11 Mag Storia di Palazzo Fienga a Torre Annunziata

di Gennaro Mazza=
Palazzo Fienga fu costruito a Torre Annunziata (Napoli) nella seconda metà dell’Ottocento quando. La costruzione, soggetta a vincolo culturale a ragione del suo pregio architettonico, riecheggiava il fascino spagnoleggiante dei nobili palazzi partenopei.
Scampato ai bombardamenti del secondo conflitto mondiale e al terremoto del 1980, le sorti dell’edificio seguirono quelle del declino socio-economico della città torrese, divenendo per quasi cinquant’anni il fortino simbolo del clan Gionta fino al 2015, quando l’edificio fu confiscato e reso inaccessibile.
Negli ultimi dieci anni si sono susseguite diverse ipotesi di riutilizzo e riconversione. Del 3 luglio 2020 un articolo sul sito del Ministero dell’Interno parlava di un «prospetto definito e dettagliato dell’intervento» che avrebbe trasformato l’edificio in un presidio di polizia. Del 22 giugno 2021, sempre sul sito del Ministero, le dichiarazioni del direttore dell’Agenzia Nazionale dei Beni confiscati Bruno Frattasi: «il ministro Lamorgese ha molto a cuore il Palazzo Fienga a Torre Annunziata, un bene sottratto ad un clan e che presto diventerà un polo multifunzionale per le forze di polizia.»
Poi, nel 2023, il colpo di scena, con la revoca del vincolo culturale e la decisione di demolirlo. Al suo posto, un parco pubblico.
Alla demolizione della prima pietra, avvenuta il 5 maggio 2026, hanno partecipato i ministri Matteo Salvini e Matteo Piantedosi, il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, il procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, il sindaco di Torre Annunziata Corrado Cuccurullo, il sindaco della Città metropolitana di Napoli Gaetano Manfredi e il prefetto di Napoli Michele di Bari. Tante autorità per giustificare l’ingiustificabile: la demolizione di un bene culturale del XIX secolo per l’uso che la camorra ne aveva fatto negli ultimi 50 anni. Un tripudio di retorica teso a spacciare per “vittoria della legalità” l’incapacità dello Stato di riscattare un edificio storico, testimone di un secolo e mezzo di eventi. Una pagina orrenda e surreale, degna di un romanzo di Orwell, che lascia sgomenti.
- Avv.-Direttore Scuola di Grafologia Forense di Napoli