I vespasiani, bagni pubblici romani

I vespasiani, bagni pubblici romani

di Gennaro Mazza*

 

 

I vespasiani, erano ambienti sociali e igienici avanzati, caratterizzati da lunghe panche in marmo o pietra con sedili forati, sopra un canale d’acqua corrente che fungeva da scarico continuo, collegato alle fogne. Erano luoghi di incontro e affari, spesso decorati, dove i Romani socializzavano gomito a gomito, usando spugne su bastoncini (tersorium) per l’igiene personale, puliti poi nell’acqua. Queste strutture monumentali, presenti in tutto l’Impero, testimoniano l’ingegneria idraulica romana, con un sistema che sciacquava i rifiuti verso la cloaca e raccoglieva l’urina per vari usi, come sbiancamento.

Caratteristiche principali

Struttura: Grandi stanze rettangolari, spesso coperte ma aperte, con sedili in pietra o marmo lungo le pareti.

Igiene: Acqua corrente sotto i sedili per il deflusso dei rifiuti e una canaletta frontale con acqua pulita per lavarsi.

Igiene personale: Uso dello xylospongium (spugna su bastoncino) condiviso, che veniva sciacquato nell’acqua.

Socializzazione: Luoghi di ritrovo sociale, conversazione e scambio di affari, senza privacy come la intendiamo oggi.

Decorazione: Nelle più lussuose, pareti affrescate, mosaici e statue.

Nomi: Foricae (latrine), Vespasiani (dal nome dell’imperatore che le tassò).

Funzione economica: L’urina raccolta veniva tassata (Vectigal Urinae) e usata per lavare i panni o sbiancare.

Esempi a Roma

Largo di Torre Argentina: Contiene resti di grandi latrine pubbliche.

Foro di Cesare: Un’altra importante struttura visibile.

Gianicolo: Altri resti di latrine pubbliche.

Importanza storica

Dimostrano l’avanzata ingegneria sanitaria romana.

Le condizioni igieniche crollarono dopo la caduta dell’Impero, tornando a livelli medievali.

*Avv .Prof-Direttore della Scuola di Grafologia Forense di Napoli