Gli Ospedali di oggi e quelli del futuro

Gli Ospedali di oggi e quelli del futuro

 

di Laura Leoncini*

 

 

 

 

 

 

Dott. ssa Laura Leoncini – Dirigente Medico dell’ ASL Caserta –  Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Marcianise

L’evoluzione della struttura degli edifici ospedalieri, delle tecnologie e dell’ organizzazione  è correlata ai  cambiamenti politici, culturali ed istituzionali, che derivano da un  sistema sociale  che si è progressivamente distaccato  dalla componente religiosa che caratterizzava  le strutture ospedaliere del passato ed ha attualmente caratteristiche che rispecchiano  una società pragmatica , laica ed in cui la Medicina ed i suoi aspetti applicativi sono basati sull’osservazione  e sul metodo scientifico fondato sull’esperienza pratica e sull’ evidenza (Evidence Based).  Per questi motivi , la tipologia degli ospedali subisce cambiamenti radicali: si passa progressivamente da una struttura completamente integrata e di fatto coesistente con i luoghi di culto, allo sviluppo di un edificio ospedaliero  che è concettualmente funzionalmente e strutturalmente autonomo e che si evolve : dal modello a padiglioni separati, al cosiddetto  monoblocco, fino al più recente modello detto a piastra-torre (la “piastra” in cui sono collocati i cosiddetti “servizi” come la radiologia, il laboratorio di analisi cliniche, la piastra ambulatoriale ove presente, le sale operatorie ecc; la “torre” o le “torri” in cui sono collocate le aree di degenza)..

Nel mondo contemporaneo del XXI secolo, assumono sempre maggiore significato la centralità del paziente(inteso come “persona” e non soltanto come “malato”) ,ed in relazione a questa  la posizione dell’ ospedale  e la sua integrazione il paesaggio circostante:  la sua collocazione  in ampi spazi verdi collocati al di fuori del territorio urbano, la raggiungibilità ed accessibilità agevole  e un modello di  sviluppo strutturale prevalentemente orizzontale, sono alcuni degli aspetti che (insieme allo sviluppo dei contenuti tecnologici ed ai sistemi energetici innovativi)  caratterizzano  i nuovi ospedali contemporanei.

In epoca contemporanea si tende a perdere  la concezione dell’ospedale tradizionale che si vorrebbe  sostituire  con l’ospedale per intensità di cura, nel quale  il ricovero non avviene più in base alla patologia prevalente, ma in base all’ intensità di cura appropriata,  e nel quale  l’organizzazione ospedaliera è incentrata sul paziente piuttosto che sulla patologia, oppure l’ospedale strutturato in base ad una concezione “dipartimentale” che consente un utilizzo più razionale delle risorse umane disponibili (Medici , Infermieri, Professionisti Sanitari, OSS ecc.).

Un altro aspetto di grande interesse  è quello del dimensionamento corretto  degli ospedali, sia dal punto di vista del numero ottimale di posti letto ( ritenuto essere quello compreso tra i 300 ed i 500 posti letto), sia dal punto di vista del numero di ospedali polispecialistici per acuti presenti sul territorio. Da un lato la lezione appresa dal COVID 19 e dallo studio dei bisogni di salute che scaturiscono dall’ invecchiamento della popolazione e dalla presenza conseguente di un numero sempre più alto di persone con malattie croniche complesse  che sempre più spesso si complicano con patologie acute, fa comprendere come sia necessario un incremento dei posti letto (ridotti per scelte politiche ed economiche degli ultimi decenni che hanno portato a “tagli lineari” delle risorse ospedaliere); dall’ altro  si sta verificando una tendenza ad  una forte spinta verso la  de-ospedalizzazione, con una riduzione della durata dell’ ospedalizzazione per i pazienti con malattie acute (degenza media per acuti) in regime di ricovero ordinario, con un conseguente tentativo di aumentare il tasso di utilizzo dei posti letto, e ove possibile  il trasferimento precoce dei pazienti appena superata l’ acuzie in un setting di cure più appropriato: conseguenzialmente  si registra un significativo aumento dei posti letto dedicati ai post-acuti  (RSA, Riabilitazione, Ospedali di Comunità, Hospice per le cure palliative ecc.) ed un incremento dei ricoveri in regime di day hospital o di day surgery, e delle attività erogabili in regime ambulatoriale anche ad alta complessità (PACC – Percorsi Ambulatoriali Complessi e Coordinati) . Per questi motivi, si ha  una progressiva diminuzione del numero di ospedali polispecialistici per acuti (soprattutto di quelli con un basso numero di posti letto)  e un aumento del numero di ospedali e di strutture sanitarie per i ricoveri post-acuzie.

