26 Set Napoli -La Stazione di “Municipio” della Metropolitana sarà lo scavo archeologico più grande d’Europa
di Gennaro Mazza*

La flotta di Neapolis, spunta la quinta imbarcazione a Piazza Municipio
Il cantiere della nuova metropolitana di Napoli continua ad essere un pozzo ricco di meraviglie. Il numero delle imbarcazioni trovate nell’area di Piazza Municipio è infatti salito a sette ridando vita ad una vera e propria flotta di Neapolis.
Nel 2003 venne trovata una barca lunga dieci metri risalente al II secolo d.C. Nel 2005 venne riportata alla luce una seconda imbarcazione romana e nello stesso anno emerse un terzo relitto che confermò la grande importanza dell’antico porto di Napoli.
Qualche anno dopo nel cantiere emerse un quarto natante che non fu l’ultimo. Durante gli scavi infatti, è stata trovata di recente una quinta imbarcazione che va ad aggiungersi alle altre quattro.
Quest’ultima, come uno dei tre relitti trovati negli anni passati, ha la particolarità di avere l’estremità a “specchio”, cioè non è sagomata come quella delle barche attuali.
Altre due imbarcazioni con questa particolarità sono state invece rinvenute nel porto romano di Tolone, in Francia, ed una vicino ad Ostia. Secondo l’archeologa Daniela Giampaola “si tratta di due relitti che sembrano databili tra la fine del II secolo dopo Cristo e gli inizi del III secolo dopo Cristo”. Maggiori informazioni si potranno però dare solo dopo aver finito di riportare alla luce le due nuove barche che non sembrano diverse da quelle rinvenute nel cantiere di Piazza Municipio: “Per adesso sulle barche non sono state trovate tracce di eventuali carichi. E nemmeno si è in grado di dire se si muovevano a remi oppure erano provviste di vela: ne sapremo di più solo quando avremo recuperato del tutto i due preziosi reperti”.
I battelli ritrovati nel 2005 sono risultati essere lunghi circa 15 metri e venivano utilizzati per il trasporto marittimo di alimentari o merci di altro tipo ai porti vicini.
Le condizioni non ottimali delle imbarcazioni fanno ipotizzare ad un affondamento causato da violenti mareggiate che all’epoca colpirono il porto. Una volta riportate alla luce gli ultimi relitti si potrà accertare con quali legni sono stati costruiti, anche se in teoria il tipo di legname dovrebbe avere caratteristiche resinose che resistono all’acqua salmastra.
*Prof Avv -Direttore Scuola di Grafologia Forense di Napoli
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