I fossili ed il linguaggio

I fossili ed il linguaggio

di Bartolomeo Valentino*

 

 

 

 

Poiché  il linguaggio non fossilizza,non potendo studiare tutte le parti molli che entrano nel cosiddetto  “ organo linguistico”,il suo studio nell’ambito della Paleontologia, è effettuato ai seguenti tre livelli:

a-evoluzione strutturale e funzionale del cervello

b-evoluzione dell’apparato fonatorio e delle strutture della vocalizzazione

Prima della comparsa del genere Homo lo sviluppo della massa cerebrale è stato lento.Parliamo di milioni di anni fa. In particolare, un aumento di tale massa si ha con l’apparizione del genere Neanderthaliensis in Europa e di Homo Sapiens in Africa.Ed il cervello cresceva molto di più del corpo,come se vi fossero dei neuroni di riserva.Naturalmente l’accrescimento della massa cerebrale     ha portato ad uno sviluppo delle capacità cognitive dell’uomo ,comprese quelle per lo sviluppo del linguaggio articolato Si ritiene che l’evoluzione del cervello non ha prodotto nuove funzioni,ma solo una riorganizzazione ai fini linguistici. E’ questo un concetto  sostenuto  da Darwin secondo cui l’evoluzione si serve di parti antiche per adattarle a nuove funzioni. Dunque, l’evoluzione del linguaggio non è dovuta ad aggiunta di nuove aree corticali,semmai ad una loro riorganizzazione.

 

 

 

 

 

E’interessante  analizzare le differenze tra l’apparato della fonazione dell’Homo Sapiens (200000 anni fa) rispetto agli scimpanzè.Per esempio ,nell’Homo Sapiens  la laringe e l’epiglotide sono basse rispetto alla lingua ed al palato molle.Pertanto, si è potuta formare una grande  camera  d’aria faringea superiormente alle corde vocali. Ciò ha consentito di emettere un grandissimo numero di suoni;non ha consentito,però, di deglutire e respirare contemporaneamente a differenza delle scimmie.

Nel 1983 nella grotta di Kebara in Israele fu ritrovato un osso iode  simile a quello umano.Tale osso, per la sua particolare posizione e per la possibilità di inserzioni di muscoli sopra e sottoioidei, svolge un ruolo fondamentale per la fonazione. Ciò è dovuto ,in particolare, alla sua mobilità.E’ un osso che non si articola con nessun altro ed entra in catene osteoartroneuromiofasciali complesse che lo rendono protagonista  nella muscolatura che entra in gioco per la funzione fonazione.Quindi l’uomo di Neanderthalis aveva  già qualche forma di linguaggio.La riduzione delle dimensioni facciali avrebbe consentito la funzionalità dell’apparato della fonazione così come nell’uomo. Comunque tutti questi studi sui fossili non consentono di  arrivare a nessuna conclusione definitiva sul processo evolutivo del linguaggio articolato. Attualmente  si sta dando importanza a studi di biologia molecolare,in particolare  all’analisi delle mutazioni genetiche.Si  sono studiate le differenze genetiche che esistono tra le sequenze dei geni umani e di quelli omologhi di primati superiori.Quindi, si è potuto studiare le possibili cause delle modificazioni neuroanatomiche che hanno a che fare con l’evoluzione del linguaggio. Un gene particolarmente importante per lo sviluppo del linguaggio nell’uomo è il FOXP2 .La modificazione di tale gene porta  a disturbi motori del linguaggio), che riguardano sia la recezione che l’articolazione delle parole. Sembra,altresì, che il gene FOXP2 sia il responsabile principale del funzionamento delle aree corticali che consentono la selezione e coordinamento dei movimenti  orali e facciali.Nell’Homo Sapiens sono state notate due mutazioni che hanno colpito la funzione della proteina codificata dal gene citato).Queste mutazioni avrebbero consentito alla nuova proteina di amplificare le funzioni inizialmente associate alle aree di Broca e Wernicke,come per esempio,il perfezionamento della sintassi.Le stesse mutazioni avrebbero favorito l’instaurarsi di circuiti neuronali fondamentali per il linguaggio. In definitiva siamo di fronte ad un riciclo  di elementi  già presenti nel nostro organismo,secondo il concetto di evoluzione di Darwin ,e non ad una struttura biologica ex novo.

*Direttore Responsabile del Giornale

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