26 Gen L’Ozonoterapia: una moderna medicina integrata
di Andrea Tartaglione*

L’ozonoterapia è considerata una pratica di medicina integrativa, riconosciuta in Italia come atto medico, che si affianca alle terapie convenzionali per trattare varie patologie grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, analgesiche e rigenerative, migliorando l’ossigenazione dei tessuti e potenziando il sistema immunitario.
L’utilizzo dell’ozono in campo terapeutico venne impiegato per la prima volta dai medici dell’esercito tedesco, nel corso della prima guerra mondiale, quando gli antibiotici non erano stati ancora scoperti, per curare i soldati con ferite infette in evoluzione gangrenosa, evitando loro l’amputazione degli arti, praticata in quei tempi di routine, come unico rimedio ad una morte certa per setticemia.
Nonostante questi promettenti inizi, l’ozonoterapia non si sviluppò in modo uniforme a livello internazionale e fu soltanto a partire dagli anni 80 che iniziò a guadagnare un maggiore riconoscimento, arrivando anche in Italia, ove si è consolidata successivamente con la nascita di Società Scientifiche di Ossigeno-Ozonoterapia e con il riconoscimento del Ministero della Salute come pratica medica, convalidata da studi che ne hanno attestato e continuano a testimoniarne l’efficacia clinica.
In Italia l’ozonoterapia è una disciplina insegnata in prestigiose Università quali la Sapienza e la Tor Vergata in Roma, la Federico II a Napoli ed inoltre a Pavia, a Siena a Verona ed in altre Sedi. In alcune ASL, soprattutto in Lombardia in Veneto ed in Emilia Romagna, viene erogata in convenzione dal SSN per specifiche patologie, così altrettanto in diverse Strutture Sanitarie Ospedaliere.
Molti Centri medici offrono il servizio mediante coperture assicurative, mentre nella maggior parte dei casi l’ozonoterapia, così come l’odontoiatria, viene erogata in regime privato presso ambulatori e studi medici all’uopo attrezzati.
Insieme a Germania, Spagna, Grecia, Russia ed altre nazioni europee, l’Italia è in questo campo della medicina certamente all’avanguardia, esistendo sul nostro territorio tre Società Scientifiche di Ozonoterapia (SIOOT. Nuova FIO. AIRO), tutte riconosciute dal Ministero della Salute, che offrono protocolli e linee guida ed inoltre un notevole contributo alla diffusione della disciplina ed alla ricerca scientifica.
Infatti sinora per l’ozonoterapia sono stati pubblicati migliaia di lavori scientifici sotto forma di articoli, trials, studi in doppio cieco e metanalisi. Attualmente in tutto il mondo vengono pubblicati in media cinque lavori scientifici al giorno e di questi il 25% è prodotto da medici italiani. Un “corpus doctrinae” di ben millecinquecento pubblicazioni in un anno e questi lavori sono disponibili e consultabili sul sito web Pubmed Gov, digitando Ozone Therapy o sulle sue applicazioni, ad esempio Ozone Therapy Cancer etc.
L’ozonoterapia non è una medicina alternativa, ma medicina pura, una medicina integrata moderna che si è estesa anche in campo odontostomatologico e veterinario. Ciò malgrado, a distanza di cinquanta anni di applicazione, l’ozonoterapia è ancora poco conosciuta e poco diffusa sia in Italia che all’Estero in quanto è ostacolata da quei medici che non conoscendola e non praticandola la denigrano impropriamente, ma è soprattutto osteggiata a livello mondiale dalle industrie farmaceutiche.
Infatti la diffusione dell’ozonoterapia a livello globale provocherebbe il crollo delle multinazionali del farmaco e quindi la perdita a livello planetario non di centinaia, ma di migliaia e migliaia di miliardi, con ripercussioni sul vastissimo indotto ad esso collegato. Tutto ciò in quanto l’ozono, pur agendo come un farmaco, non è commerciabile come i comuni farmaci, essendo esclusivamente prodotto al momento dell’impiego mediante particolari apparecchiature che lo generano da bombole di ossigeno medicale e l’ozono, essendo una sostanza instabile, appena dopo 20 – 30 min dal suo allestimento si denatura, ritornando ossigeno.
A conferma di tale ostilità, la FAD, Federazione Americana del Farmaco, per motivi esclusivamente di “Business” considera l’ozonoterapia inutile e tossica.
Contrariamente, l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco durante l’epidemia da COVID non si oppose all’impiego dell’ozonoterapia per il trattamento dei pazienti affetti e questa apertura venne accolta con entusiasmo da parte del professor Dario Apuzzo, il quale a proposito di Covid ebbe a sostenere che l’ozonoterapia è indicata nella fase pre-Covid per alzare le difese immunitarie, nella fase acuta perché ha proprietà antivirali, sia inattivando il virus mediante la modifica del capside e sia stimolando le cellule a produrre enzimi antivirali ed inoltre perché svolge una funzione fluidificante il sangue. Infine, nel post-Covid agisce sulla sindrome da affaticamento che è frequente in coloro che hanno sofferto della malattia. In conclusione, oggi l’ozonoterapia rappresenta una moderna medicina integrata, praticata in maniera sempre più larga e con successo, così come descritto dal professore in un suo libro dal titolo: Ossigeno-Ozono Terapia perché può salvarci la vita.
Il professor Dario Apuzzo è docente di ozonoterapia all’Università La Sapienza di Roma e contemporaneamente Presidente e Direttore scientifico dell’AIRO, Accademia Internazionale Ricerche in Ossigeno Ozonoterapia, con sede in Roma, alla quale mi onoro di appartenere.
*Primario Chirurgo Emerito.-Esperto di Ozonoterapia
Specialista in Chirurgia Generale. Specialista in Chirurgia Vascolare