Il Guappo Giuseppe Navarro ed il Tesoro di S. Gennaro

Il Guappo Giuseppe Navarro ed il Tesoro di S. Gennaro

III Parte

di Gennaro Mazza*

 

 

 

 

 

 

 

Ma, se mai ve ne fosse bisogno, ecco un altro paradosso, anche la delinquenza “difende” la meraviglia della Città e del Suo Santo.

Infatti durante ed alla fine della seconda guerra mondiale, il tesoro del Santo fu difeso e recuperato da un Guappo.

Il clamoroso recupero del tesoro da parte del guappo Giuseppe Navarra a cui, probabilmente,  si ispira il “Sindaco del Rione Sanità “ di Eduardo.

E’ una storia che merita di essere raccontata e tramandata.

Il tesoro del Nostro Santo è talmente ricco da fare invidia ai sovrani di tutta la terra. Basta pensare alla mitria d’argento dorata e tempestata da 3694 pietre preziose, oltre alle collane d’inestimabile valore e a una miriade di calici, pissidi, ostensori, busti luccicanti di santi ed ancora ben altro.

Ecco anche il perché durante la guerra il tesoro di Gennaro fu portato via da Napoli per sottrarlo a bombardamenti e alle incursioni.

Nel  maggio del ’43, dopo un bombardamento sul Duomo, fu prima condotto a Montecassino, poi fu trasportato in un luogo segreto a Roma, nel Vaticano.

Durante il conflitto si diffusero voci angoscianti, come quella della distruzione delle ampolle contenenti il sangue del martire. Tutte Voci, per fortuna,  non vere.

Gennaro era ed eternamente sarà salvo ed immacolato.

Poi … Ci si mise anche il Vesuvio, che pensò di eruttare nel marzo del 1944

Nonostante il cardinale Ascalesi avesse fatto esporre nel Duomo il busto del santo, il vulcano continuò a vomitare lava e ceneri senza sosta.

Qualcuno, a quel punto, notò come fosse disadorno e misero l’ingiallito busto di Gennaro e ci si chiese che fine avesse fatto il tesoro.

Ecco allora che per recuperare il tesoro di Gennaro, dovette entrare in gioco Giuseppe Navarra, un uomo corpulento(in foto) e di grande influenza nei confronti degli americani, nonché grande benefattore del suo quartiere.

Navarra fu forse l’ultimo “Guappo vecchia maniera”. Un vero gentiluomo sostenitore dei Savoia che sapeva farsi rispettare.

Nella sua casa di via Stadera (siamo nel quartiere di Poggioreale) si fece costruire una sorta di “trono” dove riceveva i suoi “sudditi”, dando consigli e risolvendo questioni.

Gli americani lo lasciavano fare, anzi gli fecero dedicare diversi servizi giornalistici che spopolarono negli Usa.

Ed anche oltreoceano colpì parecchio la figura di quest’uomo in giacca e cappello, che possedeva una poderosa auto scura, una Dilambda 12 cilindri appartenuta a Mussolini, sul cui retro c’era scritto a chiare lettere “il re di Poggioreale”

Navarra era nato nel 1898, figlio di un merciaio del centro antico. In età adulta, per sfamare i suoi tre figli e la moglie, si era messo a fare il sommozzatore a Marsiglia, il trafficante di scarpe usate e altre mille imprese, senza disdegnare il contrabbando e il mercato nero

E come avvenne per molti, paradossalmente, finì per arricchirsi proprio grazie alla guerra.

Ma torniamo al Tesoro del Santo ed al rapporto tra Gennaro ed il Guappo.

Navarra, comunque figlio del Popolo Partenopeo e, quindi, adoratore puro e sincero di Gennaro, s’intenerì molto nell’ascoltare il rammarico dei suoi concittadini, ormai privi da anni, era il 1946, del tesoro del loro patrono, “prigioniero” in Vaticano.

E nonostante fosse stato chiesto al nuovo sindaco Giuseppe Buonocore di fare qualcosa, questi ebbe paura d’intervenire anche perché la strada fino a Roma, in quel periodo, era infestata di pericolosi briganti.

Ma Navarra intervenne e subito … Ci penso io. Lo riporto io il tesoro a Napoli.

E fu proprio il guanto di sfida del

Guappo Navarra, che riuscì a convincere tutte le autorità.

IL “Re di Poggioreale” partì alla volta di Roma, a bordo della sua grossa auto e in compagnia del novantenne principe Stefano Colonna di Paliano, vicepresidente della Deputazione del tesoro di Gennaro.

Giunti in Vaticano senza particolari pericoli, furono ricevuti dall’ambasciatore italiano presso la Santa Sede.

Ma riavere il tesoro non fu un fatto immediato.

I due vi riuscirono dopo una decina di giorni e la notizia arrivò fino a Napoli.

Navarra sparì nel nulla per alcuni mesi e a Napoli tutti si disperavano chiedendosi come avessero potuto fidarsi di lui.

Che fine aveva fatto? Davvero un Figlio devoto di Napoli aveva rubato il patrimonio spirituale e materiale della città?

Ricerche meticolose effettuate in vaste aree del Lazio e della Campania non produssero nulla.

Ma il 5 gennaio 1947 arrivò in Curia una lettera in cui si avvisava che il giorno seguente il “Re di Poggioreale” sarebbe ritornato col tesoro tanto atteso.

E così fu.

Caricati i preziosi in un’enorme cassa blindata all’interno della sua auto, Navarra e il principe ripartirono alla volta di una Napoli che attendeva pregando assiepata nel Duomo.

A Napoli l’auto col tesoro arrivò dopo le 21:00 del 6 gennaio e fu acclamata da due ali di folla festante, il Popolo dei Napoletani: «Evviva il Re di Poggioreale!», urlavano tutti, prima che i beni fossero consegnati al cardinale per un inventario che durò tutta la notte.

Ora il Tesoro era veramente ritornato a Napoli.

Ora il Tesoro era nuovamente dei Napoletani.

Qualche giorno dopo, Ascalesi inviò a Navarra una lettera di ringraziamento e centomila lire

Lui ne restituì duecentomila e disse: “Eminenza, distribuite ai poveri questi soldi, Noi baciamo l’anello”.

Anche questo episodio, tra leggenda e realtà, conferma che “Napule è ’nu paese curioso

è ’nu teatro antico, sempre apierto.

Ce nasce gente ca senza cuncierto

scenne p’ ’e strate e sape recità.

Nunn’è c’ ’o ffanno apposta; ma pe’ lloro

‘o panurama è ‘na scenografia,

‘o popolo è ’na bella cumpagnia,

l’elettricista è Dio ch’ ’e fa campà.

Ognuno fa na parte na macchietta

se sceglie o tip o n’omm a truccatura

L’intercalare, a camminatura

pe fa successo e pe se fa guarda…”

(Eduardo De Filippo)

Mi piace concludere pensando, tra il Sacro ed il Profano, pensando intensamente… evviva Gennaro.

Il vero Santo di tutti Noi Napoletani.

Avv.Prof.-Direttore della Scuola di Grafologia Forense di Napoli

  • §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

 

 

 

 

BACHECA

  • A partire dal 6 settembre 2025 è attivato su questo Giornale un Corso Sintetico sui

“Linguaggi Extraverbali “

a cura del Direttore Bartolomeo Valentino sottoforma di Articoli-Lezioncine pubblicate ogni Sabato. I Lettori potranno porre domande indirizzandole alla email

bartolomeo.valentino@alice.it