SULLE TRACCE DI ENEA: QUANDO IL MITO SI FA PAESAGGIO E STORIA

SULLE TRACCE DI ENEA: QUANDO IL MITO SI FA PAESAGGIO E STORIA

Sulle tracce di Enea: quando il mito si fa paesaggio e storia

di Giuliana Scolastico

                     

Bel pomeriggio culturale ieri al MUCIR organizzato dall’UNITRE di S. Maria C. Vetere, in collaborazione con il Club UNESCO per Caserta e con l’Associazione internazionale “Rotta di Enea”. A presentare e introdurre l’evento la prof.ssa Jolanda Capriglione e la prof.ssa Giuliana Scolastico.

               

Dall’Averno a Capo Miseno, la professoressa Maria Teresa Moccia Di Fraia, coordinatrice scientifica dell’Associazione “Rotta di Enra”, ha delineato i valori dell’universalismo virgiliano attraverso la geografia dei luoghi campani. “Grattare sulla superficie del mito per trovare il bandolo della verità”: con questa suggestiva immagine la professoressa Moccia Di Fraia ha iniziato un affascinante excursus attraverso le peripezie di Enea in Campania, lungo un percorso che non è stato solo letterario, ma mitologico, storico-geografico e archeologico. Al centro della riflessione, la figura di un eroe “moderno” e il suo legame indissolubile con un territorio che, ancora oggi, risuona dell’eco di antiche storie: dalla morte del nocchiero Palinuro, vittima sacrificale del volere degli dei e incarnazione dell’ancestrale timore della mancata sepoltura, alla sfida fatale del trombettiere Miseno contro il dio Tritone, fino all’incontro con la Sibilla Cumana, figura di confine tra il sacro e il potere politico di Roma. Proprio nel sesto libro, cuore pulsante dell’opera virgiliana, il Lago Averno smette di essere solo uno specchio d’acqua per farsi porta degli Inferi, dove le esalazioni sulfuree diventavano per i contemporanei di Virgilio la prova tangibile del confine tra la vita e la morte. La lezione della prof.ssa Moccia di Fraia ci ha restituito così un’Eneide viva, dove il paesaggio campano non è semplice sfondo, ma testimone di una storia che continua a parlarci di antichi dei, di sofferenze, di sacri riti, dell’eterna dicotomia fra libertà e necessità , così come di riscatto e di rinascita.

Soddisfatto della buona riuscita dell’evento, il Presidente dell’UNITRE, prof. Bartolomeo Valentino, ha invitato i presenti a partecipare al rinfresco beneaugurante per le festività pasquali: è stato l’ultimo tassello incastonato nella tempistica di un pomeriggio istruttivo e piacevole.