Le conoscenze a disposizione per la tutela della nostra salute. L’Urban Health

Le conoscenze a disposizione per la tutela della nostra salute. L’Urban Health

di  Laura Leoncini*

 

 

 

La  definizione di salute inserita dall’ l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel suo atto costitutivo del 1948, per cui la Salute è “… uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia e di infermità”, già in tale epoca  di fatto invitava  i governi degli Stati che fanno parte dell’ OMS ad impegnarsi  allo scopo di  garantire ai cittadini un elevato  livello di benessere, e superando  la dimensione strettamente fisica della Salute  e  di conseguenza  la  risposta esclusivamente sanitaria per la sua tutela. Bisogna porsi dunque  l’obiettivo di individuare i criteri che possano aiutare non soltanto gli  operatori , ma anche e i decisori politici ed in una concezione più ampia tutti gli stakeholders ( primi tra tutti, i Cittadini stessi) nella valutazione della pianificazione urbanistica orientata a favorire e garantire  la promozione della salute ed i corretti stili di vita, e la gestione dei contesti urbani più adatta a garantire a tutti un ambiente di vita salubre e sicuro. Entra in gioco il concetto molto ampio e vitale per tutti di “Urban Health”.

Il termine  Urban Health significa “Salute e benessere urbano”, e fa quindi riferimento alla salute ed al benessere di tutti coloro che vivono in un contesto urbano. L’importanza dell’ Urban Health è evidentissima se teniamo conto del fatto che più della metà della popolazione mondiale vive in aree urbane e che  la popolazione delle aree urbane tende ad aumentare di circa il 2% ogni anno.

La massiccia urbanizzazione presenta rischi ed opportunità, e comporta  sfide di immane portata ed interesse per il mantenimento ed il miglioramento della salute e del benessere di tutti coloro che vivono nel contesto delle città. . Si rende dunque necessario un approccio che abbia un potenziale adeguato per gestire  i  problemi sia ambientali che di Salute correlati all’ urbanizzazione,  e che contemporaneamente possa  consentire alla comunità scientifica di generare e diffondere la  conoscenza delle problematiche ad essa collegate  in modo tale da influenzare ed orientare  le scelte politiche (polices) basate sulle realtà degli ambienti urbani, in modo da ridurre i rischi e migliorare le condizioni di vita ed il benessere degli abitanti.

Quando si parla di Urban Health si fa  dunque riferimento ad un “orientamento strategico” che si propone di integrare nella progettazione urbana la previsione e programmazione delle azioni di tutela e promozione della salute, evidenziando  la forte interazione e  dipendenza tra l’ambiente urbano in cui la gente vive, ed  il benessere fisico, psichico e sociale delle persone che sono presenti e evolvono la loro esistenza  in tale ambiente .

L’orien­tamento strategico che è alla base dell’ Urban Health integra quindi, fattivamente,  azioni di provata efficacia per la tutela e pro­mozione della salute nella progettazione del territorio (coinvolgendo tra l’altro  le fasi di previsione e progettazione urbanistica, in cui viene effettuata la Valutazione Ambientale Strategica o VAS, che idealmente integra la procedura fortemente coinvolgente per la Collettività che è definita Valutazione degli Impatti sulla Salute o VIS), favo­rendo i processi sostenibili e consapevoli di rigenerazione urbana. L’ Urban Health prevede la messa in atto di  interventi  mirati ad ottenere  un impatto positivo sulla salute dell’uo­mo e sulla qualità della vita nei contesti urbani, sottolineando in tale modo  la rilevante ed effettiva  di­pendenza del benessere fisico, psichico e sociale della popolazione urbana  dalle caratteristiche della città in cui tale popolazione  vive. Mediante  un’attenta analisi delle caratteristiche e problematiche (demografiche, epidemiologiche ecc. ) della suddetta popola­zione che vive negli  ambiti metropolitani, l’orientamento basato sull’ Urban Health vuole agire sugli spazi fisici mediante quello  che nella comunità scientifica internazionale viene defini­to , attualmente, health prism o health lens.

Considerati gli effetti sulla salute dell’ambiente sociale, ma anche  fisico e costruito  delle città, le politiche pubbliche dovrebbero tenere conto del loro impatto potenziale sulla salute dei cittadini: si fa riferimento  non soltanto alle  politiche sociali, ma anche e sostanzialmente  alle politiche che influenzano la stessa struttura urbana, l’offerta di servizi, la sicurezza, la qualità dell’aria, il trasporto pubblico e contemporaneamente  la disponibilità e la fruibilità di “percorsi sicuri e piacevoli da percorrere a piedi (walkability)”, fino alle politiche  che regolano tanto il mercato dell’edilizia residenziale privata quanto i criteri e le modalità  assegnazione di quella pubblica (questi ultimi aspetti incidono sul social mix, e  sulla integrazione o segregazione di gruppi “deboli” della Popolazione).

