21 Gen Educare all’affettività per prevenire la violenza: dialogo aperto tra scuola ed istituzioni
di Giuliana Scolastico*

Organizzato dal Liceo “Giannone” di Caserta, in collaborazione con la Questura di Caserta e con l’Associazione “Ali della mente”, l’evento si è svolto nella Sala del teatro “Città di pace”, gremita di studenti e di docenti, in un clima di attento silenzio e di vivo interesse.
In apertura una incisiva esibizione teatrale sul tema dell’educazione all’affettività, realizzato dai ragazzi dell’Associazione “Ali della mente”, cui è seguito un edificante cortometraggio sulla violenza di genere, su soggetto del Questore di Caserta dott. Andrea Grassi, sceneggiatura e regia di Patrizio Ranieri Ciu.
Poi i brillanti relatori: la Preside dell’Istituto prof.ssa Marina Campanile, la psicoterapeuta dott.ssa Angela Montuori, il questore di Caserta, dott. Andrea Grassi, la dirigente della Polizia di Stato dott.ssa Marta Sabino.
Ciascuno, nella propria specificità, ha dialogato con gli studenti sui temi della crescita, dell’educazione sentimentale, della violenza di genere. La preside Campanile ha sottolineato il ruolo della scuola come comunità educante: non solo luogo di istruzione, ma spazio in cui imparare a conoscersi, a rispettarsi, a dare un nome alle emozioni. E quale più sana e più raffinata educazione all’affettività se non quella che promana dai versi dei poeti? E qui la Preside, attingendo alla sua cultura classica, ha emozionato l’uditorio nel citare versi di Dante, o ancora, del poeta greco Paolo Silenziario.
La psicoterapeuta dott.ssa Angela Montuori, in un discorso in cui si intrecciano filosofia, psicologia e storia, ha spiegato la genesi della violenza di genere e la necessità di recuperare il senso del valore della persona e delle relazioni. Un compito oggi più che mai urgente, in una società che spesso confonde il valore con il disvalore e riduce i sentimenti a merce. “Non esiste l’umano senza il senso dell’umanità”: questo il monito finale che suona come σφραγίς (sfraghìs) di tutto il suo discorso.
Il Questore ha parlato con franchezza e pragmatismo ai ragazzi, scegliendo un tono diretto e colmo di umanità, senza tuttavia rinunciare all’alta professionalità che lo contraddistingue. Facendo un rapido cenno alle sue giovanili esperienze poetiche, ha evidenziato come anche le parole – una poesia, una lettera – possano essere strumenti di una relazione autentica. Ha posto l’accento sui disvalori del nostro tempo, sull’eccessivo egocentrismo, sulla bellezza vista solo in una dimensione estetica e non etica. Pertanto il cuore del suo intervento é stato volto al recupero dei valori autentici della vita. Citando un noto aforisma di Sydney J. Harris, ha invitato i ragazzi a “trasformare gli specchi in finestre”, a vincere il narcisismo, ad aprirsi agli altri e al mondo, ad essere capaci di “guardare fuori”, di comprendere, di entrare in relazione. La bellezza non è solo estetica, ma etica: è rispetto, cura, responsabilità.
Accanto a lui, la dirigente di polizia dott.ssa Marta Sabino ha ribadito l’impegno concreto delle istituzioni sul fronte della prevenzione. La sicurezza non si costruisce solo con controlli e interventi repressivi, ma anche attraverso il ruolo educativo fondamentale svolto dalla famiglia e dalla scuola, nonché attraverso la collaborazione del singolo con le istituzioni e, in particolare, con le forze dell’ordine. A tal proposito il questore dott. Grassi e la dott.ssa Sabino hanno informato l’attento uditorio sull’utilizzo dell’app “YouPol”, un’ app creata dalla Polizia di Stato e finalizzata ad avvicinare i giovani alle forze dell’ordine e offrire un canale immediato di aiuto e di segnalazione.
Numerose e brillanti le domande degli studenti , che hanno evidenziato l’alto livello di preparazione e di maturità degli allievi del Liceo Giannone. Meritato il plauso a studenti e docenti.
A chiudere il dialogo l’incisivo intervento della prof.ssa Rosaria Lanna, docente di Storia e Filosofia dell’Istituto, che ha evidenziato cosa significhi per un docente “educare ai sentimenti”.
I numerosi interventi della platea hanno trasformato l’incontro in un laboratorio di cittadinanza attiva, che ha posto al centro domande e riflessioni dei ragazzi e dove le parole hanno costruito ponti, in vista di una società che elegga l'”umanità” a suo valore fondante.
*Direttrice Corsi Unitre di S. Maria Capua Vetere-Già Docente di Latino e Greco Licei Classici
