Rieducazione Posturale:un innovativo modello interpretativo

Rieducazione Posturale:un innovativo modello interpretativo

di Luca Baiera

 

Abstract

 

La rieducazione posturale produce modificazioni osservabili nei sistemi di regolazione neurofisiologica. Il concetto di “frequenza biologica”, spesso utilizzato in ambiti non strettamente scientifici, può essere reinterpretato come insieme di indicatori misurabili:

  • pattern elettroencefalici
  • dinamica cardiaca
  • oscillazioni muscolari
  • ritmo respiratorio.

 

Questo lavoro, propone un modello integrato che descrive tali variazioni e ne discute la rilevanza clinica.

 

 

Introduzione

 

Nella letteratura olistica e nella PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia), il termine frequenza viene spesso associato a dinamiche energetiche dopodiché, in un contesto scientifico, tale concetto può essere ricondotto a parametri fisiologici quantificabili, utili per descrivere gli effetti sistemici della rieducazione posturale, indipendentemente dalla metodica utilizzata.

 

La seduta posturale agisce come un intervento multisistemico, capace di influenzare la regolazione autonoma, la risposta neuromuscolare e la meccanica respiratoria.

Le principali modificazioni riguardano quattro domini fisiologici:

 

 

  1. Modulazioni dell’Attività Cerebrale

 

L’intervento posturale, attraverso l’allungamento delle catene muscolari e la respirazione profonda, modifica i pattern elettroencefalici;

A tal proposito, si osserva generalmente:

 

– una diminuzione delle componenti ad alta attivazione corticale, tipiche degli stati di vigilanza e tensione;

 

– un incremento delle oscillazioni associate alla distensione neurovegetativa, più lente e regolari.

 

Questo cambiamento suggerisce un passaggio verso una condizione di prevalenza parasimpatica, con riduzione dell’allerta motoria e della risposta difensiva delle catene toniche.

 

 

  1. Dinamica Cardiaca e Variabilità del Ritmo

 

La variabilità del ritmo cardiaco (HRV) è uno dei parametri più sensibili alla modulazione autonomica.

Dopo una seduta posturale, si rilevano principalmente:

 

– riduzione della frequenza cardiaca basale, correlata alla maggiore attivazione vagale;

 

– ampliamento delle componenti del segnale HRV legate alla regolazione parasimpatica, indicativo di una migliore capacità di adattamento.

 

Questi cambiamenti riflettono una riduzione del carico autonomico e un miglioramento della flessibilità fisiologica del sistema cardiorespiratorio.

 

 

  1. Oscillazioni Muscolari e Tono Miofasciale

 

Ogni muscolo presenta una propria oscillazione fisiologica, che può alterarsi in presenza di tensioni croniche o compensi.

In tale ambito, le funzioni principali della rieducazione posturale sono:

 

– riduzione delle interferenze negative sulla propriocezione;

– ristabilisce la regolarità delle oscillazioni miofasciali;

– migliora la qualità del segnale neuromuscolare inviato al midollo spinale.

 

Il risultato finale è una normalizzazione del tono e una maggiore efficienza del controllo motorio.

 

 

  1. Ritmo Respiratorio e Dinamica dei Fluidi

 

La postura influisce direttamente anche sulla meccanica respiratoria.

Infatti, dopo la seduta si osservano:

 

– respirazione più lenta e profonda, con riduzione degli atti respiratori al minuto;

 

– regolarizzazione del ritmo craniale e dei movimenti fluidici, nei modelli che integrano la

lettura osteopatica.

 

Questi cambiamenti favoriscono una migliore ossigenazione e una più efficiente circolazione dei fluidi corporei.

 

 

 

Discussione

 

 

Le modulazioni descritte indicano che la rieducazione posturale agisce su sistemi integrati, non limitandosi alla correzione biomeccanica.

La combinazione di vari elementi tra cui:

 

– miglioramento dell’HRV;

– normalizzazione del tono muscolare;

– regolazione dei pattern cerebrali;

– ottimizzazione della respirazione;

 

suggerisce un riallineamento globale dei sistemi di autoregolazione.

 

 

 

Conclusioni

 

 

La rieducazione posturale produce modificazioni neurofisiologiche misurabili, percepite dal paziente come maggiore leggerezza, stabilità e riduzione dello spreco energetico.

Il corpo recupera così una condizione di funzionamento più efficiente, avvicinandosi alla propria omeostasi più congeniale.

 

 

 

Bibliografia

 

 

 

  1. LE AFFERENZE POSTURALI – Il linguaggio delle fasce

 

Gaetano Agliata – Bartolomeo Valentino;

 

 

 

  1. Regolazione neurovegetativa e attività cerebrale;

 

Tang, Y.-Y., Holzel, B. K., & Posner, M. I. (2015). The neuroscience of

mindfulness meditation. Nature Reviews Neuroscience, 16(4), 213–225.

Rilevante per i cambiamenti nei pattern EEG associati a pratiche somatiche e

respiratorie lente, analoghi agli effetti della rieducazione posturale.

 

 

 

  1. Variabilità cardiaca e modulazione autonomica;

 

Shaffer, F., & Ginsberg, J. P. (2017). An overview of heart rate variability metrics and norms. Frontiers in Public Health, 5, 258.

Fondamentale per comprendere HRV come indicatore della regolazione parasimpatica, perfettamente allineato con la tua sezione sulla dinamica cardiaca.

 

 

 

  1. Tono miofasciale, oscillazioni muscolari e propriocezione;

 

Schleip, R., et al. (2012). Fascial plasticity – a new neurobiological explanation. Journal of Bodywork and Movement Therapies, 16(1), 44–52.

Riferimento chiave per la fisiologia fasciale, la modulazione del tono e la qualità del segnale neuromuscolare.

 

 

 

  1. Respirazione lenta, diaframma e shift parasimpatico;

 

Jerath, R., Edry, J. W., Barnes, V. A., & Jerath, V. (2006). Physiology of long pranayamic breathing: neural respiratory elements may provide a mechanism that explains how slow deep breathing shifts the autonomic nervous system. Medical Hypotheses, 67(3), 566–571.

Utile per sostenere la parte sulla meccanica respiratoria e la modulazione autonomica indotta da respirazione lenta e profonda.

 

 

 

 

  • Master Universitario in Posturologia