22 Lug Gaetano Filangieri ed il suo concetto di uguaglianza fra gli uomini
di Gennaro Mazza*

il 21 luglio 1788 venne meno alla sua vita terrena uno dei più grandi pensatori che Napoli abbia donato al mondo.
Il suo salotto nel centro storico di Napoli in Via Atri 33 , era frequentato dai grandi intellettuali della sua epoca, coloro che diverranno i protagonisti della Repubblica Napoletana del 1799 come Eleonora Pimentel Fonseca, Mario Pagano e Domenico Cirillo.
Ovviamente vi stiamo parlando del grande
storico giurista filosofo napoletano Gaetano Filangieri .
Egli è stato uno dei massimi esponenti e pensatori dell’illuminismo italiano e nei suoi scritti rivendicava la necessità di un pensiero nazionalistico che permettesse l’uguaglianza fra gli uomini ed il diritto alla libertà.
Secondo il suo pensiero ogni uomo ha diritto alla felicità. Non intesa come stato edonistico e possesso di beni materiali, ma attraverso la realizzazione delle proprie aspirazioni in un ambiente garantito dallo Stato, con possibilità per tutti di soddisfazione dei bisogni essenziali e con possibilità di istruzione per tutti.
Filangieri sosteneva la necessità di un’educazione pubblica, la libertà di stampa e la separazione dei poteri ma sopratutto Intuì e descrisse l’importanza dell’opinione pubblica, definendola un “invisibile tribunale” più forte di re e magistrati.
In una delle 4 lapidi presenti in quel palazzo Filangieri d’Arianiello è citata la “Scienza della legislazione”, la sua grande opera rivoluzionaria frutto di una mente illuminata, che solo un grande uomo come lui poteva scrivere .
Pensate solo che quest’opera , da tutti universalmente apprezzata per consistenza giuridica e forza innovatrice illuministica e’ un testo tradotta in 28 lingue, e addirittura fonte di ispirazione per la Costituzione americana
Il suo diritto al “perseguimento della felicità”,fu infatti addirittura inserito nella Dichiarazione d’Indipendenza.
La sua Scienza della Legislazione, un’opera monumentale iniziata nel 1780, farà da ispirazione agli artefici della Rivoluzione americana e anche se non mise mai piede in America le sue idee giuridiche ed economiche contribuirono in modo determinante alla stesura della Costituzione degli Stati Uniti d’America.
Il filosofo napoletano, sostituì infatti alla bozza che gli aveva inviato Franklin, il “diritto alla proprietà”, con il “diritto alla felicità”, intesa ovviamente non come stato d’animo personale, ma come la realizzazione di un governo giusto, in grado di assicurare ad ogni cittadino la sua quota di benessere.
Per Filangieri costruire una società piu felice in cui ogni cittadino ha diritto di essere felice conservando la sua dignità, rappresentava il dovere di cui uno stato che deve farsi garante per tutelare i diritti alla felicità dei suoi cittadini
E fu proprio questo suo perseguimento della felicità, uno dei principi più cari a Franklin ed I padri costituenti degli Stati Uniti d’America che presero la sua magnifica opera a modello e riferimento per la Costituzione americana. Franklin infatti prese più volte spunto dalle parole e idee del giurista,.
In Francia, il napoletano Filangieri è ancora oggi considerato uno dei padri della Rivoluzione: molte delle sue proposte di riforma (quasi tutte) furono infatti attuate durante la repubblica francese e il successivo periodo napoleonico , specie per quanto riguardava la procedura penale e la riforma della istruzione pubblica all’interno di una visione platonica e rousseauiana).
Filangieri gettò anche le basi di una discussione sulla “Questione meridionale”, frutto di una disparità sociale insopportabile, dove continuavano a sopravvivere anacronistici privilegi feudali, dove nobiltà e clero vivevano nel lusso smodato e il popolo affogava nella povertà e nell’ignoranza.
Questo squilibrio sociale era considerato da Filangieri un elemento che minava la civiltà stessa, le relazioni tra le classi sociali, e quindi impediva il progresso.
Il pensiero di un gigante come Gaetano Filangieri, malgrado siano passati quasi tre secoli, resta di grandissima attualità ed il suo coniugare economia e politica, senza il predominio dell’una sull’altra, rappresenta forse l’unica possibilità per risolvere i problemi di una società occidentale, che sembra impantanata in una via senza uscita.
In questa assurda società finche non ritorneremo a portare al centro del sistema l’uomo nella sua singola entità di essere avente diritto di lavoro, casa, cultura e ambiente non inquinato ne usciremo tutti distrutti.
Se presto non capiremo che deve essere l’uomo al centro del dibattito politico di ogni giorno e non l’economia ed i soldi che da essa devono necessariamente scaturire, produrremo solo infelicità.
Peccato solo che una delle più grandi menti illuminate della nostra città, sia morto ammalato di tubercolosi troppo presto .
Quello che ‘ stato uno dei piu grandi personaggi che ha rappresentato nel mondo la nostra città, e’ purtroppo deceduto a soli 36 anni ed oggi meriterebbe di essere celebrato con più degno vigore.
Gaetano Filangieri è uno di quei personaggi appartenuti alla nostra città che nella sua breve vita, raggiunse una fama internazionale cosi vasta da indurre Napoleone Bonaparte a definirlo
“Maestro di noi tutti”, riconoscendo il valore di un pensatore che ancora oggi rappresenta una delle più alte espressioni della cultura napoletana.
*Prof. Avv.-Direttore Scuola di Grafologia Forense di Napoli