La pace armata tra Russia ed Ucraina: un equilibrio fragile ai confini d’Europa

La pace armata tra Russia ed Ucraina: un equilibrio fragile ai confini d’Europa

di Bartolomeo Valentino*

 

 

 

 

 

 

Non  sarebbe  la fine della guerra, ma nemmeno una pace vera. Tra Russia e Ucraina potrebbe prendere forma una *pace armata”, una fase di stallo in cui le armi tacciono a intermittenza mentre eserciti, diplomazia e alleanze restano in allerta. Un equilibrio instabile, sostenuto più dalla deterrenza che dalla fiducia, che tiene l’Europa con il fiato sospeso.

Sul terreno, la linea del fronte appare congelata in alcuni tratti: meno avanzate, più trincee, una sorveglianza costante. I combattimenti non  scomparirebbero del tutto, ma risulterebbero più sporadici. Entrambe le parti, intanto, rafforzano le difese e mantengono alta la prontezza militare, consapevoli che una scintilla potrebbe riaccendere le ostilità su larga scala. La diplomazia lavora dietro le quinte. Canali di comunicazione indiretti restano aperti, mediati da attori internazionali ,non sempre affidabili, che spingono per cessate il fuoco locali, scambi umanitari e misure di de-escalation. Tuttavia, le posizioni politiche restano distanti: sicurezza, confini e garanzie reciproche sono nodi ancora irrisolti. Sul piano economico, la “pace armata” peserebbe come una tassa invisibile. Le sanzioni e le controsanzioni continuano a ridisegnare i flussi commerciali, mentre l’incertezza frena investimenti e ricostruzione. Le famiglie ucraine affrontano una normalità sospesa; in Russia, l’economia si adatta a un contesto di lungo confronto con l’Occidente. L’Europa osserva con attenzione e preoccupazione. Da un lato, cresce l’impegno per la sicurezza collettiva; dall’altro, si moltiplicano gli sforzi per evitare un’escalation. La “pace armata” non offrirebbe soluzioni definitive, ma guadagnerebbe tempo: tempo per negoziare, per ricostruire parzialmente, per ridurre i rischi immediati. Resta la domanda centrale: quanto potrebbe durare uno stallo sostenuto dalla forza? Senza un accordo politico credibile, la tregua resterebbe fragile. La storia insegna che le “paci armate” sono transitorie. Il futuro della regione dipenderà dalla capacità delle parti di trasformare la deterrenza in dialogo e il silenzio delle armi in una pace condivisa.

Invece ,tutti ci auguriamo una pace “Disarmata e Disarmante” come ci suggerisce Papa Leone XIV:Il presupposto di una pace significativa è quello di trovarla, innanzitutto, nei nostri cuori, rispettando la dignità dell’altro e predisponendoci ad un dialogo sincero

*Direttore Responsabile