13 Dic La Cronemica: Linguaggio Extraverbale per la gestione del tempo
di Bartolomeo Valentino*



La Cronemica è un linguaggio extraverbale che si occupa della gestione del tempo. Dalle modalità di relazionarsi col tempo è possibile trarre utili indicazioni sulla personalità. Anche per la cronemica va registrato un differente comportamento nelle diverse culture. Differente è il comportamento nei riguardi del tempo di un soggetto che vive in piccoli centri urbani, in zone montane o di pianura o in zone industrializzate. Negli stessi italiani va registrato un differente comportamento tra nord e sud.
La puntualità
Un primo atteggiamento è quello di anticiparsi ad un dato evento. Si tratta di soggetti un poco ansiosi. Sono soggetti che calcolano i problemi del traffico, parcheggio, difficoltà di cercare un indirizzo sconosciuto. Preferiscono, a limite, aspettare in macchina, fare una passeggiatina per i negozi. Comunque, è un comportamento dettato anche dall’esigenza di rispetto per gli altri, che si suppone, siano puntuali. L’atteggiamento psicologico corrispondente a questa categoria di persone è più verso l’introversione. Per quanto riguarda gli italiani, soprattutto dell’Italia Centro-Meridionale, è quello di presentarsi un poco in ritardo ad un evento. La domanda che ci si pone è:perche devo essere io ad arrivare per primo con qualche imbarazzo?. Un popolo a presentarsi in leggero anticipo è quello giapponese, mentre è proverbiale la puntualità dei tedeschi. In generale, a prescindere dalla popolazione di appartenenza, giuoca un ruolo fondamentale nella gestione del tempo l’atteggiamento psicologico. L’introverso tende ad anticiparsi, l’estroverso ad arrivare un poco dopo. Questi appare più superficiale nei rapporti e un poco meno rispettoso degli altri. Tra gli introversi ed estroversi, ovviamente vi è la vasta gamma di persone con un atteggiamento psicologico di equilibrio,
La Cronemica si occupa di altri aspetti della gestione del tempo,altrettanto importanti nella comunicazione. Accenniamo ai principali.
a-Ritmo del parlato
b-Turno di parole(turn talking)
c-Lunghezza della pausa in rapporto a ciò che si dice
RITMO DEL PARLATO
A tutti sarà capitato di incontrare delle persone che alla prima parola loro rivolta ingranano una parlantina ad un ritmo da far mancare il respiro. Spesso queste persone, pur di non fermarsi passano da un argomento all’altro con estrema facilità cambiando anche il modo di raccontare. Dopo pochi minuti finiscono per annoiare e non è possibile più seguirli. Siamo di fronte a pessimi comunicatori che nessuno vorrebbe incontrare nel corso della giornata.
Turn talking
Consiste nel sapersi alternare in un dialogo consentendo all’interlocutore di inserirsi facilmente. Ciò è fondamentale per stabilire un buon modello di comunicazione. Pertanto, trovandosi nei confronti di un timido, più introverso bisogna cercare sempre di facilitare il suo inserimento nella conversazione. E’ la strada giusta per conquistare la sua fiducia e la sua amicizia. Queste persone sono generalmente coscienti di avere qualche difficoltà e sono grate nei confronti di chi facilita la comunicazione.
E’ noto che gli italiani, in generale, sono predisposti a facilitare il discorso dell’altro inserendosi facilmente nella conversazione, quasi venendo in aiuto. Come ci sono popolazioni disturbate da interruzioni frequenti dell’interlocutore anche se sono finalizzate al loro aiuto.
Pause nel discorso
I grandi comunicatori riescono abilmente a stabilire delle pause adeguate a secondo dell’argomento che stanno trattando con cambiamento anche del tono della voce .I grandi attori sono maestri in tutto ciò lasciandosi guidare da una gestualità mimica adeguata.
SISTEMA VOCALE NON VERBALE
E’ costituito dall’insieme dei suoni nella comunicazione non verbale. In tale sistema si analizzano diversi aspetti.
a-Tono della voce
Entrano in gioco diversi fattori tra cui l’età, la costituzione fisica .Generalmente un superiore parla ad un subalterno con tono più grave.
b-Frequenza
Parlando ad una persona di più alto rango sociale si tende ad esprimersi con frequenza più bassa
c-Ritmo
Parlare con ritmo lento, con pause tra una frase e l’altra, conferisce maggiore solennità al discorso. Un ritmo elevato sminuisce l’importanza di quanto si sta dicendo.
Per quanto riguarda le pause si fa una distinzione
a-Pause vuote
Sono costituite dal silenzio tra una pausa e l’altra
b-Pause piene
Sono delle espressioni prive di significato,per esempio”beh”.
d-Silenzio
Anche il silenzio, paradossalmente, è un linguaggio extraverbale. Diverso è il silenzio tra due persone che non si conoscono, che si incontrano per caso rispetto al silenzio tra due fidanzati. Assume ,comunque, una forma di rispetto nei confronti di chi parla. Si pensi ad un Relatore, ad un Professore cc.
*Direttore Responsabile