24 Set La prevenzione è meglio delle cure: parliamo dello screening del tumore del colon retto
di Erminia Bottiglieri*


Il tumore del colon retto è il terzo tumore più frequente nel sesso maschile ed il secondo nella donna.
Dal report 2025 del Registro Tumori Regione Campania si osserva un aumento dell’incidenza (numero di nuovi casi per anno di una determinata patologia) dei tumori del colon retto in entrambe i sessi dal 2010 al 2019 ed aumento della mortalità non statisticamente significativa. La provincia di Caserta è la I per incidenza e mortalità per tumori del colon retto in entrambe i sessi. La pandemia da Covid ha determinato un rallentamento degli screening ed una difficoltà nella raccolta dei dati. Il report riporta, comunque, le stime per il 2025 e si vede una incidenza del tumore del colon retto stabile nel sesso maschile ma in incremento nel sesso femminile.
Questa breve premessa sulla problematica oncologica relativa al tumore del colon retto ci deve far riflettere e spingere ad impegno verso la prevenzione.
La prevenzione si può effettuare a diversi livelli: primaria, secondaria e terziaria ma qui approfondiremo le prime due
La Prevenzione primaria si realizza per evitare l’insorgenza della malattia.
Ci riferiamo agli stili di vita che includono fumo, alcol, sport, obesità, alimentazione e che rappresentano fattori di rischio per sviluppo di malattie tumorali.
I dati estratti dai sistemi di sorveglianza PASSI e PASSI d’Argento per gli anni 2022-2023 ci mostrano che:
per numero di fumatori la Campania è seconda in Italia;
per il consumo di alcol il dato della nostra regione è migliore rispetto alla media italiana;
per l’attività fisica la Campania risulta essere la più sedentaria di tutta la nazione;
per l’eccesso ponderale siamo i secondi peggiori di Italia ma con poca differenza rispetto al Molise;
per il consumo di frutta e verdura il dato è buono, sovrapponibile alla media nazionale;
Dobbiamo lavorare molto sulle nostre abitudini cominciando dall’età infantile con programmi di educazione nelle scuole se vogliamo cambiare i numeri sopra esposti e che ci predispongono ad un maggior rischio di tumori.
La prevenzione secondaria si attua, attraverso gli screening, per diagnosticare la malattia in fase precoce, prima dell’insorgenza dei sintomi, su una popolazione di una determinata fascia di età che per il tumore del colon è 50-70 anni non compiuti.
Gli screening hanno l’obiettivo di ridurre l’incidenza e la mortalità. E’ ben documentato che se il tumore del colon viene diagnosticato in fase precoce la sopravvivenza a 5 anni è > 90% ma se viene diagnosticato in fase tardiva la sopravvivenza a 5 anni è < al 10%.
Lo screening nella prevenzione del tumore del colon retto non è solo diagnostico ma anche terapeutico perché, se viene riscontrata una lesione precancerosa (polipo) nel corso della colonscopia, questa può essere rimossa contestualmente, nel corso dello stesso esame, evitando, in tal mordo, che nel corso degli anni la lesione diventi di maggiori dimensioni, di carattere maligno e non più operabile. Le nuove tecnologie endoscopiche che oggi abbiamo a disposizione ci consentono di asportare lesioni per le quali un tempo era indispensabile l’intervento chirurgico.
Lo screening per la prevenzione del tumore del colon retto si volge in due livelli:
il I livello consiste nella ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF)
Il II livello, se il SOF è positivo, è la colonscopia.
Nella regione Campania gli screening sono iniziati a fine 2014 ma, nonostante le campagne di comunicazione, l’adesione, soprattutto a quello del colon, è ancora bassa.
Secondo i dati de “I Numeri del cancro in Italia 2024” nel 2023 a livello nazionale l’estensione (percentuale di popolazione invitata a partecipare) è stata del 94% della popolazione totale. Nelle aree del Nord e del Centro la estensione è stata pari al 100% (99% Nord, 108% Centro), mentre nel Sud e nelle Isole si è registrato un aumento della popolazione invitata rispetto all’anno precedente (dal 62% del 2022 all’80% del 2023) ma sempre inferiore al dato nazionale. Il livello di Copertura nazionale (adesione/popolazione target x 100) è stato al 32%, con un aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2022. Si osservano importanti differenze tra macroaree, con valori maggiori al Nord (45%) e al Centro (32%) e inferiori nel Sud e nelle Isole (15%), dove la copertura è ancora sub-ottimale.
Nella Asl Caserta, nel 2023, il dato sull’estensione è stato > 100% mentre l’adesione, cioè la popolazione che riceve l’invito è partecipa è 21%, quindi bassa. Il problema nella nostra provincia non è solo relativo alla partecipazione al I livello ma anche al II. Solo il 50% circa delle persone che risultano positive alla ricerca del sangue occulto si sottopone alla colonscopia con il rischio di non sapere se ha una lesione benigna (polipo) o un tumore maligno.
Le motivazioni della scarsa adesione ai programmi di screening sono diverse ed il lavoro di sensibilizzazione della popolazione è ancora lungo se vogliamo raggiungere l’obiettivo di diminuire i numeri di cancro anche nella nostra regione.
*Responsabile UOSD Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva PO “A. Guerriero ” Marcianise ASL Caserta e Referente Screening cancro colon retto
- §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
BACHECA
- A partire dal 6 settembre 2025 è attivato su questo Giornale un Corso Sintetico sui
“Linguaggi Extraverbali “
a cura del Direttore Bartolomeo Valentino sottoforma di Articoli-Lezioncine pubblicate ogni Sabato. I Lettori potranno porre domande indirizzandole alla email
bartolomeo.valentino@alice.it
