Nascita dei veri Ospedali

Nascita dei veri Ospedali

 

di Laura Leoncini*

 

 

 

 

 

Nel Medioevo, con l’applicazione dei concetti di aiuto e sussidiarietà propri della cultura Cristiana,  il termine hospitale era utilizzato per una  grande varietà di strutture,  che andavano dagli  ostelli per pellegrini e viaggiatori, dispensari per dare  soccorso ai poveri, ed infine  cliniche e ambulatori per feriti e malati  e case di ospitalità (qualcosa di concettualmente simile alle nostre RSA e alle attuali Strutture Socio- assistenziali per i ciechi, gli  sciancati , gli anziani ed i  malati di mente.  Molte di queste Strutture erano gestite da Religiosi. Gli ospedali gestiti dagli Ordini Monastici dettero origine a molti trattamenti, sia spirituali che  terapeutici. Ancora una volta, la Religione e la Medicina viaggiavano assieme.

Nel  XIII secolo si  vide la costruzione di un grande numero di ospedali. Le città italiane, che in questo periodo conobbero la fioritura dei Comuni e delle Signorie, promossero la loro  espansione a vantaggio della Popolazione : Milano aveva circa una  dozzina di Ospedali,  e Firenze già  prima della fine del XIV secolo aveva addirittura circa trenta (30)  Ospedali.

Roma, che era stata sin dalla tarda antichità meta di pellegrinaggi, disponeva di circa una trentina di Ospedali alcuni dei quali erano di grandi dimensioni. Diversi di questi Ospedali vennero collocati (anche per questioni di orgoglio e prestigio cittadino)  in edifici aventi rilevante  pregio artistico e architettonico,  e la loro progettazione e realizzazione affidata ai più apprezzati architetti ed artisti dell’ epoca: a Milano una parte dell’ospedale generale fu progettata dal Bramante e un’altra parte fi fatta progettare da Michelangelo Buonarroti.

Al Medioevo risale anche la nascita dell’antico Spedale di S. Maria della Scala  di Siena , progettato dal Bernini ed utilizzato fino a pochi decenni fa,   sorto sulla via Francigena percorsa dai pellegrini; lo Spedale di Siena era  affiancato dall’ altrettanto splendido e spettacolare Spedale degli Innocenti (luogo di abbandono dei neonati non voluti e orfanotrofio).

Oltre all’Italia, il movimento di diffusione ospedaliera si manifestò   ovunque in Europa. Il  patologo tedesco Rudolf Virchow, in un suo articolo riportò che  ogni città della Germania di oltre cinquemila abitanti disponeva del suo ospedale; attribuì  tale diffusione  ospedaliera a Papa Innocenzo III, e sebbene ostile alla religione cattolica ed ai  papi, lodò questo pontefice per quanto  aveva realizzato a beneficio dei bambini e dei malati. Papa  Innocenzo III fondò a Roma l’Ospedale di Santo Spirito in Sassia  che comprendeva anche un brefotrofio con una ruota degli esposti ( al posto di un ostello gratuito per i pellegrini fondato nel 727 dal re sassone Ine del Wessex) e con annessa una Schola per l’ apprendimento della Medicina. L’importanza nel Medioevo della vicinanza di una Schola (precursore delle Università) ai centri di cura era frequente  anche nel più circoscritto ambito laico, come ad esempio per la  celebre Scuola Medica Salernitana (antenata delle Università di Napoli e di Salerno), affermatasi intorno al IX secolo. C’era tuttavia una differenza importante tra le scuole mediche e le scuole chirurgiche medievali, che   nacquero tuttavia lontano dalle Università, basandosi solo su pratiche empiriche: è il caso della Scuola chirurgica preciana dell’antica Abbazia di Sant’Eutizio.

Comunque, il  contesto legato principalmente all’assistenza ai pellegrini  faceva degli Hospitali occidentali, ispirati dal principio della carità cristiana, solitamente  delle strutture di ricovero in senso ampio dove erano accolti sia i viaggiatori sani che quelli malati bisognosi di assistenza medica;  a tutti costoro  veniva poi offerta anche la necessaria, in quel contesto storico, assistenza spirituale e religiosa. Gli uomini erano alloggiati separatamente dalle donne, ed i sani separatamente dai malati.

