31 Mar Le conoscenze a disposizione per la tutela della nostra salute. L’Urban Health

di Laura Leoncini*
La definizione di salute inserita dall’ l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel suo atto costitutivo del 1948, per cui la Salute è “… uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia e di infermità”, già in tale epoca di fatto invitava i governi degli Stati che fanno parte dell’ OMS ad impegnarsi allo scopo di garantire ai cittadini un elevato livello di benessere, e superando la dimensione strettamente fisica della Salute e di conseguenza la risposta esclusivamente sanitaria per la sua tutela. Bisogna porsi dunque l’obiettivo di individuare i criteri che possano aiutare non soltanto gli operatori , ma anche e i decisori politici ed in una concezione più ampia tutti gli stakeholders ( primi tra tutti, i Cittadini stessi) nella valutazione della pianificazione urbanistica orientata a favorire e garantire la promozione della salute ed i corretti stili di vita, e la gestione dei contesti urbani più adatta a garantire a tutti un ambiente di vita salubre e sicuro. Entra in gioco il concetto molto ampio e vitale per tutti di “Urban Health”.
Il termine Urban Health significa “Salute e benessere urbano”, e fa quindi riferimento alla salute ed al benessere di tutti coloro che vivono in un contesto urbano. L’importanza dell’ Urban Health è evidentissima se teniamo conto del fatto che più della metà della popolazione mondiale vive in aree urbane e che la popolazione delle aree urbane tende ad aumentare di circa il 2% ogni anno.
La massiccia urbanizzazione presenta rischi ed opportunità, e comporta sfide di immane portata ed interesse per il mantenimento ed il miglioramento della salute e del benessere di tutti coloro che vivono nel contesto delle città. . Si rende dunque necessario un approccio che abbia un potenziale adeguato per gestire i problemi sia ambientali che di Salute correlati all’ urbanizzazione, e che contemporaneamente possa consentire alla comunità scientifica di generare e diffondere la conoscenza delle problematiche ad essa collegate in modo tale da influenzare ed orientare le scelte politiche (polices) basate sulle realtà degli ambienti urbani, in modo da ridurre i rischi e migliorare le condizioni di vita ed il benessere degli abitanti.
Quando si parla di Urban Health si fa dunque riferimento ad un “orientamento strategico” che si propone di integrare nella progettazione urbana la previsione e programmazione delle azioni di tutela e promozione della salute, evidenziando la forte interazione e dipendenza tra l’ambiente urbano in cui la gente vive, ed il benessere fisico, psichico e sociale delle persone che sono presenti e evolvono la loro esistenza in tale ambiente .
L’orientamento strategico che è alla base dell’ Urban Health integra quindi, fattivamente, azioni di provata efficacia per la tutela e promozione della salute nella progettazione del territorio (coinvolgendo tra l’altro le fasi di previsione e progettazione urbanistica, in cui viene effettuata la Valutazione Ambientale Strategica o VAS, che idealmente integra la procedura fortemente coinvolgente per la Collettività che è definita Valutazione degli Impatti sulla Salute o VIS), favorendo i processi sostenibili e consapevoli di rigenerazione urbana. L’ Urban Health prevede la messa in atto di interventi mirati ad ottenere un impatto positivo sulla salute dell’uomo e sulla qualità della vita nei contesti urbani, sottolineando in tale modo la rilevante ed effettiva dipendenza del benessere fisico, psichico e sociale della popolazione urbana dalle caratteristiche della città in cui tale popolazione vive. Mediante un’attenta analisi delle caratteristiche e problematiche (demografiche, epidemiologiche ecc. ) della suddetta popolazione che vive negli ambiti metropolitani, l’orientamento basato sull’ Urban Health vuole agire sugli spazi fisici mediante quello che nella comunità scientifica internazionale viene definito , attualmente, health prism o health lens.
Considerati gli effetti sulla salute dell’ambiente sociale, ma anche fisico e costruito delle città, le politiche pubbliche dovrebbero tenere conto del loro impatto potenziale sulla salute dei cittadini: si fa riferimento non soltanto alle politiche sociali, ma anche e sostanzialmente alle politiche che influenzano la stessa struttura urbana, l’offerta di servizi, la sicurezza, la qualità dell’aria, il trasporto pubblico e contemporaneamente la disponibilità e la fruibilità di “percorsi sicuri e piacevoli da percorrere a piedi (walkability)”, fino alle politiche che regolano tanto il mercato dell’edilizia residenziale privata quanto i criteri e le modalità assegnazione di quella pubblica (questi ultimi aspetti incidono sul social mix, e sulla integrazione o segregazione di gruppi “deboli” della Popolazione).
