12 Mag Le Vaccinazioni ed i Vaccini:queste cose sconosciute
di Laura Leoncini

Le vaccinazioni sono senza alcun dubbio una delle conquiste più grandi e più efficaci della medicina, ed uno dei due mezzi principali di Prevenzione Promatia ( l’ altro è la disponibilità per tutti dell’ acqua potabile ). Non c’è alcun progresso o alcuna scoperta delle scienze mediche, neppure quella degli antibiotici, che abbia radicalmente modificato in senso migliorativo la vita dell’intera Umanità quanto le vaccinazioni. In epoca pre-vaccinale il passaggio delle ondate epidemiche di malattie come ad esempio il vaiolo, la difterite, la poliomielite causava vere e proprie stragi, e chi riusciva a superare l’infanzia e l’ adolescenza era da considerarsi, di fatto, un sopravvissuto, anche se le suscettibilità residue (alle malattie non ancora contratte) costituivano un rischio grave per la sopravvivenza, che durava per tutta la vita.
La invenzione ( “scoperta”) dei vaccini è dovuta ad un Medico inglese, il Dott. Edward Jenner, che nel periodo tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800 , nella zona rurale in cui lavorava decise di verificare l’attendibilità di una credenza popolare sull’immunità dal vaiolo umano per le persone (in particolare, le donne addette alla mungitura delle vacche) entrate in contatto con il vaiolo bovino: Il Dottor Jenner, dopo avere accuratamente acquisito una serie di informazioni (diremmo oggi: dopo aver svolto un’indagine epidemiologica “sul campo”) si convinse del fatto che la “protezione” acquisita dalle mungitrici che avevano contratto il vaiolo vaccino fosse un fatto reale. Jenner ne fu così convinto che sperimentò personalmente la vaccinazione e infine estrasse da una pustola di vaiolo bovino del materiale e lo inoculò con il consenso della madre in un bambino di 8 anni che manifestò una malattia lieve, e dopo poco tempo risultò immune verso il vaiolo umano. In mezzo ai timori della gente ed alle controversie, Jenner propugnò la validità della sua scoperta, e nacquero così le vaccinazioni (il termine deriva proprio dal fatto che il primo farmaco di questo tipo fosse di origine vaccina).
Contro il vaiolo, e poi successivamente (con la creazione di altri vaccini) contro altre malattie con gravi conseguenze, sono state portate avanti campagne vaccinali di portata mondiale. Grazie a queste, una malattia devastante e mortale come il vaiolo è scomparsa dalla faccia della terra, e altre malattie gravissime come la poliomielite sono state completamente eliminate in alcune parti del mondo, in altre sono in fase di eradicazione (vi sono l’ Organizzazione Mondiale della Sanità- OMS, e alcune Associazioni di volontariato operanti a livello mondiale come quella dei Rotary che si battono attivamente affinchè anche questa malattia scompaia in tutto il mondo) . Anche per il tetano e la difterite ( spesso mortali, e più frequenti di quello che si immagina) si registrano sempre meno casi grazie all’impiego esteso delle vaccinazioni.
Il grande successo delle vaccinazioni (con la conseguente rarità dei casi delle malattie contro cui si vaccina), ha però paradossalmente diminuito l’importanza delle vaccinazioni agli occhi della gente; alcuni pensano che, se ormai le malattie contro le quali si fanno le vaccinazioni sono diventate rare, vaccinarsi non sia più necessario, o addirittura che le vaccinazioni possano attualmente essere più rischiose delle malattie stesse. Invece malattie terribili come la difterite, il tetano, la poliomielite sono comuni in molti Paesi, e sempre in agguato. Se diminuisse il numero delle persone vaccinate, inevitabilmente torneremmo in poco tempo ad avere bambini paralizzati dalla poliomielite e morti per difterite o tetano. Contro queste ed altre malattie infettive la vaccinazione è l’unica prevenzione efficace: né le difese naturali dell’organismo né lo stile di vita salutare possono offrire contro di esse alcuna protezione. Inoltre, spesso non ci sono cure efficaci: ad esempio gli antibiotici, che servono a curare le malattie batteriche, non funzionano contro una malattia da virus come la poliomielite, o contro le malattie dovute a tossine come il tetano e la difterite. I vantaggi delle vaccinazione sono enormi rispetto alle complicanze più comuni e agli effetti collaterali, che sono solitamente molto modesti. Le complicanze gravi, poi, seppure possibili sono estremamente rare. I vaccini oggi disponibili sono sempre più efficaci e sicuri, grazie anche alla complessa serie di controlli a cui vengono costantemente sottoposti.
