il momento basta dire che l’ozonoterapia può trovare collocazione nelle metodologie terapeutiche della medicina quantistica perché l’ozono viene somministrato in quantità infinitesimali in milionesimi di grammi e perché, dopo ripetute somministrazioni, induce le cellule, per via epigenetica, alla spontanea produzione di sostanze antiossidanti che a loro volta sviluppano un’azione antidolorifica, antiinfiammatoria, immunomodulante, rigenerante del microcircolo e rigenerativa a livello tessutale.

L’ozono non è una panacea, ma esercita un’azione terapeutica nella maggior parte delle malattie in quanto tutte le malattie si suddividono per la loro classificazione in: malattie infiammatorie, malattie degenerative e malattie tumorali e l’ozono ne rappresenta un unico comune denominatore terapeutico per le proprietà dianzi specificate. Proprietà ed azioni terapeutiche che vanno da quella antinfiammatoria-antidolorifica, a quella germicida, a quella di ossigenazione periferica con miglioramento del microcircolo e rigenerazione dei tessuti, ma soprattutto a quelle di anti ossidazione e di modulazione immunologica.

In conclusione, l’ozono, grazie alle sue documentate e provate azioni può essere considerato come una proposta terapeutica di tipo diretto in tutti quei processi che sono alla base delle patologie infiammatorie e degenerative ed inoltre una proposta terapeutica di tipo indiretto, con azione di supporto nelle patologie oncologiche.

Arrivederci nel Fantastico Mondo della Ossigeno Ozono Terapia.

*Primario Chirurgo Emerito -Ospedale di S. Maria Capua Vetere-Cultore di Ossigeno-Ozono Terapia

 

Bibliografia

 

  1. C. Rovelli Sette brevi lezioni di Fisica.

Adelphi Edit.  2016

2). J. Al-Khalili                  Il mondo secondo la Fisica.

Princeton Univesity New York 2020

3). D. Anselmi                           Dalla fisica alla vita.                                               2019

4). L Vassalli                Fisica quantistica per tutti.                          2024

5). G. Tonelli                   Materia. La magnifica illusione

Feltrinelli Editore 2023

6).   J. Holt                                 Perché il mondo esiste.

 

 

 

 

Evento  di BENEFICENZA

11 agosto 2025 ore 20- Chiesa di S. Francesco Baia Domizia