Caserta: il “Giannone” compie 160 anni: un secolo e mezzo di cultura, di libertà, di pensiero critico

Caserta: il “Giannone” compie 160 anni: un secolo e mezzo di cultura, di libertà, di pensiero critico

di Giuliana Scolastico

  Celebrare i centosessant’anni del Liceo classico “Pietro Giannone” di Caserta non è stata una semplice operazione di memoria, ma un’immersione corale in una identità scolastica e più ampiamente cittadina, serbata nel cuore e oggi pulsante all’unisono.  Rievocazioni storiche e momenti musicali hanno trovato casa tra le pareti cariche di significato e di cultura della biblioteca Diocesana di Caserta, messa generosamente a disposizione dal prof. Don Valentino Picazio, che ha reso anch’egli omaggio alla cultura classica come patrimonio imprescindibile dell’umanità.

L’evento, organizzato dall’Associazione ex allievi del Liceo Giannone e sapientemente condotto da Enzo Battarra e da Giuliana Scolastico,  è stato scandito da un ritmo che ha saputo unire memoria storica, analisi filologica, sfide della modernità e arte musicale.

Focus della cerimonia il rigoroso e puntuale excursus sul Liceo Giannone dello storico Preside Giorgio Iazeolla, Presidente dell’Associazione Ex allievi: con la sua connaturata meticolosità e precisione dei dettagli, ha riavvolto il nastro del tempo, partendo da quel lontano 1866 che ha visto muovere i primi passi del liceo Giannone nella sede del soppresso seminario urbano, in piazza Vescovado, proprio nel luogo che ha accolto l’attuale convegno. Il suo excursus ha restituito l’immagine di una scuola che è stata trincea e tempio, sopravvissuta ai bombardamenti del 1943 e capace di rigenerarsi mantenendo sempre viva la propria anima umanistica. Parole e immagini hanno ridato vita ai volti delle grandi figure del passato che hanno lasciato un’eredità materiale e valoriale a fondamento dell’Istituzione scolastica. “La storia passata non è culto delle ceneri, ma custodia del fuoco che alimenta la nostra vitalità”: con queste accorate parole si è chiuso l’intervento del preside Iazeolla.

Ultima a raccogliere questo testimone ideale e a proiettarlo verso un futuro di innovazione e di sempre più avanzata digitalizzazione è stata l’attuale preside Marina Campanile, un vulcano di idee: il suo sguardo costantemente rivolto alle sfide della modernità e del PNRR le ha consentito di realizzare l’ammodernamento della storica sede di Corso Giannone e la sua restituzione alla comunità scolastica entro il settembre prossimo. Brillantemente presentata da Enzo Battarra, ella ha sottolineato come il Giannone sia una fucina di eccellenze che continua a scalare le classifiche nazionali, confermandosi come punto di riferimento formativo a livello nazionale.

Ma la storia del Giannone è stata anche storia dello sport casertano, un aspetto rievocato, in una raffinata e pur briosa narrazione, condita di un giusto orgoglio, da Franco Tontoli, giornalista da sempre: dalle sue parole è riemersa l’epopea della palestra di Corso Giannone, vera culla della pallacanestro cittadina e vivaio di talenti e di campioni: il gruppo sportivo “Pietro Giannone” ha segnato un’epoca, portando il nome dell’Istituto e della città di Caserta alla ribalta nazionale.

Un ulteriore tocco al tono culturale e rievocativo della cerimonia è stato offerto dallo storico Felicio Corvese, il quale con rigore scientifico ha tratteggiato il profilo di Pietro Giannone, spiegando perché quel giurista, perseguitato per la sua difesa dell’autonomia dello Stato, sia ancora oggi un esempio per quanti vogliano coltivare la libertà di pensiero e di ricerca.

La densità di riflessioni dei vari interventi ha trovato un suggestivo contrappunto in momenti di alta musica, resi ancora più fruibili dalle chiavi di lettura offerte da Giuliana Scolastico: il Maestro Alfonso Carullo e il mezzosoprano Francesca Furelli hanno incantato il pubblico interpretando arie del 700 napoletano, tra Pergolesi e Paisiello, aggiungendo così un ulteriore tassello alla ricostruzione del clima del 700 napoletano, in cui si è formato Pietro Giannone e che ha portato la città partenopea a imporsi nel panorama culturale europeo.

Il convegno si è chiuso con la emozionante interpretazione dei due bravi musicisti di una romanza in certo senso “fuori contesto”, in quanto composta ad inizio ‘900 e scritta dal pescarese Gabriele D’Annunzio e musicata dall’abruzzese Francesco Paolo Tosti, ma tuttavia diventata il simbolo della raffinatezza e della passionalità della canzone napoletana: “A vucchella”: un omaggio dunque a Napoli, a testimonianza che Napoli non è solo un luogo geografico, ma un modo di essere, una disposizione dell’animo, un sentimento universale, e “A vucchella” è l’espressione più pura di questa napoletanità senza tempo.