Le Malattie Cardiovascolari

Le Malattie Cardiovascolari

di Luigi Sabino*

 

 

 

 

Le malattie cardiovascolari rappresentano tuttora la principale causa di morte tra le popolazioni del mondo occidentale. Tale fatto è per molti aspetti un po’ sorprendente se si considerano gli enormi progressi registrati soprattutto negli ultimi 40 anni nel campo del trattamento di tali malattie, e dell’infarto in particolare. Proprio il 22 febbraio 1986, esattamente 40 anni or sono, avvenne la pubblicazione sulla prestigiosa rivista “Tha Lancet” del primo studio al mondo sulla possibilità di sciogliere il trombo che si forma nell’infarto, proprio da parte della cardiologia ospedaliera italiana. Grandi progressi si sono registrati non solo nel campo della terapia, ma anche in quelli della diagnostica. Gli sviluppi nell’utilizzo degli ultrasuoni in apparecchiature per lo studio del cuore, permettono oggi di avere immagini ad altissima risoluzione delle strutture cardiache e dei flussi del sangue al loro interno, al momento stesso in cui viene condotto l’esame (ecocardiografia color-doppler). Nel campo della radiodiagnostica poi, è oggi possibile avere una ricostruzione visiva tridimensionale delle arterie coronarie, e di loro eventuali ostruzioni, con l’analisi di un solo battito del cuore mediante una semplice TAC, senza bisogno di praticare un cateterismo. Ricordiamo che comunque la tipologia degli accertamenti da effettuare in campo diagnostico va demandato sempre al medico, che nella scelta degli esami da consigliare sarà guidato dal profilo di rischio e dagli eventuali disturbi presentati dal paziente.  I cosiddetti ceck-up completi servono solo ad intasare inutilmente le liste di attesa, togliendo, magari a chi realmente ha bisogno, il diritto di accedere in tempi ragionevoli alle strutture sanitarie pubbliche.

Grande attenzione il mondo scientifico ha rivolto anche agli aspetti di prevenzione delle  malattie cardiovascolari e ai cosiddetti fattori di rischio per lo sviluppo di esse.

Vi sono fattori di rischio non modificabili, che sono la familiarità, l’età e il sesso. Non possiamo infatti sceglierci i nostri genitori, né le caratteristiche legate al sesso (i maschi sono colpiti più delle femmine), e purtroppo neppure fermare lo scorrere del tempo con l’invecchiamento progressivo dei tessuti di cui è fatto l’organismo. Vi sono però anche fattori di rischio modificabili con un po’ di buona volontà da parte nostra:

1)           Ipertensione arteriosa. E’ la pressione con la quale il sangue circola nelle arterie e può contribuire a danneggiarle con conseguente aumento del rischio di ictus o infarto. Oltre che da fattori genetici, è influenzata negativamente dall’eccessivo consumo di sale.

2)           Livelli elevati di colesterolo. Un aumento eccessivo del cosiddetto colesterolo cattivo (LDL), può contribuire allo sviluppo di placche che ostruiscono i vasi arteriosi.

3)           Diabete mellito. E’ uno dei più importanti fattori di rischio. Ricordiamo che un esercizio fisico modesto, come camminare a passo svelto per solo mezz’ora al giorno, riduce del 50% l’incidenza annua di nuovi casi di diabete nella popolazione.

4)           Fumo di sigaretta. Fondamento della prevenzione cardiovascolare è l’astensione dal fumo. Esso infatti danneggia sia direttamente la parete interna delle arterie, sia indirettamente, favorendo meccanismi infiammatori che fungono da  acceleratori del danno vascolare.

5)           Sedentarietà e dieta. Abbiamo già accennato all’effetto benefico dell’esercizio fisico. Per ciò che riguarda il cibo è ampiamente dimostrato l’alto valore di una dieta sana in prevenzione primaria: la dieta cosiddetta mediterranea (ricca di pesce, verdura, frutta, olio d’oliva come condimento, pasta poco condita)  è riconosciuta a livello mondiale come la migliore sia per le arterie che per il…palato.

Vorremmo concludere questo nostro breve excursus con la considerazione che una buona prevenzione e una corretta cura delle malattie cardiovascolari sono attuabili solo se funzione una efficace sinergia tra la figura del medico e le scelte di vita del paziente.

*Già Primario Cardiologia