Origine del linguaggio articolato

Origine del linguaggio articolato

di Bartolomeo Valentino*

 

 

 

Prima di addentrarci nello studio dei Linguaggi Extraverbali ritengo opportuno accennare all’origine del Linguaggio Articolato, ossia quello Verbale.

Come nasce  il linguaggio articolato?

Le basi neuroanatomiche e fisiologiche del linguaggio

Descriviamo alcune definizioni di termini che ricorreranno con frequenza.

1-Segno

Si intende una entità che rappresenta un’altra entità

2-Comunicazione

E’ lo scambio di informazioni tra due soggetti, uno definito emittente, ovvero colui che fornisce un segnale; l’altro detto ricevente che svolge il ruolo di interpretazione di quel segnale.Ancora ,più precisamente,si può definire  lo scambio di informazioni tra due sistemi.Naturalmente  i segnali in una comunicazione hanno bisogno di più canali di trasmissione degli stessi,ossia degli organi dei sensi,in particolare dei canali olfattivo, tattile, visivo, vocale.

3-Codice di Comunicazione

I segni fanno parte di un codice comunicativo. Perchè possa avvenire una comunicazione l’ emittente ed il  ricevente  devono essere a conoscenza dei codici di comunicazione.

4-Linguaggio

Va definito come un codice comunicativo specifico con doppia struttura di articolazione.

5-Lingua

E’ l’estrinsecazione del linguaggio

Molti animali per comunicare ricorrono a segnali più o meno complessi. Segnaliamo due esempi  molto noti. Il primo esempio è dato dalla “danza delle api”. E’ un codice presente nella biologia delle api attraverso il quale si scambiano notizie utili alla loro sopravvivenza. Per esempio, serve a definire la distanza e l’orientamento delle fonti del cibo. Infatti, la distanza della fonte del cibo è in relazione alla frequenza della danza, mentre la direzione dall’asse della danza rispetto al sole.

Il secondo esempio, altrettanto noto, è dato dal richiamo delle verver monkeys(sono scimmie). Il segnale  a cui ricorrono con maggiore frequenza è quello per indicare  un pericolo, come l’avvicinarsi di un predatore per cui possono  fuggire sugli alberi. Quale è una differenza fondamentale tra il linguaggio dell’uomo ed i segnali a cui ricorrono gli animali ?

I segnali degli animali sono in riferimento a ciò che è presente nell’ambiente. Tornando al caso delle api. esse danzano al ritorno da un posto dove hanno trovato cibo. L’uomo, invece, con il suo linguaggio   è in grado di comunicare situazioni avvenute già, che stanno avvenendo o che avverranno nel futuro. Queste prerogative, ovviamente, rientrano nelle specifiche funzioni neocorticali che mancano nell’animale . Non è la complessità della grammatica o la possibilità di imparare un ampio sistema che vieta agli animali di accedere ad un vero linguaggio, ma il fatto che, nell’uomo, il linguaggio è simbolico. Si suol dire che la funzione principale del linguaggio è di comunicare ciò che non è”qui,né ora”.Per esempio, un cane può riuscire a farsi capire che ha fame o sete o di uscire andando a prendere il guinzaglio,  porgendolo al padrone, ma non potrà mai  riferirci se  era ieri o domani che avrebbe voluto compiere quelle azioni.

Doppia articolazione del linguaggio umano

Un primo livello di articolazione  dl linguaggio nell’uomo è costituito dai cosiddetti fonemi, ossia unità che non ci fornisono alcun significato. Per esempio a,u,r,f e da parole che trasmettono un significato. La fonologia si occupa dei fonemi,la sintassi delle parole .Ogni lingua specifica ha dei suoi fonemi e legami specifici tra essi.Le lingue che ricorrono ad un minor numero di fonemi sono il Rotokas della Papua nuova Guinea e l’Hawaiano. La prima si serve di appena 11 fonemi, la seconda di 12.La lingua che ricorre ad un grandissimo numero di fonemi è lo XU, parlato nell’Africa Meridionale presso il deserto Kalaran che ricorre a 141 fonemi. La seconda articolazione del linguaggio umano è quella delle unità che ci forniscono il significato di ciò che diciamo, ovvero delle parole. La sintassi ci consente di combinare le parole in proposizioni e queste in periodi. Ogni lingua ha una propria sintassi ed  è qualcosa di peculiare  del linguaggio umano.

