16 Giu E’ iniziata l’era delle case green
E’ iniziata l’era delle case green
di Maurizio Mazzotti*
E.P.B.D., Quale diavoleria si nasconde dietro questo terribile acronimo?
L’Unione Europea, che pure non si era quasi mai contraddistinta per prontezza decisionale, ha varato un paio di anni fa la Direttiva 2018/844/UE EPBD, chiamata “semplicemente” Direttiva EPBD, acronimo di Energy Performance of Building Directive, sulla prestazione energetica nell’edilizia, da noi chiamata Direttiva “Case Green”.
Un po’ di dati.
Ogni giorno nel mondo occorrono 100 milioni di barili di petrolio greggio (pari a 16 miliardi di litri) per far funzionare l’economia mondiale.
Abbiamo costruito un mostro che per vivere ha bisogno di 450.000 litri di petrolio equivalente al secondo.
Le multinazionali, che ispirano i governi mondiali, bramano profitti sempre maggiori e, dunque, hanno dato da tempo vita alla corsa all’accaparramento delle materie prime, indispensabili perché i loro interessi restino invariati.
Abbiamo esempi lampanti davanti a noi, la Cina si è impossessata di quasi tutti i giacimenti di terre rare del continente africano, mentre gli Stati Uniti stanno per impossessarsi di quelli dell’Ucraina.
L’estrazione delle risorse minerarie viaggia alla velocità di quasi 4.000 tonnellate al secondo.
In questo scenario desolante spicca una certezza: gli edifici costituiscono il problema maggiore, non solo per il consumo di energia, pari al 40% del totale, ma anche perché essi sono il più grande produttore di rifiuti.
Inoltre, giusto per non farsi mancare niente, la Commissione Europea ha stabilito che TUTTI gli edifici europei, pubblici e privati, dovranno essere adeguati ad una migliore classe energetica ENTRO IL 2030, e dovranno raggiungere il traguardo di “EMISSIONI ZERO” entro il 2050.
La conferma arriva da uno studio pubblicato da Nomisma, secondo cui i dati aggiornati a maggio 2024 ci dicono che il 54% delle abitazioni italiane appartiene alle classi energetiche con le performance peggiori (classi F e G). In particolare, nella zona climatica D, la percentuale di abitazioni con le prestazioni peggiori raggiunge il 65%, incidendo sui consumi energetici del settore residenziale che rappresentano il 25% del totale.
Per completare il percorso di efficientamento, sarà necessario un investimento stimato di 83,4 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, che consentirà alle famiglie di ottenere un risparmio medio del 36% sulle bollette energetiche.
Questi interventi consentiranno una riduzione annua di 3,2 milioni di tonnellate di CO2, pari al 7% delle emissioni del comparto residenziale con un notevole risparmio sulle spese energetiche:
- fino a 390 euro annui per le abitazioni nelle zone climatiche più calde;
- fino a 1.241 euro annui per quelle nelle aree più fredde.
La riduzione di un ulteriore 7,1% dei consumi energetici entro il 2030 comporta, sempre secondo Nomisma, un costo medio per unità immobiliare di 24.846 euro (15.000 euro per gli appartamenti in condominio a 42.000 euro per le abitazioni unifamiliari).
Questo il calendario completo:
Entro il 31 dicembre 2025 gli Stati membri dell’UE dovranno presentare il piano nazionale di ristrutturazione degli edifici;
Entro il 31 dicembre 2026 devono essere installati impianti solari su tutti gli edifici pubblici e non residenziali con una superficie coperta utile superiore a 250mq
Entro il 1º gennaio 2027, l’Italia deve darsi una tabella di marcia per introdurre valori limite del GWP totale cumulativo per gli edifici di nuova costruzione
Entro il 31 dicembre 2027, devono essere installati impianti solari su tutti i nuovi edifici pubblici e non residenziali con superficie superiore a 2000 mq e su quelli con superfice superiore a 500 mq sottoposti a ristrutturazione
A partire dal 1° gennaio 2028, i nuovi edifici pubblici di nuova costruzione dovranno essere ad emissioni zero. Al primo GEN 2028 Scatta l’obbligo del calcolo del GWP durante il ciclo di vita degli edifici di nuova costruzione con una superficie superiore a 1.000 mq
Entro il 31 dicembre 2029, dovranno essere installati impianti solari su tutti i nuovi edifici residenziali e tutti i nuovi parcheggi coperti adiacenti
A partire dal 1° gennaio 2030 gli edifici di nuova costruzione dovranno essere ad emissioni zero
Entro il 31 dicembre 2030 dovranno essere installati impianti solari su tutti gli edifici pubblici con una superficie superiore a 250 mq, e i consumi medi degli edifici residenziali e non residenziale dovranno diminuire del 16% rispetto al 2020
Entro il 1° gennaio 2033 I consumi medi degli edifici non residenziali dovranno diminuire del 26% rispetto al 2020
Entro il 31 dicembre 2035 il consumo medio di energia primaria dell’intero parco immobiliare residenziale deve diminuire del 20-22% rispetto al 2020
Entro il 1° gennaio 2040 Stop installazione caldaie a gas
Entro il 2050 Decarbonizzazione del parco immobiliare europeo.
*già Ing. Capo Comune di Caserta