10 Set Il Tesoro di S. Gennaro a Napoli: il più ricco del mondo
II Parte
di Gennaro Mazza*


Il Tesoro di S. Gennaro, con la sua storia e le sue curiosità, continua ad affascinare ed incantare i turisti provenienti da tutto il mondo per assistere al fenomeno inspiegabile, se non con la fede religiosa, dello scioglimento del sangue posto nella famosa ampolla sacra.
Questo particolare fenomeno religioso, è stato e lo è ancora, oggetto di studi e approfondimenti da parte dei più importanti ed insigni scienziati provenienti da tutto il mondo.
Ma se gli studiosi non sanno darsi alcuna spiegazione scientifica…. i Napoletani, fedeli o scettici, comunque ci credono!!!
Molti pensano che il Tesoro del Santo appartenga al Vaticano, ma non è così.
Il tesoro è e sarà sempre di Napoli e dei Napoletani tutti.
Il patto, infatti, fu ufficialmente stretto solo tra Gennaro e il popolo napoletano E nessun altro.
Per rogito notarile il Tesoro di Gennaro è e resta eternamente dei Napoletani.
Ma in che rapporto Gennaro è con le Autorità civili della Sua città?
Il Presidente della famosa “Deputazione”, che è ancora valida oggi, è per, tradizione, sempre il primo cittadino della Città di Napoli, ossia il Sindaco in carica.
Per questo motivo, nei giorni del “miracolo di Gennaro”, quando il suo sangue si scioglie nell’ampolla, il Sindaco (ateo o credente ma comunque il Primo Cittadino di Napoli e dei Napoletani), deve essere rigorosamente presente e partecipe.
E pian piano, se diventiamo tutti Napoletani e Devoti del Santo, si comprende meglio come anche le Autorità custodiscano caramente e gelosamente questo culto.
A dire del Popolo, guai a chi non rispetta Gennaro patrono di Napoli, amato fortemente da tutti i partenopei.
In pratica … La realtà più vera è che l’Amore forte dei cattolici e anche dei soli “ simpatizzanti” del popolo napoletano sono riusciti a trasformare il culto per Gennaro in un rito assolutamente collettivo, che addirittura coinvolge anche i cosiddetti “increduli”.
E si badi bene: il tesoro che vanta Gennaro è di oltre 21 mila opere, fra gioielli, tessuti e preziosi dal valore inestimabile. Opere che contribuiscono a creare il Tesoro più ricco al mondo. Si… più ricco, perfino, del Tesoro della Corona d’Inghilterra.
Grazie al Suo popolo, ed alla Fede verso di Lui, nel mondo Gennaro è veramente il più ricco.
Ma Gennaro, vescovo di Benevento, fu vittima della repressione del cristianesimo e perseguitato dall’impero romano. Probabilmente tra il 302 e il 305.
Il futuro Santo si recò a Pozzuoli per fare visita ai fedeli della cittadina, e lì venne a sapere che Sossio, il diacono di Miseno, era stato arrestato. Gennaro, quindi, si recò in visita al prigioniero, ma fu a sua volta arrestato e condannato a morte mediante decapitazione.
La condanna fu eseguita in zona Solfatara di Pozzuoli il 19 settembre presso il Santuario di San Gennaro, che fu fortemente voluto dai napoletani affinché sostituisse la precedente chiesetta, risalente al VIII secolo. La sua costruzione iniziò nel 1574 e si concluse nel 1580, sul luogo preciso dove Gennaro, e i suoi sei compagni, furono decapitati.
Ecco il perché il 19 Settembre è considerato il giorno di Gennaro.
Il sangue del martire fu, poi, raccolto dai fedeli in una ampolla, che tutti noi conosciamo, mentre il corpo fu seppellito nei pressi di Agnano, a poca distanza da Pozzuoli .
Il grande rispetto, la grande considerazione, e il grande amore dei partenopei nei confronti di Gennaro sono stati anche consacrati nel famoso film di Dino Risi, nel 1966, dove l’attore Nino Manfredi, in arte detto “Dudù“, guappo di zona”, unitamente a tre americani, due maschi e una donna, architettarono un furto di tutto il tesoro del Santo: e ci riuscirono, ma poi, dopo tantissime peripezie non riescono nell’intento, e il grande borsone contenente la refurtiva, fini fra la folla agitata che si accorse che tutti i gioielli si dispersero nella apertura accidentale dello stesso, lungo la strada; ma i napoletani , invece di approfittarne, forti per la grande devozione al santo, formarono una fila, e raccogliendo da terra ogni oggetto, profferirono la frase: “San Genna’ nun te preoccupà, e tutto ro’ tuoio “ (San Gennaro, non preoccuparti è tutto tuo).