 

Strutturazione anatomica del linguaggio(vedi figura)

Esistono nel nostro cervello  specifiche aree che presiedono alla funzione del linguaggio. Tali aree non agiscono isolatamente ,ma sono in connessione con altri centri nervosi che posseggono capacità di funzionamento e di esecuzione di azioni. E’ l’emisfero sinistro del cervello  che svolge il ruolo fondamentale  nel linguaggio: ciò nei destrimani. Nei mancini può essere anche l’emisfero destro. Le due aree principali che stanno alla base del linguaggio sono quella di Broca .Questa consente l’articolazione del linguaggio e, quindi, la combinazione di fonemi in parole. Nelle scimmie la corrispondente area di Broca(area 44) controlla i movimenti  dei muscoli della faccia e della bocca. L’area corticale delle scimmie è la F5.

La seconda area  fondamentale per il funzionamento del liguaggio è quella di Wernicke localizzata in una zona tra lobo temporale e parietale del cervello .La funzione dell’area del Wernicke è quella della ricezione, ossia comprensione delle parole che pronunciamo. Queste due aree sono collegate tra di loro mediante una struttura chiamata “fascicolo arcuato

Questa la sequenza delle azioni per arrivare al linguaggio

Nell’area di Wernicke si organizzano  delle frasi, che vengono trasmesse , grazie al fascicolo arcuato, all’area di Broca. Si costituisce la sequenza delle parole da pronunciare. La parte di corteccia cerebrale dell’area di Broca contiene neuroni motori per i muscoli della vocalizzazione, dei movimenti delle labbra, mandibola, palato molle ,corde vocali. Questa area è vicina a quella della motricità  dei muscoli della faccia, mani, bocca. Infatti ,è descritto il cosiddetto homunculus motorio o del Penfield (vedi figura).Si tratta di una sorta di uomo sottosopra  rappresentato sulla corteccia . Le aree della faccia e mano sono le più ampie e vicine a quelle motorie dell’area di Broca. Ricordiamo che le aree motorie dei muscoli facciali o mimici e quelle per il movimento delle mani  sono il presupposto della nostra gestualità-Si comincia a comprendere perché la parola è legata al gesto), anzi è da questo che deriva.

I suoni sono legati al funzionamento di altre strutture anatomiche, diremmo periferiche,quali la laringe, faringe, bocca.

Apparato della fonazione

In realtà la laringe nell’uomo ha più funzioni. Entra ,indirettamente, nella funzione dell’apparato digerente. Difatti,ad ogni atto deglutitorio  la parete della laringe che la copre deve chiudersi ,altrimenti il cibo entra nelle vie respiratorie. Anatomicamente esiste un incrociamento delle vie digerenti e respiratorie. Ciò spiega quel detto popolare che “quando si mangia non si parla perché si combatte con la morte”. Vale a dire salta la possibilità del coordinamento di chiusura  della laringe. Nelle scimmie  ciò non succede . Le due vie non si intersecano per cui possono deglutire e respirare.

Evoluzione del linguaggio

Un concetto da sottolineare è il seguente. Le strutture anatomiche alla base del linguaggio hanno subito una lenta evoluzione; non si può ipotizzare che sia nato improvvisamente. In sostanza è la gestualità e non la vocalizzazione il presupposto del linguaggio. Ci sono molte forme di comunicazione che non hanno bisogno del linguaggio. Basta pensare al linguaggio dei segni dei sordomuti, in cui il tutto è affidato al movimento della mano. Esiste una forma primitiva di linguaggio che tutti possono comprendere ed è il linguaggio dei gesti. Tale linguaggio presenta dei vantaggi e degli svantaggi. Il vantaggio è determinato dal fatto che tutti possono comprenderlo, essendo un poco uguali per tutti i popoli. Lo svantaggio è che il numero dei gesti è limitato. Non tutte le azioni possono essere espresse  con gestualità. Secondo la psicologia , chi mima,dunque, il gesto, deve poter immaginare quest’ultimo prima di eseguirlo, ovvero deve immaginare come i propri gesti appariranno agli altri. Tutti ricorrono alla gesticolazione quando parlano. Anzi se non si gesticola o questa viene impedita il discorso diventa impacciato, addirittura con finali sbagliate. Si ricorda che  anche i non vedenti fanno uso dei gesti, pur rivolgendosi ad altri non vedenti. La comunicazione mimica gestuale impone al cervello ad adattarsi per gestire combinazione di movimenti e ciò è il presupposto del linguaggio articolato.

*Direttore Responsabile

 

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