Gli adolescenti

Gli adolescenti

di Mario de Biasio*

 

 

 

 

 

Il termine “adolescenza”, dal latino adolescere, ovvero ‘crescere’, ‘svilupparsi’, ‘diventare adulto’, identifica il periodo di transizione dall’infanzia verso l’età adulta. Una fase densa di cambiamenti fisici, psicologici e sociali, fondamentale nella vita di ciascuno.

Sull’adolescenza sono stati versati fiumi d’inchiostro, e questa vastità di contenuti e pubblicazioni riflette la ricchezza e la complessità dei temi legati a questo delicato periodo.

Quando inizia e quando finisce? Cosa significa essere un adolescente? Che cosa accade nel corpo e nella mente di ragazze e ragazzi? Cosa possono fare i genitori?

La prima domanda che sorge spontanea è : l’adolescenza è il momento dello svincolo dalla famiglia? Certamente no. E’ il momento di prova dello svincolo che avverrà più tardi, verso i 30 – 40 anni.

In questo periodo, dopo quello acritico dell’infanzia, durante il quale il soggetto subisce i voleri genitoriali, c’è quello critico e, a volte, quello esageratamente critico.

L’adolescenza è caratterizzata principalmente dalla ricerca di una appartenenza all’ideologia, cioè il desiderio di  appartenenza al GRUPPO, qualunque esso sia, purché sia di facile ed immediato approccio per sostituire la famiglia di provenienza con la nuova identità/ gruppo.

La ricerca è alimentata dalla forza delle contraddizioni che devono essere evidenti in modo da essere più facilmente evidenziabili.

L’adolescenza è dunque  una prova di esistenza.

Questo periodo della vita è caratterizzato per gran parte da modifiche sproporzionate del fisico con conseguente fisiologica depressione dovuta agli inconsapevoli e ingovernabili cambiamenti fisici che non sempre vengono accettati e riconosciuti. La ricerca/rifugio nel gruppo è la risposta immediata dell’adolescente che deve affrontare una prova che gli capita tra capo e collo e che difficilmente riesce a gestire. Nel gruppo non trova risposte, ma c’è il confronto tra pari. E questo basta.

ll tema dell’identità in adolescenza è cruciale: comporta la ricerca della propria dimensione e indipendenza, della propria verità, dei gusti e delle preferenze, al confine tra quanto appreso in famiglia nell’infanzia e chi si decide di diventare in autonomia. L’adolescente è per definizione tra il non più e il non ancora: non è più bambino, asessuale e dipendente dalle figure genitoriali. Ma non è ancora adulto, non è indipendente né pienamente sessualizzato.

La ricerca di un’identità che sia completa e integrata può intercettare traiettorie diverse, e non è detto che si concluda nell’adolescenza. Si diventa individui e adulti quando si è in grado di distinguere sé stessi dagli altri, riconoscendo la coesistenza tra quanto assorbito, ereditato dai modelli familiari e sociali, e il proprio autentico Sé.

Il più delle volte ci si affida alla cosiddetta Esperienza trasgressiva, che si manifesta tramite il  linguaggio (parolacce), vestiti ecc. una chiara espressione di rabbia contro tutto e tutti. Ma la rabbia, nella psicoanalisi, è quasi sempre un’emozione secondaria. Sotto la rabbia c’è quasi sempre una delusione, una ferita non vista, una paura di non essere accettato per ciò che si è davvero. Un adolescente aggressivo è spesso un adolescente che si sente invisibile o giudicato. E talvolta, più un genitore cerca di “controllare”, più quel figlio spinge via, cercando disperatamente uno spazio in cui poter esistere senza essere condizionato da aspettative.

Anche i genitori molte volte sono invasi da questo momento depressivo, generalmente le mamme sono nella  fase critica della menopausa, mentre il padre sta andando incontro alla decadenza fisica. A volte si assiste a comportamenti giovanilistici dei genitori (sport, amicizie ecc.) che non sopportano il cambiamento dei figli.

 

 

 L’adolescenza non è un diverso modo di muoversi ma muoversi tra diversi modi.

Normalmente si fluttua tra 3 sistemi : famiglia, gruppo, adulto precoce.

La normalità sfocia in patologia quando ci si  ancora unicamente ad uno solo dei sistemi, alla famiglia ( non riescono a trasgredire e regrediscono, stanno sempre in casa, con i genitori, atteggiamento chiuso ecc.); al gruppo ( tossicodipendenza, delinquenza ecc.) o all’adulto precoce (chi fa tutto per tutti, che è costretto a vivere precocemente, tutta razionalità e niente sentimento).

I genitori o sono troppo protettivi o per niente protettivi. I genitori hanno bisogno dei figli come separatori, anticoncezionali. Qualche tempo fa i genitori erano il modello per i figli, oggi i genitori inseguono le caratteristiche dei figli, il fisico palestrato, l’ultimo telefonino, l’automobile riconoscibile, ecc.

Oggi sta scomparendo  la figura del Méntore ( Ulisse gli affida Telemaco… prima l’artigiano di bottega insegnava il mestiere, ma anche la vita e la trasgressione…la figura dello zio, della zia…) cioè l’adulto trasgressivo temporaneo che funge da modello per l’adolescente. Proprio perché nella famiglia stanno perdendo valore le radici laterali (fratelli, cugini, zii ecc.), il che certifica proprio la scomparsa del valore famiglia che viene quasi sempre sostituita dalle cosiddette comunità virtuali, con tutti i terribili problemi ad esse collegate, viste le adesioni acritiche ai modelli non sempre innocui che invadono la rete . L’adolescenza è il momento di crisi che investe tutta la famiglia e quindi non va trattata singolarmente ma quando questa fase così delicata degenera, tutta la famiglia deve domandarsi il perché e riconoscerne le cause, anche sottoponendosi a robuste terapie familiari.

La costruzione dell’ adolescenza va fatta all’interno dei sistemi relazionali siano essi positivi o negativi. Non è la fase dello svincolo e la famiglia deve essere lì. Presente. Comunque.

Mentre nell’infanzia ci sono le regole, nell’adolescenza bisogna negoziare continuamente e rinegoziare se necessario, pur riconoscendo sempre  la validità delle regole, sapendo che in questi casi la normalità è proprio difficile da raggiungere e che la verità va cercata insieme con grande sforzo e disponibilità.

*Già Direttore Generale ASL di Caserta

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