Come conseguenza  della grande Pestilenza a metà del Trecento, sorse poi l’esigenza di aprire strutture “specializzate” per l’isolamento degli appestati per prevenire il contagio tra la popolazione: i lazzaretti , da cui “derivarono”  poi  i Lebbrosari. Per queste motivazioni , queste strutture inizialmente provvisorie vennero costruite  in aree extra-urbane. Il primo lazzaretto permanente in area europea sorse, tuttavia, molto  più tardi: nel 1423 a Venezia, nel contesto della riforma ospedaliera del XV secolo. L’idea della realizzazione di strutture monospecialistiche destinate a malati affetti da una particolare malattia infettiva ricorda molto (ed in modo un po’ inquietante) i molto più recenti Covid Hospitals.

Gli ospedali iniziarono ad apparire in gran numero in Francia e in Inghilterra: l’affermarsi degli ideali francesi portò la maggior parte dei monasteri medievali a sviluppare un hospitium o ospizio per pellegrini. Questo hospitium in molti casi  si sviluppò in quello che oggi intendiamo come un ospedale, con vari monaci e aiutanti laici che fornivano assistenza medica ai pellegrini malati e alle vittime delle numerose piaghe e malattie croniche che affliggevano l’Europa occidentale medievale (rammentiamo che il contesto di diffusione delle malattie infettive che per noi attualmente risulta quasi inimmaginabile  grazie alle vaccinazioni ed alla disponibilità di antibiotici causava ondate epidemiche di malattie gravissime come il vaiolo, la peste, il colera, il morbillo, la difterite, il “sudore inglese”,  la poliomielite, la polmonite lobare ecc, con intervalli che andavano dai 2-3 anni ai 5-7 anni, causando il decesso di gran parte della popolazione, che non risparmiava le classi aristocratiche e quelle più benestanti. I movimenti delle popolazioni per qualsiasi causa, compresi i pellegrinaggi, favorivano indubbiamente la diffusione di queste epidemie).

Comunque, per quanto oggi questo possa sembrare strano, la funzione principale degli ospedali dal medioevo e per un lungo periodo successivo  era in realtà non quella di fornire assistenza ai malati , ma  quella dell’adorazione di Dio. La maggior parte di essi comprendeva una cappella, con almeno un ecclesiastico e monaci che avevano il compito di aiutare con la preghiera. L’assistenza ai Malati era svolta spesso da monaci e monache ( l’abito attuale  di alcune suore è  Spesso la disposizione delle aree degli Ospedali era “a croce” o “a stella con più braccia” con la cappella collocata al centro, in modo che tutti i pazienti ed il personale addetto alle cure potessero assistere in ogni circostanza alle funzioni religiose.

La funzione secondaria degli ospedali in tali epoche era la carità ai poveri, ai malati e ai viaggiatori. La carità negli  ospedali si manifestava in diversi modi, tra cui il mantenimento a lungo termine degli infermi (come nelle nostre “lungodegenze” e RSA- Residenze Sanitarie Assistenziali”), l’assistenza a medio termine dei malati (come negli “Ospedali di Comunità”) , l’ospitalità a breve termine ai viaggiatori e la distribuzione regolare di elemosine ai poveri. In alcuni ospedali, sorprendentemente, venivano allontanati e non accolti i malati gravi o i moribondi nel timore che le necessità di un’assistenza sanitaria troppo complessa  potessero distrarre dalle pratiche di culto; in altri, al contrario (ad es. in quella che ora è l’ Inghilterra) erano state emesse  ordinanze specifiche che affermavano l’obbligo di  provvedere ai malati e che “tutti coloro che sono entrati con problemi di salute dovrebbero poter rimanere fino a quando non si sono ripresi o sono morti “; negli Stati Islamici ,valeva un criterio simile.

La funzione terziaria degli ospedali in tali periodi  era di supportare l’istruzione e l’apprendimento, favorendo tra l’ altro la diffusione della conoscenza delle tecniche e metodolologie assistenziali.

Dal sedicesimo al diciannovesimo secolo si assiste ad una notevole evoluzione degli ospedali , che vede da un lato in molti casi la loro “laicizzazione” (anche se in Italia moltissimi ospedali di piccole e medie dimensioni continuano ad essere fondati ed esistere come “Ospedali AGP – Ave Grata Plena”, realizzati grazie a lasciti di cittadini benestanti a Ordini o organizzazioni di carattere religioso con lo scopo di fornire assistenza alla popolazione locale), e si assiste alla creazione degli ospedali degli Incurabili nati per combattere il dilagare della Sifilide, una nuova malattia per il continente Europeo, portata in Italia probabilmente dalle truppe di Carlo VIII (e per questo detta “Mal francese”).