Secondo i principi su cui si è basato l’approccio   “Health in all Policy” (“Salute in tutte le politiche”) l’equità nella salute e l’obiettivo della salute delle popolazioni dovrebbero orientare  lo sviluppo delle politiche pubbliche;  questo può essere perseguibile  raggiungibile se il sistema sanitario acquisisce la capacità di indurre processi di informazione e di advocacy ( supporto attivo e  promozione dei principi dell’ Urban Health presso la pubblica opinione, le istituzioni e i decisori politici, al fine di influenzare le politiche pubbliche e la distribuzione delle risorse) con  cambiamento delle azioni dei decisori politico-amministrativi, basato sulla consapevolezza degli Stakeholders politici  delle  conseguenze che le loro scelte determinano sulla salute dei cittadini, e soprattutto sulle  persone con fragilità legate all’età o alla esistenza di disabilità psicosociali.  Il settore della Sanità  può interfacciarsi  con i portatori di interesse (stakeholders) e con i decisori del  settore extrasanitario mediante il processo di stakeholder engagement che prevede, anzitutto, il trasferimento di conoscenze e delle evidenze scientifiche sugli impatti sulla salute determinati  dalle scelte che riguardano le politiche urbanistiche verso chi è attore  nel processo decisionale. Questo processo rappresenta anche l’opportunità  per realizzare  reti ed alleanze che vanno oltre gli specifici settori di interesse di ciascuno,  mediante  le suddette reti ed alleanze  la salute e le disuguaglianze di salute possono essere  poste al centro della pianificazione e programmazione politica e degli interventi extra-sanitari .L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), tra l’altro , nell’ ambito dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs – Sustainable Development Goals), esprime chiare valutazioni  sull’attuale modello di sviluppo urbano, ritenuto insostenibile sia  sul piano ambientale che  sul piano  sociale  ed economico.

L’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile punta specificamente a “rendere le città e le comunità sicure, inclusive, resilienti e sostenibili”, evidenziando il fatto che  l’ambiente in cui viviamo  può influire pesantemente  sulle nostre abitudini e sugli stili di vita. In quest’ottica  la pianificazione urbana “orientata alla Salute” può favorire sia  la sicurezza che i comportamenti salutari, e questo trova attuazione  sia con la riqualificazione delle aree esistenti e degradate,  quanto  mediante la progettazione dei nuovi insediamenti, influenzando  e modificando in tale modo fin dalle fasi iniziali  i bisogni emergenti, le aspettative dell’individuo e gli stili di vita. Questo  dovrebbe essere sempre tenuto in considerazione nell’orientamento delle politiche pubbliche, e nella progettazione urbanistica.

Della Urban Health, intesa in senso ampio e in ottica di One Health (tutela integrata , multidimensionale e multidisciplinare non solo della Salute ma anche dell’Ambiente nel senso più ampio e della Salute degli animali in ambiente urbano, della gestione dei rischi correlati alle malattie trasmesse da insetti ed artropodi-zecche, ecc., in un intreccio complesso pervaso da una visione unica ed integrata delle problematiche),fanno parte anche tutte quelle tematiche proprie del Disaster Management in Sanità Pubblica, che intervengono sulla previsione, sulla prevenzione e la gestione degli eventi disastrosi e perfino catastrofici che possono colpire le popolazioni, per evitarne o mitigarne  gli effetti.

Considerata la stretta relazione esistente  tra la pianificazione urbana e la salute della popolazione , il Servizio Sanitario assume un ruolo rilevante, non solo come promotore di policy e di azioni per migliorare gli stili di vita e le condizioni della salute della popolazione stessa,   ma anche per garantire  che i miglioramenti in questo contesto siano resi più facili duraturi. Tale ruolo non è solo rivolto di promozione, ma anche di vero e proprio controllo, mediante  la dovuta ed obbligatoria valutazione igienico-sanitaria degli strumenti di regolazione e pianificazione urbanistica, prevista  da leggi e tra l’altro dal DPCM 12 gennaio 2017 sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Il Documento di indirizzo per la pianificazione urbana in un’ottica di Salute Pubblica – Urban Health è stato approvato già con l’Accordo Stato-Regioni 22 settembre 2021, ed è dunque legge per il nostro Stato, anche se molti sembrano ignorarlo. Questo  documento rappresenta il frutto dell’impegno del Tavolo di lavoro su Città e Salute (Urban Health), che ha lavorato alla sua redazione tra maggio 2018 e marzo 2021 presso la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute.di lavoro  Il Tavolo ha coinvolto  i principali stakeholder con l’obiettivo di produrre un documento condiviso di indirizzo, che costituisce  uno strumento metodologico ed operativo a supporto delle strategie inter-settoriali e dei programmi operativi dei Piani regionali di Prevenzione, in coerenza con quanto previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione 2020–2025 (avente anch’esso valore normativo)  nel campo della Urban Health.

In adempimento  di  quanto previsto dai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza: l’insieme delle prestazioni e degli interventi sanitari a cui tutti hanno diritto), il documento approvato individua i criteri che devono supportare  gli operatori e i decisori politici nella valutazione della pianificazione urbanistica finalizzata a supportare la salute ed i corretti stili di vita nell’ottica della Urban Health, che è dunque un diritto dei Cittadini.

Dirigente Medico  della ASL Caserta-Direttore Medico Ospedale di Marcianise