La vaccinazione tra l’altro tutela contemporaneamente la salute dell’individuo e quella della collettività. Infatti nel caso di malattie contagiose, quando una popolazione è vaccinata (se si è raggiunta la cosiddetta “immunità di gregge”: se il 95% delle persone sono vaccinate, gli agenti che causano le malattie non possono circolare) si protegge il singolo e si impedisce che l’infezione circoli nell’ambiente, evitando così il rischio di epidemie.
Nel caso (rarissimo) di complicanze gravi delle vaccinazioni la Legge n. 210 del 25 febbraio 1992 stabilisce che le persone danneggiate in modo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie vengano indennizzate da parte dello Stato. La persona interessata, entro 3 anni dal momento in cui viene a conoscenza del danno, può presentare domanda di indennizzo al Ministero della Sanità, allegando “la documentazione relativa alla data della vaccinazione, i dati relativi al vaccino, le manifestazioni cliniche conseguenti alla vaccinazione e le lesioni o le infermità permanenti che ne sono derivate”.
Dal punto di vista della pianificazione e programmazione, lo Stato provvede ad emanare periodicamente , con successivi) aggiornamenti, il “Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale”(PNPV) che viene approvato dalla Conferenza Stato- Regioni e che ha lo scopo di armonizzare in tutto il Paese le pratiche vaccinali, in modo che tutti i Cittadini abbiano la possibilità di accedere ai benefici offerti dalle Vaccinazioni.
Valore storico di grande importanza hanno avuto il PNPV 2017-2019 ed il Piano Nazionale di Vaccinazione Anti – COVID 19.
Attualmente è vigente il PNPV 2023-2025 ( di cui è in fase di predisposizione l’ aggiornamento) e che integra i propri obiettivi con quelli del Piano Nazionale di Prevenzione (PNP) 2020-2025.
Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-2025 (PNPV), approvato in Conferenza Stato-Regioni il 2 Agosto 2023, è il documento di riferimento in cui si individua , come priorità di sanità pubblica, la riduzione o l’eliminazione del carico delle malattie infettive prevenibili da vaccino, mediante strategie efficaci e omogenee da implementare sull’intero territorio nazionale., ed ha numerosi e rilevanti obiettivi:
- “ mantenere lo stato Poliofree
- raggiungere e mantenere l’eliminazione di morbillo e rosolia
- rafforzare la prevenzione del cancro della cervice uterina e delle altre malattie HPV correlate
- raggiungere e mantenere le coperture vaccinali target rafforzando Governance, Reti e percorsi di prevenzione vaccinale
- promuovere interventi vaccinali nei gruppi di popolazione ad alto rischio per patologia, favorendo un approccio centrato sulle esigenze del cittadino/paziente
- ridurre le diseguaglianze e prevedere azioni per i gruppi di popolazione difficilmente raggiungibili e/o con bassa copertura vaccinale
- completare l’informatizzazione delle anagrafi vaccinali regionali e mettere a regime l’anagrafe vaccinale nazionale
- migliorare la sorveglianza delle malattie prevenibili da vaccino
- rafforzare la comunicazione in campo vaccinale
- promuovere nei professionisti sanitari la cultura delle vaccinazioni e la formazione in vaccinologia”.
Il calendario vaccinale presenta diversi aspetti innovativi, tra cui un notevole ampliamento dell’ offerta vaccinale, la promozione di vaccini destinati alle fasce più anziane della Popolazione (antiinfluenzale, antipneumococcico, anti-zoster ecc.) e di alcuni vaccini destinati ai nuovi nati ( es. vaccino anti-rotavirus) e vaccini destinati alle fasce giovanili della popolazione (vaccini antimeningococcici, anti –papillomavirus ecc.).
Un elemento di grande interesse è comunque la flessibilità del piano, con il calendario vaccinale che costituisce un elemento distinto e quindi facilmente aggiornabile in caso di necessità collegate ad eventi epidemiologicamente rilevanti (ad es. epidemie) , o per l’introduzione di nuovi vaccini dove ve ne fosse la necessità o l’ opportunità (introduzione di vaccini innovativi).
Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Marcianise dell’ ASL Caserta