Erbe e piante spontanee dei Colli Tifatini

Erbe e piante spontanee dei Colli Tifatini

di Giuliana Scolastico

 

 

 

 

 

 

 

 

Bel pomeriggio culturale ieri alla biblioteca “Pezzella” di S. Maria C. Vetere con il prof. Luigi Granatello, già Dirigente Scolastico, che ha parlato di erbe e piante spontanee dei Colli Tifatini.

Ha introdotto l’argomento il prof. Bartolomeo Valentino che, dopo aver augurato ai presenti un proficuo 2026, ha posto l’accento sull’origine geologica dei Colli Tifatini, sulla loro emersione dai fondali marini e, di conseguenza, sul loro terreno prevalentemente calcareo, ricco di carbonato di calcio e povero di sostanza organica, e pertanto particolarmente idoneo al proliferare di erbe spontanee.

Chi scrive, nel tracciare un profilo culturale del prof. Granatello,  uomo di lettere con la passione per la botanica, ha evidenziato come da sempre l’amore per gli “studia humanitatis” molto spesso ben si coniuga con l’amore per la natura: sono seguiti esempi eccellenti tratti dal mondo classico sia greco che romano.

E’ stata poi la volta del nostro ospite, il relatore prof. Luigi Granatello: attraverso un viaggio tra natura, memoria e responsabilità ambientale, ha guidato il pubblico alla scoperta del Monte Tifata e delle sue erbe spontanee. Con tono appassionato e a tutti accessibile, ha raccontato come la botanica sia diventata per lui una “chiave” per comprendere il rapporto tra uomo e ambiente, fin da quando, bambino,  seguiva la nonna nei campi. Non una lezione accademica, ma una affascinante passeggiata ideale tra cicorie, papaveri, borragine, asparagi selvatici e mirto, intrecciando geografia, scienza, storia e tradizione popolare.

Attraverso immagini d’epoca, ha mostrato come le montagne tifatine siano state ferite dalle cave del dopoguerra, ricordando che la salvaguardia del territorio nasce dalle scelte individuali e collettive dell’umanità.

Le piante diventano così “testimoni” del passato, indicatori ecologici e strumenti di conoscenza. Camminare, osservare e riconoscere la natura significa anche difenderla. Perché, come ha sottolineato il nostro relatore,  chi conosce davvero un luogo può imparare ad amarlo e a proteggerlo.

*Già Docente di Latino e Greco Licei Classici