31 Lug Che cos’è il Pronto Soccorso
di Laura Leoncini*


In Italia, il concetto di Pronto Soccorso è stato evoluto nei principali ospedali nel concetto più ampio di Struttura Complessa di Dipartimento d’Emergenza e Accettazione (DEA), di 1° o di 2° livello a seconda della complessità, che costituisce un vero e proprio reparto di assistenza in Medicina d’emergenza-urgenza e che presuppone che l’ Ospedale in cui è insediato disponga di una serie di Unità Operative in grado di offrire adeguata assistenza ai Pazienti, ma esistono ancora in moltissime realtà territoriali servizi di Pronto Soccorso che non hanno la complessità assistenziale del DEA, ma che possono fornire entro limiti definiti i servizi di emergenza e urgenza, grazie alla formazione specialistica di medici e infermieri. Le cure del Pronto Soccorso in Italia, a differenza che in pressochè tutti gli altri Paesi del Mondo (in America un breve passaggio in Pronto Soccorso di durata inferiore alle 12 ore puo costare dagli 8000 $ ai 12000$, a seconda delle cure ricevute) , sono gratuite , fatta eccezione per il versamento di un ticket variabile da Regione a Regione, previsto per i codici bianchi, cioè per i casi di quei pazienti che non avendo in realtà alcuna problematica clinica emergenziale o urgente avrebbero dovuto rivolgersi, anziché al Pronto Soccorso, al proprio medico Curante ( MMG- Medico di Medicina Generale o PLS – Pediatra di Libera Scelta per i Pazienti pediatrici), oppure alle Strutture Ambulatoriali territoriali.
Ma….come funziona , e come si usa correttamente il Pronto Soccorso??? Bisogna avere chiaro, anzitutto , che il Pronto Soccorso (o PS) è un’unità operativa ospedaliera funzionalmente altamente complessa, destinata ad assistere i casi di emergenza-urgenza, dove si garantisce la prima valutazione e la prima assistenza diagnostico – terapeutica al Paziente , per poi passare al ricovero (nella stessa struttura ospedaliera in cui è localizzato il Pronto Soccorso in cui il Paziente si è recato, o in altra struttura ospedaliera dotata dei requisiti più adatti per fornire al paziente cure appropriate) oppure alla dimissione , con o senza prescrizione di cure successive . Nel Pronto Soccorso difatti operano professionisti molto formati, nell’ottica più attuale specialisti dell’emergenza-urgenza, che trattano le malattie in fase di acuzie e le malattie tempo-dipendenti, e possono (ove attrezzati) dare risposte nelle maxi-emergenze e durante eventi epidemici e pandemici. Il paziente che accede al Pronto Soccorso viene valutato e immediatamente classificato per gravità o rischio di evoluzione sfavorevole da parte di Infermieri addestrati ad effettuare il Triage (si tratta di un metodo di origine militare , che regolamenta la classificazione dei Pazienti in base alla condizione di effettiva gravità, e crea un ordine di precedenza in base al quale i Pazienti in condizioni più gravi vengono fatti accedere prima alle cure mediche) , e successivamente trattato in urgenza secondo le vere necessità di quel preciso momento; in una fase successiva, visto l’ esito delle indagini cliniche e/o strumentali viene stilata una diagnosi ed il paziente se necessario viene ricoverato, ma più spesso si dimette il paziente dopo un periodo di trattamento o osservazione in OBI (Osservazione Breve Intensiva), o in alcuni contesti ben attrezzati e muniti delle risorse necessarie il paziente che ne ha necessità può essere assistito in un’ Unità o area di Medicina d’Urgenza (se presente nella Struttura: in alcuni casi questa può essere organizzata e funzionare come un’ Unità di Cure Subintensive multidisciplinare o polivalente , in cui i Pazienti affetti da malattie che interessano diverse discipline cliniche possono ricevere terapie intermedie tra la massima intensità delle cure e la degenza ordinaria), per poi essere ricoverato a seconda di ogni specifico caso in un’unità di Terapia Intensiva oppure in un “Reparto” di degenza ordinaria..
Il Pronto Soccorso offre la garanzia di offrire un servizio di assistenza in Urgenza/ Emergenza ai cittadini 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno. Per evitare di “sovraccaricare” il Pronto Soccorso in modo inappropriato (sia i Medici che gli Infermieri sono pochi, e spesso sfiniti: il lavoro in Pronto Soccorso, per i pesantissimi carichi di lavoro ma anche per il continuo confronto che obbligatoriamente comporta con i problemi e la sofferenza dei Pazienti – e anche per la continua interazione con i familiari dei Pazienti che spesso “scaricano” sul Personale del Pronto soccorso le proprie ansie, preoccupazioni e angosce per la condizione spesso clinicamente critica dei loro congiunti – è tra i più stressanti che esistono), bisogna che ogni Cittadino sappia quando è opportuno rivolgersi al Pronto Soccorso , e quando invece è necessario rivolgersi ad altre Strutture.
Durante la pandemia Covid-19 il Personale dei Pronto Soccorso ha arginato la diffusione della malattia attraverso un lavoro intenso e determinante di prima linea. Praticamente, tutti o quasi tutti i Pazienti Covid positivi ospedalizzati sono prima passati da un PS dove a patologia da COVID 19 è stata diagnosticata. Molti Pazienti infetti non gravi sono stati curati e successivamente dimessi in isolamento domiciliare direttamente dai PS.
* Dirigente Medico dell’ ASL Caserta – Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Marcianise
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