Ma è solo Gennaro che in ogni momento protegge Napoli e tutti i Napoletani, ovunque siano? Assolutamente no. Anche in questo la nostra Napoli si dimostra attentissima e generosissima verso i suoi Figli.
Napoli è la città d’Italia con più Santi Patroni.
Infatti, ben 52 Santi e Sante sono impegnati a proteggere Napoli e i napoletani. Evidentemente, (specie di questi tempi) noi Napoletani ne abbiamo bisogno.
Ecco chi sono:
San Tommaso d’Aquino (1605)
Sant’Andrea Avellino (1622)
Santa Patrizia Vergine (1625)
San Francesco di Paola (1625)
San Domenico di Guzman (1641)
San Giacomo della Marca (1647)
Sant’Antonio di Padova (1650)
San Francesco Saverio (1654)
Santa Teresa d’Avila (1664)
San Filippo Neri (1668)
San Gaetano di Thiene (1671)
Sant’Agnello abate (1671)
San Severo Vescovo di Napoli (1673)
Sant’Agrippino Vescovo di Napoli (1673)
Sant’Aspreno primo Vescovo di Napoli (1673)
Sant’Eufebio Vescovo di Napoli (1673)
Sant’Atanasio Vescovo di Napoli (1673)
San Nicola di Bari (1675)
San Gregorio Armeno Vescovo e Martire (1676)
Santa Chiara d’Assisi (1689)
San Biagio Vescovo e Martire (1690)
San Pietro da Verona (1690)
San Giuseppe sposo di Maria Vergine (1690)
San Michele Arcangelo (1691)
San Francesco d’Assisi (1691)
Santa Maria Maddalena de’ Pazzi (1692)
San Giovanni Battista (1695)
San Francesco Borgia (1695)
Santa Candida la Vecchia (1699)
Santa Maria Egiziaca (1699)
Sant’Antonio abate (1707)
Sant’Ignazio di Loyola (1751)
Santa Maria Maddalena (1757)
Santa Irene Vergine e Martire (1760)
Sant’Emidio Vescovo e Martire (1760)
San Raffaele Arcangelo (1797)
Sant’Anna madre di Maria Vergine (1805)
San Luigi Gonzaga (1835)
Sant’Agostino Vescovo e Dottore della Chiesa (1835)
San Vincenzo Ferrer (1838)
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori (1840)
San Francesco De Geronimo (1841)[1]
San Francesco Caracciolo (1843)[1]
San Giovan Giuseppe della Croce (1845)
San Pasquale Baylon (1845)[1]
San Francesco di Geronimo (1845)
San Rocco (1856)
San Gioacchino padre di Maria Vergine (1895)
Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe (1901)
Santa Lucia vergine e martire (1903)
Santo Strato (1925)
Santa Geltrude (1927)
Santa Rita da Cascia (1928).
La verità è che Napoli è Amata e odiata, ed è città Donna e Bambina.
Napoli è madre e figlia. E’ meraviglia di stupore e inganno.
Napoli è partenza e ritorno, è chiasso dei vicoli e silenzio della domenica.
È sole che illumina le strade deserte che risuonano delle partite alla tv: quei momenti in cui, nel nome di Maradona, sussurra un comune respiro di fede.
Napoli è sacralità e sacrilegio.
Ecco perché tanti Santi Patroni.
Ma, è sempre bene ricordarlo, nessuno ha saputo guardare negli occhi il Vesuvio nello stesso modo in cui ha saputo farlo Gennaro. il nostro Santo. Questo è uno dei tanti motivi per cui i napoletani gli sono, e tutti noi lo siamo, così devoti.
Non si deve dimenticare che Gennaro è Napoli e che Napoli ed i Napoletani, nel bene e nel male, vivono giorno per giorno in simbiosi con il Santo. Anzi… momento per momento.
Napoli è la meraviglia del Suo Popolo ed il mistero del Cristo velato. Napoli mostra e non ostenta, Napoli mantiene i segreti rinchiusi nelle stanze del chiacchiericcio e del pettegolezzo.
Napoli è sfottò e tolleranza, è una pizza a portafoglio alle 10 del mattino, è il vecchio ed il nuovo insieme.
Napoli è la morte che diventa culto e torna ad essere Vita quotidiana nel buio profumato di tufo del cimitero delle Fontanelle.
Napoli è cimelio: è un capello tra i vicoli di chi le ha regalato un sogno, sono le scritte, ancora sui muri, di uno scudetto vinto dalla Città oltre 30 anni fa.
Napoli è la confusione che diventa poesia, è l’irregolarità come regola, è l’eccezionale che diventa quotidianità ed eccezione.
Napoli … Donna. Napoli … Madre.
Napoli … Partenope.
La guardi, così lucente e pura, da lontano mentre ti allontani e da Lei fuggi sapendo che poi tornerai.Ne sarai costretto.
Avv.Prof.-Direttore della Scuola di Grafologia Forense di Napoli
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