Secondo i principi su cui si è basato l’approccio “Health in all Policy” (“Salute in tutte le politiche”) l’equità nella salute e l’obiettivo della salute delle popolazioni dovrebbero orientare lo sviluppo delle politiche pubbliche; questo può essere perseguibile raggiungibile se il sistema sanitario acquisisce la capacità di indurre processi di informazione e di advocacy ( supporto attivo e promozione dei principi dell’ Urban Health presso la pubblica opinione, le istituzioni e i decisori politici, al fine di influenzare le politiche pubbliche e la distribuzione delle risorse) con cambiamento delle azioni dei decisori politico-amministrativi, basato sulla consapevolezza degli Stakeholders politici delle conseguenze che le loro scelte determinano sulla salute dei cittadini, e soprattutto sulle persone con fragilità legate all’età o alla esistenza di disabilità psicosociali. Il settore della Sanità può interfacciarsi con i portatori di interesse (stakeholders) e con i decisori del settore extrasanitario mediante il processo di stakeholder engagement che prevede, anzitutto, il trasferimento di conoscenze e delle evidenze scientifiche sugli impatti sulla salute determinati dalle scelte che riguardano le politiche urbanistiche verso chi è attore nel processo decisionale. Questo processo rappresenta anche l’opportunità per realizzare reti ed alleanze che vanno oltre gli specifici settori di interesse di ciascuno, mediante le suddette reti ed alleanze la salute e le disuguaglianze di salute possono essere poste al centro della pianificazione e programmazione politica e degli interventi extra-sanitari .L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), tra l’altro , nell’ ambito dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs – Sustainable Development Goals), esprime chiare valutazioni sull’attuale modello di sviluppo urbano, ritenuto insostenibile sia sul piano ambientale che sul piano sociale ed economico.
L’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile punta specificamente a “rendere le città e le comunità sicure, inclusive, resilienti e sostenibili”, evidenziando il fatto che l’ambiente in cui viviamo può influire pesantemente sulle nostre abitudini e sugli stili di vita. In quest’ottica la pianificazione urbana “orientata alla Salute” può favorire sia la sicurezza che i comportamenti salutari, e questo trova attuazione sia con la riqualificazione delle aree esistenti e degradate, quanto mediante la progettazione dei nuovi insediamenti, influenzando e modificando in tale modo fin dalle fasi iniziali i bisogni emergenti, le aspettative dell’individuo e gli stili di vita. Questo dovrebbe essere sempre tenuto in considerazione nell’orientamento delle politiche pubbliche, e nella progettazione urbanistica.
Della Urban Health, intesa in senso ampio e in ottica di One Health (tutela integrata , multidimensionale e multidisciplinare non solo della Salute ma anche dell’Ambiente nel senso più ampio e della Salute degli animali in ambiente urbano, della gestione dei rischi correlati alle malattie trasmesse da insetti ed artropodi-zecche, ecc., in un intreccio complesso pervaso da una visione unica ed integrata delle problematiche),fanno parte anche tutte quelle tematiche proprie del Disaster Management in Sanità Pubblica, che intervengono sulla previsione, sulla prevenzione e la gestione degli eventi disastrosi e perfino catastrofici che possono colpire le popolazioni, per evitarne o mitigarne gli effetti.
Considerata la stretta relazione esistente tra la pianificazione urbana e la salute della popolazione , il Servizio Sanitario assume un ruolo rilevante, non solo come promotore di policy e di azioni per migliorare gli stili di vita e le condizioni della salute della popolazione stessa, ma anche per garantire che i miglioramenti in questo contesto siano resi più facili duraturi. Tale ruolo non è solo rivolto di promozione, ma anche di vero e proprio controllo, mediante la dovuta ed obbligatoria valutazione igienico-sanitaria degli strumenti di regolazione e pianificazione urbanistica, prevista da leggi e tra l’altro dal DPCM 12 gennaio 2017 sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Il Documento di indirizzo per la pianificazione urbana in un’ottica di Salute Pubblica – Urban Health è stato approvato già con l’Accordo Stato-Regioni 22 settembre 2021, ed è dunque legge per il nostro Stato, anche se molti sembrano ignorarlo. Questo documento rappresenta il frutto dell’impegno del Tavolo di lavoro su Città e Salute (Urban Health), che ha lavorato alla sua redazione tra maggio 2018 e marzo 2021 presso la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute.di lavoro Il Tavolo ha coinvolto i principali stakeholder con l’obiettivo di produrre un documento condiviso di indirizzo, che costituisce uno strumento metodologico ed operativo a supporto delle strategie inter-settoriali e dei programmi operativi dei Piani regionali di Prevenzione, in coerenza con quanto previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione 2020–2025 (avente anch’esso valore normativo) nel campo della Urban Health.
In adempimento di quanto previsto dai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza: l’insieme delle prestazioni e degli interventi sanitari a cui tutti hanno diritto), il documento approvato individua i criteri che devono supportare gli operatori e i decisori politici nella valutazione della pianificazione urbanistica finalizzata a supportare la salute ed i corretti stili di vita nell’ottica della Urban Health, che è dunque un diritto dei Cittadini.
Dirigente Medico della ASL Caserta-Direttore Medico Ospedale di Marcianise