L’ampliarsi della rete di ospedali rese possibili progressi nella conoscenza scientifica all’interno dello stesso ambito ospedaliero stesso, tramite l’osservazione diretta, l’approfondimento dello studio dell’ anatomia , gli scambi culturali tra i Medici. Gli ospedali in tal modo si trasformarono in  centri per l’apprendimento e lo sviluppo di tecniche mediche, il allontanandosi dalla  concezione precedente di ospedale come un’area che accettava persone che avevano bisogno di aiuto di qualsiasi tipo, fossero malati oppure no. In diversi Stati ( anzitutto in Francia ) si dette corso  alla creazione di un sistema di esami, che successivamente  (nel 1803) fu richiesto per rilasciare le licenze di tutte le professioni mediche, creando così un sistema di licenze uniforme e centralizzato che garantisse la “qualità” e la “qualificazione” di chi offriva le cure; questo si diffuse poi ad altre Nazioni, con un sistema di riconoscimento degli Studi Universitari che è ancora oggi in vigore . Tra le tante tecnologie via via comparse , ricordiamo ad esempio l’ invenzione dello stetoscopio.

Per quanto riguarda le strutture, iniziarono a diffondersi nel Diciannovesimo e nel Ventesimo secolo gli Ospedali detti  “a monoblocco” (con un solo edificio che raccoglieva sia le aree di ricovero, che tutte le strutture necessarie per le diagnosi e le terapie , in alternativa agli ospedali “a padiglioni”, e la realizzazione di edifici destinati ad accogliere le singole specialità mediche; ma  comunque in tutte queste tipologie di ospedali erano frequenti alcuni problemi con cui purtroppo ancora oggi ci confrontiamo , come   la mancanza di spazio per i pazienti, l’incapacità in alcuni casi di separare i pazienti in base al tipo di malattia (compresi quelli contagiosi: il problema delle stanze di isolamento e degli impianti di aereazione è ancora attuale) e problemi generalizzati di igiene (un pensiero di riconoscenza va ad Ignaz Fulop Semmelweis, Medico Ungherese che lottò eroicamente per l’ Igiene Ospedaliera, avendo scoperto le cause della febbre puerperale ed avendo messo in atto una procedura per evitarla mediante il lavaggio delle mani, tra l’ ostilità preconcetta e feroce dei Medici dell’ epoca,  e che a causa di ciò fu internato in una struttura psichiatrica, ove morì… proprio a causa di una infezione dovuta alle carenze igieniche delle attività assistenziali.).

Gli ospedali in tale periodo sono divenuti progressivamente  (e lo sono ancora) centri per l’apprendimento e lo sviluppo delle tecniche mediche, il che costituisce  un allontanamento dalla concezione antica originale di ospedale come un’area che accettava persone che avevano bisogno di aiuto di qualsiasi tipo, fossero malati oppure no. Questa evoluzione  del pensiero filosofico e politico sugli ospedali e sugli studi clinici era coerente con gran parte della filosofia del tempo, ad esempio con il filosofo  John Locke che secondo il quale “l’osservazione usando i propri sensi era il modo migliore per analizzare e comprendere un fenomeno”.  Questo cambiamento di visione sulla Medicina e sul suo apprendimento venne criticato dal filosofo Foucalt nel suo libro The Birth of the Clinic, in cui osservava che questo cambiamento “aveva distolto l’attenzione dal paziente e dai pazienti così “oggettivizzati”, con conseguente perdita della narrativa del paziente”, osservando che da questo punto in avanti, agli occhi dei Medici, i pazienti avevano perso la loro umanità e erano diventati più simili ad oggetti da ispezionare ed esaminare. Le discussioni sulla “umanizzazione” e sulla “disumanizzazione” delle Scienze Mediche e dell’ assistenza ai pazienti sono ancora oggi attuali, e molto accese, ed interessano tanto i Medici quanto i Cittadini / Pazienti…..E più di recente e fino ad  oggi, quale altra evoluzione hanno avuto gli Ospedali, e quali sono le loro caratteristiche attuali, e quelle che guardano al futuro??? Ma questa, è un’ altra storia…..

Dirigente Medico dell’ ASL Caserta –  Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Marcianise

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