Negli Ospedali attuali ed in quelli del futuro si impone poi la gestione di uno dei problemi più diffusi negli ospedali, quello delle infezioni correlate all’ assistenza (ICA), e quella della problematica  della  significativa crescita della somministrazione inappropriata di antibiotici, che è strettamente collegata a quella delle antibiotico-resistenze e della comparsa dei super-batteri (batteri resistenti pressochè a tutti gli antibiotici, tanto in ambito umano che veterinario: una problematica dunque da affrontare nell’ ottica dell’One  Health, che valuta un approccio olistico per la soluzione).

Infine, un’altra problematica è quella che riguarda l’ospedale dal punto di vista del consumo energetico , che tende ad essere sempre maggiore anche in relazione all’ implementazione di nuove tecnologie. Le azioni da intraprendere per cercare di minimizzare i consumi energetici ospedalieri, sia negli ospedali di nuova costruzione, sia nell’  adeguamento degli  ospedali già esistenti vanno dalla realizzazione di impianti di trigenerazione, a quella degli impianti fotovoltaici e a biomassa; molto significativi sono anche gli aspetti gestionali,  con la nomina dell’energy manager. Tutto questo è finalizzato a garantire la sostenibilità, ambientale ma non solo, degli ospedali. Ancora, un significato sempre maggiora assume l’integrazione  delle nuove tecnologie (tecnologie informatiche, tecnologie robotiche, Intelligenza artificiale – IA, realtà aumentata ecc.)

Per affrontare le sfide e la complessità del futuro, è dunque necessario realizzare  strutture ospedaliere al passo coi tempi, progettate in modo da integrare  innovazione progettuale e digitale

La piattaforma di ricerca Joint Research Partnership Healthcare Infrastructures (JRP HI), istituita nel 2022 dal Politecnico di Milano, in collaborazione con la Fondazione Politecnico di Milano ha proposto la realizzazione di un nuovo modello di ospedale, altamente tecnologico e sostenibile,progettato tenendo conto del  benessere di pazienti e personale sanitario: i risultati dei primi tre anni di ricerca, che hanno portato alla definizione del modello metaprogettuale Next Generation Hospital®, un modello  che fornisce linee guida e requisiti misurabili per supportare le istituzioni e gli operatori del settore per la  progettazione degli  ospedali del futuro.

L’iniziativa ha interessato ed  interessa tuttora   più di  50 partner industriali e istituzionali, tra cui rappresentanti di ministeri ed enti normativi,  fornitori di tecnologie biomedicali , enti ospedalieri, aziende di progettazione e costruzione. Alcuni tra i più importanti ospedali italiani saranno tra i primi ad adottare queste strategie innovative, con lo scopo  di migliorare l’efficienza e la qualità dell’assistenza sanitaria la sostenibilità. Tra questi sono compresi  l’Ospedale Niguarda di Milano, il Nuovo Ospedale Civile di Brescia,  l’Ospedale Pediatrico Santobono di Napoli, il Nuovo Ospedale della Malpensa, l’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria in Valpolicella . Il modello JRP Next Generation Hospital è esportabile e replicabile in tutte le aree geografiche su scala nazionale ed internazionale. Rispondendo alle esigenze di ridurre la disomogeneità nell’offerta di infrastrutture  per la salute dei cittadini.

