ANALISI MORFOPSICOLOGICA DEL MOSE’ di MICHELANGELO

ANALISI MORFOPSICOLOGICA DEL MOSE’ di MICHELANGELO

di Bartolomeo Valentino*

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Mosè, realizzato da Michelangelo Buonarroti tra il 1513 e il 1515 per il mausoleo di papa Giulio II, è una delle opere più potenti della scultura occidentale.

Un’analisi **morfopsicologica** interpreta i tratti fisici dell’opera come espressione simbolica di una struttura psicologica profonda. Non si tratta di una diagnosi scientifica, ma di una lettura estetico-psicologica che collega forme, tensioni e posture al carattere interiore rappresentato.

 

 Struttura generale: energia trattenuta

 

La prima impressione è quella di una forza compressa. Mosè è seduto, ma sembra sul punto di alzarsi improvvisamente. Tutta la figura comunica autocontrollo, potenza interiore, tensione morale, dominio dell’istinto.

La morfologia del corpo è costruita su linee robuste e compatte: il torso ampio, le braccia massicce e la torsione del busto suggeriscono un individuo di enorme energia psichica che però viene disciplinata dalla volontà.

Dal punto di vista morfopsicologico, questo tipo di costruzione rimanda a una personalità dominante, cosciente della propria missione  e capace di contenere impulsi aggressivi per finalità superiori.

Esame del volto

Esprime concentrazione ed autorità rappresentando la regione più significativa dell’opera

 

 

 

Il volto è il centro psicologico della statua.

 

 La Fronte si presenta alta e potente , significando riflessione, coscienza etica, superiorità intellettuale. Essa denota una predominanza delle funzioni del neocortex(quello più giovane) sulle spinte emotive.

 I ricettori occhi sono profondamente incavati e orientati lateralmente.

Denotano vigilanza, collera trattenuta, capacità di giudizio

Michelangelo rappresenta il momento in cui Mosè scende dal Sinai e vede il popolo adorare il vitello d’oro. Lo sguardo contiene quindi indignazione e controllo simultaneamente.

 Bocca e barba

La bocca è serrata: segno di autocontrollo e repressione dell’impulso immediato.

La barba fluente, quasi vorticosa, esprime invece dinamismo emotivo. È come se la forza passionale emergesse simbolicamente nei movimenti dei capelli e delle pieghe.Il volto svolge  funzione di controllo,mentre la barba presenza di energia profonda.

Mano che trattiene la barba.E’ una gestualità molto significativa. Infatti è segno di riflessione, controllo dell’azione.

 

E’ il segno della sublimazione dell’aggressività: l’energia non esplode immediatamente ma viene interiorizzata.

 

 Tavole della Legge

 

Mosè stringe le Tavole con forza. Gesto che sta a significare la legge,principio morale,un ordine spirituale. La stessa stretta vigorosa  significa identificazione con il proprio compito. l’incarnazione della Legge

Analisi della Postura

La parte inferiore resta stabile,mentre quella superiore del corpo ruota.La torsione ci suggerisce un conflitto tra impulso e controllo, una coscienza vigile pronta all’azione.

 Simbolismo delle corna presenti sulla testa. Simbolegiano l’eccezionalità del personaggio, la sua potenza spirituale ,il carattere sovrumano.

La figura appare quindi come il modello dell’“uomo della volontà”  potente ma disciplinato, passionale ma controllato, umano ma investito di una missione trascendente.

  • Direttore Responsabile del giornale