Lorenzo Lotto, Giovanni Paolo Lomazzo, Charles Le Brun: altri tre RITRATTISTI dopo Leonardo

Lorenzo Lotto, Giovanni Paolo Lomazzo, Charles Le Brun: altri tre RITRATTISTI dopo Leonardo

di Bartolomeo Valentino*

 

 

 

 

Un altro pittore che si è particolarmente distinto , dopo Leonardo ,nello studio del Profondo è stato Lorenzo Lotto(Foto a sinistra), di cui ricordiamo la sua celeberrima opera Gesù e l’adultera, vero modello di Morfopsicologia .E’ questo il padre  più vicino alla nascita della Psicologia e Psicoanalisi. Lorenzo Lotto(1480-1556) è considerato  uno dei più importanti esponenti  del rinascimento veneziano del primo cinquecento. E’ stato un eccellente ritrattista, dunque  studioso di fisiognomica. Considerava il ritratto come  dialogo ,ovvero uno scambio di confidenze tra l’artista ed il personaggio descritto. Riusciva ad entrare nella psicologia dei suoi personaggi come una sorta di confessore , cioè come un interlocutore che pone le domande ma ,entrando nel suo Profondo, cerca anche le risposte. E per questo che  è da considerarsi un continuatore della rivoluzione in Fisiognomica apportata da Leonardo ed anche il più  prossimo alla nascita della Psicologia e Psicoanalisi secoli dopo.

Giovan Paolo Lomazzo(1538-1592,Foto al centro)   ( nella sua opera “L’idea del tempio”   ci descrive la personalità dell’uomo in relazione ai quattro temperamenti  e  si sofferma sul ruolo dell’individuo nella invenzione artistica. In questa opera, praticamente di Fisiognomica, descrive la pittura come una sorta di tempio in cui sono importanti sette colonne  che si identificano con i sette Governatori dell’Arte:Leonardo,Michelangelo,Raffaello,Polidori da Caravaggio,Andrea Montegna,Tiziano,Gaudenzio Ferrari.

Charles  Brun(1619.1690,Foto a destra)) fu Primo Pittore alla Corte del Re Sole. Ritrasse molti personaggi della Corte, compreso il RE Sole. Da molti studiosi sono proprio questi ritratti ad essere  di notevole valore in quanto analizzava la fisionomia del volto  correlandola ai diversi stati d’animo. Otto anni dopo la sua morte (1698) fu pubblicato una sua opera specifica di Fisiognomica:”Conference sur l’expression générale et particuliére”.  Va ricordato che nel corso dei secoli la Fisiognomica ha ricevuto un contributo anche dal Teatro e dalla scultura. Una branca della Fisiognomica che  diventa importante  nell’ottocento  è la Frenologia di cui padre è da considerarsi Franz Joseph Gall(1738-1828).In sintesi la teoria frenologica si fonda sul concetto che dalle forme del cranio si determinano quelle del cervello. Ovvero  la forma che definisce le funzioni non è quella del viso ma del cervello, a sua volta conseguente alla forma del cranio. Gall stabilisce una vera e propria mappa cerebrale, cosa ripresa negli anni successivi dalla Neurologia. Attualmente noi conosciamo le funzioni del cervello relative ad ogni minima parte di esso. Addirittura furono aperti locali in cui si diagnosticava un carattere  leggendo il cranio. Ma anche queste teorie vengono confutate. Si apre un ampio dibattito sulle relazioni tra lesioni cerebrali e malattie mentali. Ormai sta per farsi avanti la Psicchiatria di Freud e Jung. La Fisiognomica tende a scomparire, anche se per diversi secoli  era stato un formidabile strumento di studio in numerosi pittori, a cominciare da Leonardo da Vinci. La Fisiognomica ormai è assorbita dalla Criminalogia del Lombroso, dall’Antropologia, e poi dalla Psichiatria e Psicoanalisi. Sempre nel secolo ottocento va segnalato un discepolo italiano del grande Charles Darwin: Paolo Mantegazza(1831-1910.Questi studiò la mimica in rapporto alle emozioni, parlando di mimica del pensiero e mimica dei sentimenti. Mantegazza  si soffermò molto sul concetto che la lettura della mimica di un soggetto può darci una idea sul suo vissuto. Questo gruppo di ricerche anticipano quanto definirà la Morfopsicologia nel 900 e la stessa interpretazione del circuito emozioni –muscoli mimici .

Un impulso notevole allo sviluppo della Fisiognomica è venuto da Johan Kaspar Lavater,teologo svizzero di lingua tedesca.che ha scritto il primo vero trattato di Fisiognomica,intitolato “FISIOGNOMICA”.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  Tuttavia, non riuscì ad avere una visione di insieme del volto. Ebbe senz’altro delle intuizioni interessanti ma del tutto frammentarie ed insignificanti ed incoerenti. E quanto successe al Criminologo italiano Cesare Lombroso(1835-1909).  che diede del viso una interpretazione troppo settoriale e meccanicistica. A quel dato elemento anatomico corrispondeva un aspetto della personalità specifico.  Ricordiamo alcune delle sue tantissime opere ,tra cui Genio e Follia(1864) e L’uomo delinquente in rapporto alla antropologia, medicina legale, e alle discipline carcerarie(1876). In sintesi, secondo il Lombroso  il criminale non va incarcerato, essendo un folle, ma internato in appositi manicomi criminali e curato. Il Lombroso  tracciava questi tratti anatomici di un delinquente.”In genere ,i più fra i delinquenti, hanno orecchie ad ansa,scarsa barba,capelli abbondanti,mandibola enorme,mento quadro e sporgente,zigomi allargati,gesticolazione frequente,tipo insomma somigliante al mongolino ,o qualche volta, anche al negroide.  Ma il Lombroso fu smentito subito dopo la sua morte, avvenuta nell’ottobre del 2009, grazie all’autopsia eseguita sulla sua salma dall’anatomo-patologo Foà.Misurando il suo cranio risultò di peso inferiore alla media con tantissime “pieghe di passaggio”.Secondo la  teoria del Lombroso era un cranio tipico di un criminale e di un folle. Da quel momento tutte le teorie del Lombroso non furono più seguite. Non aveva colto l’importanza della Psicologia nello studio della Fisiognomica,cosa che nel 900 riuscì a Louis Corman. Sarà,dunque, la Psicologia a dare vita alla Fisiognomica ed avviarla a trasformarsi nella futura Morfopsicologia . Questo processo di integrazione e supporto della futura morfopsicologia iniziò, dunque, con le intuizioni geniali del grande Leonardo attraverso l’analisi delle sue pitture. Fu quella la svolta epocale  ,di avere orientato  i futuri pittori  a rivolgere il loro sguardo  all’interno di noi stessi per indagare sui movimenti che nascevano nella nostra “Africa interiore” come la definiva il pittore Jean Paul Richter, che non sarà altro che l’inconscio di Freud 500 anni dopo.

°Direttore Responsabile