Baia Domizia ed il suo fascino di altri tempi

Baia Domizia ed il suo fascino di altri tempi

 

 

di Maurizio Mazzotti*

 

 

 

 

“My boy-friend is a shoemaker”(ciabattino), mi rispose una ragazza svedese nell’estate del 1969 a Baia Domizia, riferendosi ad un giovane dell’entroterra sessano.

Già, Baia aveva da poco spalancato le sue braccia per accogliere schiere di famiglie svedesi. Era iniziato il periodo d’oro di Baia. Ogni 15 giorni ne arrivava un nuovo carico e i giovanotti di Cellole e Sessa in primis, ma anche di tutta la provincia di Caserta, erano lì, pronti a celebrare l’Europa Unita. Ah, la gioventù, la parte più colorata della vita! Baia era già un mito, Baia era il Tony bar, era lo Sporting, il Villaggio svedese, il Domizia Palace, il Park hotel.

Era l’alba dei fantastici anni ‘70, e la colonna sonora della nostra vita era costituita dalle musiche dolci della West coast dei gruppi californiani, i Beach Boys, Mamas & Papas, Eagles, gli America, ma anche della Costa dell’Est, come The sound of Silence, Mrs Robinson del duo folk statunitense Simon & Garfunkel. Che grandi musiche. Da noi invece i Dik Dik ci facevano sognare con Sognando California, e Morandi con C’era un ragazzo che come me amava i Beatles & I Rolling Stones. Dall’Inghilterra poi giungevano le musiche struggenti come Imagine di John Lennon, forse la canzone più famosa e iconica della storia musicale moderna: era il 1971.

Ricordo la discoteca più frequentata, il Piccadilly, dove si andava a ballare con la conquista della serata a luci soffuse, e ci si abbandonava ai sogni della nostra gioventù con i cuori in allarme.

La mattina si faceva colazione dal mitico Zeno. Avevamo la gioia di vivere della nostra meravigliosa gioventù. Eravamo felici, il mondo ci sorrideva mentre la frizzante aria mattutina di Baia ci accarezzava e ci eccitava.

Alzi la mano chi non ha mai giocato al Minigolf dello Sporting.

E ricordate le serate fresche di Baia, che affrontavamo col pullover di filo sulle spalle mentre si sciamava verso il Domitia Palace stando attenti a non inciampare sui marciapiedi di mattoni rossi poco illuminati dalla fioca luce dei lampioncini? Già, perché allora le serate di Baia Domitia erano fresche.

E le prime moto giapponesi come le Honda? Le ricordate parcheggiate in bella mostra per spararsi la posa in piazzetta?

Il 1969 non è stato soltanto l’anno del primo uomo sulla Luna ma, nel mondo delle due ruote, anche quello in cui la Honda calava sulla Terra la sua fantastica CB 750 Four. Una moto dieci anni più avanti rispetto a tutte le altre. Una moto favolosa.

E ricordate la risposta inglese con le Norton? E la risposta italiana con le Guzzi e le Laverda…L’inizio di una lunga storia d’amore tra il motociclista e la motocicletta, che farà palpitare tutti gli anni Settanta, decennio che per le motociclette costituisce un’autentica era d’oro, proprio grazie all’avvento delle affascinanti e indimenticabili “maximoto”.

E le Ducati Scrambler degli anni ’70 le ricordate? Era un modello iconico, prodotto in diverse cilindrate (250, 350 e 450). Quanti dolorosi contraccolpi in occasione delle messe in moto dando il colpo di piede sulla leva!

Eh, si, se il Creatore voleva inventare lo scenario estivo più bello negli anni più belli non poteva che inventare Baia Domizia, all’alba dei mitici anni ‘70.

Grazie Baia per averci regalato i fremiti della nostra adolescenza.

Grazie Baia per accogliere oggi il nostro desiderio di tranquillità, circondati dal fresco dei pini secolari, cullandoci nel ricordo struggente di ciò che sei stata e che, nello scrigno della nostra anima, sei e sarai sempre.

*Già Ing. Capo  Comune di S Maria Capua Vetere

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11 agosto-Presentazione del libro  di Bartolomeo Valentino a Baia Domizia-Chiesa di S. Francesco ore 20 su Papa Francesco

Il ricavato sarà devoluto in beneficenza per iniziative della Parrocchia ospitante