Ricordi di una nonna. Aspetti di vita sociale da conoscere

Ricordi di una nonna. Aspetti di vita sociale da conoscere

di Giovanna Grimaldi*

 

 

 

Negli anni ’50 il televisore, considerata allora quasi una misteriosa scatola magica, era un bene di lusso che pochi potevano permettersi. Quando poi negli anni ’60 i prezzi dei televisori divennero più accessibili e ci fu il trionfo delle cambiali, questo oggetto misterioso si diffuse anche nelle case dei meno abbienti. Ricordo che molte anziane rifiutavano di presentarsi in deshabille’ nella stanza in cui c’ era il televisore, convinte che quelli là dentro le vedessero.  Io avevo 5-6 anni quando ho avuto il privilegio di vedere per la prima volta la TV. Nei periodi in cui le scuole erano chiuse, mi trasferivo a casa del mio nonno materno, l’ unico allora vivente, che viveva con la figliola ancora nubile. Stare lì per me era una grande gioia, anche perché spesso, uscendo da vico Mitreo in cui abitava il nonno e attraversando la strada, raggiungevo facilmente il palazzo dove, al terzo piano, abitava la mia ” nonna”. Non era una vera nonna ma era molto affezionata a me e anche sua figlia che faceva l’ostetrica mi permetteva di mangiare tanta farina lattea dai campioni che le offrivano e che io , golosona com’ero  e come sono, gradivo molto. La nonna era bolognese e i pranzi che  preparava erano sempre molto squisiti.

A fianco all’appartamento della nonna abitava un giudice e spesso sua moglie la sera ci invitava a casa sua per vedere la televisione.

La casa del giudice era molto grande ed elegante con molte stanze consecutive. Per giungere nella stanza con il televisore, in pratica attraversavamo l’intero appartamento . La signora ci accoglieva gentilmente e tra l’altro preparava una sedia più bassa

e coperta da un morbido cuscino per me. Le trasmissioni erano in bianco e nero; esisteva un solo canale. Dopo la TV dei ragazzi alle 17,30, le trasmissioni riprendevano alle 20,45 con il telegiornale e terminavano alle 23:00 . A me piaceva il Musichiere con Mario Riva perché solo il concorrente che riusciva a suonare per primo una campanella poteva dire il titolo della canzone ascoltata. Ricordo anche un giovane Mike Bongiorno che presentava Lascia o Raddoppia e proponeva ai concorrenti molto preparati, vari quiz  con premi. Il  nonno non aveva la televisione ma seguiva per radio il festival di Sanremo allora con pochi interpreti, perchè ammirava moltissimo Nilla Pizzi a quei tempi giovanissima. Quando invece ero ospite delle mie zie paterne a Capua la sera andavamo al bar della stazione dove correvano in tanti per vedere il programma televisivo serale. Alla fine tutti si sentivano in dovere di fare delle compere presso il  bar ospitante e le mie zie compravano, spesso con mia grande gioia ,delle  grandi cioccolate al latte. Più tardi anche a casa mia arrivò il tanto desiderato televisore e questa volta eravamo noi ad accogliere le famiglie del palazzo in  cui abitavamo e condividevamo insieme le emozioni che i programmi televisivi ci comunicavano. Allora nei palazzi si viveva come una grande famiglia: ci si confidava, ci sei aiutava nei momenti di bisogno si gioiva e si soffriva insieme.

Trovavi sempre una spalla su cui appoggiarti non eri mai completamente solo .

*già Insegnante  di Scuole Elementari

 

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EVENTO 11 Agosto a Baia Domizia-Chiesa di S. Francesco