21 Ago La Regola degli alberi o la Regola di Leonardo
di Gennaro Mazza*


Oltre 500 anni fa, Leonardo da Vinci scrisse su un quaderno un’osservazione tanto semplice quanto profonda. Non era ancora l’era della biologia moderna, né quella della meccanica vegetale. Ma lui aveva già notato ciò che nessun altro aveva descritto:
“Tutti i rami di un albero, a qualsiasi altezza, quando sono uniti, hanno lo stesso spessore del tronco.”
In altri termini: se prendi tutti i rami che partono da un tronco e sommi le aree delle loro sezioni (cioè il quadrato dei loro diametri), il risultato sarà uguale all’area del tronco da cui nascono. Una legge di equilibrio naturale.
Esempio visivo: Se un tronco ha un diametro di 10 cm e si divide in due rami, questi potrebbero avere 6 cm e 8 cm perché: 6² + 8² = 36 + 64 = 100 = 10².
All’epoca, non esistevano ancora le leggi di conservazione del flusso né i modelli idraulici del XXI secolo. Tuttavia, Leonardo intuiva già che la linfa si distribuiva con logica e armonia, e che la natura, come l’arte, possedeva proporzioni perfette.
Oggi sappiamo che questa osservazione, nota come la “Regola degli alberi” o “Regola di Leonardo”, è stata confermata da diversi studi. Sebbene non si applichi con precisione matematica in tutti i casi, la maggior parte delle specie arboree mostra una sorprendente approssimazione a questa proporzione.
Questa regola ha fornito la base per:
1.- Modelli matematici di crescita vegetale.
2.- Simulazioni 3D in grafica computerizzata.
3.- Studio della biomeccanica in rami e tronchi.
Leonardo, con carta e penna, ha scritto una legge che la scienza ha impiegato secoli a verificare.
Questo insegna che basta osservare i fenomeni con attenzione per trarre conclusioni corrette.
*Prof Avv-Direttore della Scuola Forense di Grafologia di Napoli