Ciò conduce verso un concetto  che prevede  che gli ospedali siano sostenibili e tecnologicamente avanzati secondo un  modello che fornisce strumenti pratici per la progettazione di ospedali moderni, introducendo indicatori chiave di performance (KPI-Key Performance Indicators) per misurare l’efficacia delle strategie adottate, tra cui sono comprese la capacità di generare energia da fonti rinnovabili, la riduzione dei rifiuti ospedalieri e la implementazione di tecnologie per gestire e contenere  il rischio infettivo.

Il modello prevede che gli ospedali siano  progettati secondo principi basilari  che comprendono :

  • “Sostenibilità ambientale, con edifici a basse emissioni, dotati di pannelli solari, sistemi di accumulo energetico e tecnologie per il riuso delle risorse idriche.
  • Flessibilità e modularità, con spazi riconfigurabili per rispondere rapidamente a emergenze sanitarie.
  • Healing gardens e spazi verdi, progettati per favorire il benessere di pazienti e personale.
  • Inclusività e accessibilità, garantendo percorsi senza barriere e spazi ergonomici per operatori sanitari.”

Nel prossimo triennio (2025-2027), la piattaforma di ricerca si orienterà  sulla redazione di “nuove linee guida metaprogettuali, con particolare attenzione a sostenibilità ambientale, intelligenza artificiale e longevity design”. Prevedendo anche  un “Osservatorio Costi per le Infrastrutture Sanitarie, per l’analisi ed il monitoraggio dei costi correlati  alla progettazione, realizzazione  e gestione degli ospedali del futuro”.

Come saranno allora gli ospedali del futuro? È una domanda corretta , dato che queste infrastrutture interessano milioni di persone. Le strutture ospedaliere infatti devono essere preparate a rispondere a sempre crescenti criticità, determinate, ad esempio, dall’invecchiamento della popolazione (in Europa, il 21,3% ha un’età pari o superiore ai 65 anni) e da carenze ormai generalizzate di personale.

Nel modello funzionale, la classificazione dell’infrastruttura ospedaliera viene suddivisa in 15 macro aree ed in  55 aree funzionali (tra queste, Pronto Soccorso, Blocco Operatorio ecc.). Nel modello prestazionale vengono  individuati  95 requisiti da rispettare per garantire all’infrastruttura ospedaliera di poter assicurare specifiche prestazioni, e rendere concreto  un modello futuribile di ospedale che deve essere progettato tenendo conto di  sette ambiti di valutazione: “localizzazione, progetto funzionale, flessibilità, sostenibilità, gestione del rischio, innovazione digitale e centralità degli utenti”.

Quello che emerge da questa visione  è una nuova idea di ospedale che dovrà essere “funzionale e flessibile, sicuro e sano, digitale e tecnologico, connesso al territorio, confortevole e accogliente, sostenibile e performante”. L’infrastruttura dovrà essere modulare e per poter rispondere  ad  istanze diversificate , una delle quali è quella digitale e tecnologica , che sarà  sempre più centrale , in modo da poter sostenere l’implementazione dell’ evoluzione applicativa dell’innovazione digitale: “l’ospedale di nuova generazione dovrà avere una visione capace di incarnare i concetti di intelligenza (smart hospital), sostenibilità (green hospital) e resilienza (covid hospital)”. Dal punto di vista dell’offerta, potrà  essere integrata nell’erogazione delle cure una serie di prestazioni rese possibili dalle nuove tecnologie,  tra le quali spiccano le innovazioni impiantistiche (ad esempio, quelle degli impianti aeraulici),   l’adozione di modelli di intelligenza artificiale, di sistemi robotici, ma anche  “un progressivo e crescente impiego della medicina di precisione, della telemedicina, della genomica, e l’impiego della  stampa 3D, della realtà aumentata e della realtà virtuale”, anche nelle attività formative e di addestramento del Personale.

L’implementazione di queste tecnologie è sostenuta  sia da esigenze immediate, tra cui il controllo dei costi e l’ottimizzazione dell’efficienza, sia da obiettivi a lungo termine, “in particolare, una maggiore precisione, meno errori e migliori risultati”.

* Dirigente Medico dell’ ASL Caserta –  Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Marcianise

 

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